Internet, nuove tecnologie Varie Persona, diritti personalità  -  Marco Faccioli  -  29/11/2021

UNA - NESSUNA - CENTOMILA

Oggi parliamo di Sabrina Nichole, un nome e un volto che magari ai più possono dire assolutamente nulla, ma che sono invece tremendamente familiari a chi bazzica su Instagram o su una (o più) delle numerose applicazioni di dating presenti in Rete (tanto per capirsi, le app di dating sono nulla più che siti di incontri). Innanzitutto chi è Sabrina? Una ex modella di Playboy che, intenzionata a cambiare lavoro, si è riciclata come creator su OnlyFans (un sito che offre un servizio di intrattenimento tramite abbonamento per cui i creatori di contenuti, i “creators” per l'appunto, campano grazie ai fan che si iscrivono al loro canale a pagamento per vederne i contenuti e seguirne gli sviluppi). Fin qua nulla di strano, la sua è la vita di tanti, anzi tantissimi, che hanno scelto il web come luogo per i propri affari. Però Sabrina ha un problema: i “catfishers” pare proprio che adorino i contenuti dei suoi post. Questi soggetti dal nome strano altro non sono che dei cyber-criminali dediti alla pratica del “catfishing”, che consiste nel rubare l’identità digitale di qualcuno per utilizzarla per fini propri. A dire il vero non è un crimine che richieda chissà quali grandi mezzi e chissà quali specifiche competenze (per questo è diffusissimo), basta andare sul profilo Intsgram o Facebook di una persona (in questo caso di Sabrina), scaricarne le foto e, utilizzando queste ultime, aprire un altro profilo (con un nome diverso) per iniziare a interagire con altri utenti. Inutile dire che, essendo Sabrina un' avvenente ragazza che ha pubblicato una marea di foto ammiccanti, il materiale per turlupinare ignari maschietti connessi in Rete di certo non manca. Dio solo sa perché però i catfisher si sono accaniti particolarmente con lei e non con altre. Fatto sta che, a oggi, Sabrina è il personaggio web le cui foto sono in assoluto le più utilizzate per truffe e raggiri di ogni tipo. Interessante leggere le testimonianze sul punto raccolte dal giornalista Chris Shearer sul sito vice.com per vedere come, vittima della bellezza della ragazza, in molti hanno inviato denaro (vero) nella convinzione di una relazione (virtuale). Riportiamo qualche caso, facendo parlare i protagonisti: “Mi sono imbattuto in Sabrina quando una persona che si faceva chiamare Savage June mi ha contattato sul mio profilo Instagram,sperava che comprassi delle sue immagini di nudo per permetterle di “mandare soldi alla nonna malata in Svezia.” E ancora: “Ho conosciuto una tal Jane in rete ...o meglio, una che si faceva chiamare così prima che mi accorgessi di essere stato truffato, la quale, dopo qualche settimana di chat, ha manifestato l'interesse a conoscermi. Poiché non aveva i soldi per il viaggio aereo glieli ho inviati io, dopodiché lei è sparita.” …e via di questo passo. Cambiano i nomi, le situazioni, i problemi personali e le malattie di nonne e sorelle, ma la sostanza resta sempre quella: soldi in cambio di nulla. Ancora un'altra vittima: “Una ricerca inversa online delle foto ha chiarito subito chi fosse la vera Sabrina, che non era la persona con cui stavo chattando e, con un po’ di indagini, ho scoperto da solo la vera entità del problema: un numero infinito di account di Instagram falsi che usano le sue foto e versioni modificate del suo vero nome ...altrettanti account falsi su Twitter con il suo volto. E, in tutto questo, un paio di account che sembrano appartenere alla vera Sabrina e che lasciano trasparire tutta la sua frustrazione per l'accaduto”. Il costo che le vittime di queste truffe pagano è tristemente noto, anche se impossibile da quantificare nel suo esatto ammontare, ma come se la passa Sabrina, involontaria protagonista di questa truffa mondiale che utilizza il suo volto? “Ricordo la prima volta che il problema è diventato serio– racconta Sabrina - è stato circa sei anni fa, credo. Alcune persone avevano iniziato a contattarmi su Instagram quando ero ancora poco conosciuta, parlandomi come se avessero una discreta confidenza con me. La cosa mi dava molto fastidio ...pensavo: ma se non vi conosco perché mi parlate come se fossimo amici? Uno di loro si è persino arrabbiato perché non ho accettato di incontrarlo di persona... Ho poi scoperto l’esistenza di una pagina Facebook che si fingeva me, la quale aveva raccolto un gran numero di fan e stava truffando le persone per soldi, facendosi comprare biglietti aerei e cose del genere. Da lì in poi, è solo peggiorata”. La ragazza riferisce di aver provato in tutti i modi ad arginare il fenomeno ma, come ben sappiamo, le cose in Rete sono sempre più complesse di quanto si possa immaginare. Continua Sabrina: “Sono certa che esistano migliaia e migliaia di dollari di miei contenuti venduti a mia insaputa ...all’inizio dedicavo parecchio tempo a cercare di risolvere il problema, perché ero stanca di sentirmi incolpare da sconosciuti di averli truffati. Si comportavano tutti come se potessi far sparire le immagini dalla Rete con uno schiocco di dita. Passavo ore e ore a cercare i miei account falsi e a segnalarli, non importava se fossero grandi o piccoli, se avessero seguito o no, li facevo chiudere tutti. Ripetevo le stesse azioni quotidianamente, denunciando tra i 17 e i 20 profili al giorno. Poi non ce l'ho più fatta e ho lasciato perdere: era una lotta contro i mulini a vento e io non potevo farci più assolutamente nulla.

Comunque Sabrina non è certo la sola. E' notizia di questi giorni che il pallavolista Roberto Cazzaniga, un giocatore di volley che milita in A2, perdutamente innamorato per 15 anni (non mesi, anni) di un' inesistente modella brasiliana (in realtà trattavasi di una casalinga sarda che lo chiamava cercando di imitare alla meno peggio una sensuale voce sudamericana), ha buttato al vento 700.000,00 € (sì, avete letto bene), in cambio di chat, call, invio di foto (ovviamente rubata dal profilo di una modella vera), e promesse di un incontro personale che, per mille e più ragioni, veniva sempre irrimediabilmente rimandato.





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