Cultura, società  -  Marco Faccioli  -  08/06/2023

LA PREMEDITAZIONE - L'insostenibile leggerezza dei tutorial sugli omicidi.

Niente da fare! Oggi siamo social-addicted in tutto, anche quando decidiamo di commettere atti estremi. Si resta stupiti (non troppo, a dire il vero) quando si scopre che numerosi assassini, catturati subito dopo aver commesso i loro misfatti, si siano prima affidati a Google per cercare informazioni su come commettere il delitto perfetto. Ed è così che si scopre che l'“attualmente popolare” (per usare il linguaggio di Facebook) Alessandro Impagnatiello abbia googolato il lemma “come pulire la scena del delitto” prima di uccidere la compagna incinta di sette mesi. Non solo, l'omicida avrebbe anche fatto una ricerca su “come uccidere con il veleno dei topi”, sostanza che si era precauzionalmente procurato e che gli inquirenti gli hanno trovato in casa dopo la perquisizione di rito. Il malcostume, come tutti i malcostumi, è comunque di lunga data. Chi se lo ricorda Claudio Grigoletto, il pilota di aerei bresciano che uccise nel 2013 la sua amante (anch'ella incinta) per non far scoprire la sua seconda vita alla moglie? Nel suo computer gli inquirenti trovarono, effettuata pochi giorni prima dell'omicidio della malcapitata, la ricerca “come uccidere con la fuga di gas”. Non proprio una confessione, ma ci andiamo molto vicino.

Oppure ancora Nicole Terri Lester una 29enne dello stato americano dello Utah che ha cercato su Google “come uccidere una bambina” e poi ha ammazzato a coltellate, seguendo le istruzioni reperite in Rete, la figlioletta di appena 4 anni.

E come dimenticare Jenna Folwell, una giovanissima madre dell'Arizona che ha annegato il proprio figlioletto nella vasca da bagno dopo aver fatto più di 100 ricerche su Google tutte riguardanti “come uccidere un bambino”.

Gli esempi, come facile immaginare, potrebbero continuare ...se non all'infinito, comunque per molte righe.

Tra le cose che maggiormente lasciano basiti, oltre a come un aspirante omicida (che grazie a un paio di ricerche su Google si sente pronto per il delitto perfetto) pensi anche solo per un istante di poterla fare franca, vi è senza dubbio il fiducioso ricorso alla Rete per chiedere lumi e ottenere consigli su come commettere un atroce delitto (o comunque, quando ritiene di non averne bisogno, almeno di come provvedere a nasconderne le tracce). Oggi Google e i motori di ricerca servono a tutto, dal come curare i mughetti del giardino a come gestire un sequestro di persona, da come piallare una lastra di legno a come uccidere la propria compagna e farne poi scomparire il cadavere.

Nelle procure le ricerche su Google sono molto attenzionate perchè possono diventare un elemento utile a stabilire la premeditazione (o meno) del colpevole. Sappiamo che il diritto penale pone la massima importanza su che cosa avesse in mente il reo al momento del delitto ...e ben poco alle conseguenze del suo gesto (retaggio millenario oltremodo anacronistico nell'odierna era della tecnica, dove molto più interessante, nonché utile, sarebbe verificare gli effetti delle azioni invece delle intenzioni dell'agente. Immaginiamo per un istante che senso avrebbe domandarci che cosa avesse in mente Fermi quando ha realizzato la prima fissione nucleare, al posto di quelli che ne sono stati gli effetti, ragione per cui il PC del fermato, assieme al suo smartphone, sono le prime cose a essere scandagliate alla ricerca di elementi utili per far emergere la cosiddetta premeditazione. Sempre per il fatto che l'effetto del delitto è secondario rispetto alle intenzioni del reo (andiamo poi a spiegarlo alla vittima di un omicidio se la vita le è stata tolta colposamente, preterintenzionalmente, dolosamente etc...), la “ricerca delle ricerche” diventa di primaria importanza.

Non vi fossero sempre delle tragedie a monte, la cosa rasenterebbe il ridicolo, tenuto conto che molti delinquenti si premurano di effettuare ricerche su come far sparire le tracce di un omicidio, senza nemmeno curarsi di far sparire dalla cronologia del loro computer le ricerche in questione.




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