Diritto, procedura, esecuzione penale - Ordinamento penitenziario -  Fiorentin Fabio - 22/07/2009

REGIME PENITENZIARIO DIFFERENZIATO E NUOVI LIMITI AL CONTROLLO DI LEGITTIMITA' - Trib.Sorv. Torino, ord., 22 luglio 1009, est. Fiorentin - Fabio FIORENTIN

D’A.G. ha proposto reclamo avverso il decreto del Ministro della giustizia emesso in data 23.04.09, che ha applicato nei suoi confronti la proroga del regime particolare previsto dagli artt. 41-bis della Legge 26.7.1975, n. 354.

Il decreto impugnato è stato adottato sulla base di alcuni elementi dai quali emerge, ad avviso dell’autorità amministrativa, la sussistenza della pericolosità del detenuto, tale da giustificare l’applicazione del regime di rigore.

         In particolare, il decreto ministeriale precisa che l‘attuale proroga è stata adottata sulla base di una articolata e rinnovata istruttoria, attivata al fine di verificare la sussistenza dell’attualità della pericolosità sociale del detenuto.

Sulla base delle risultanze istruttorie, il Ministro ha ritenuto che:

1)                 Il gruppo di appartenenza del soggetto è tuttora attivo sul territorio, né risulta che la capacità criminale del medesimo sodalizio sia significativamente ridotta.

2)                 Non si sono verificati fatti o circostanze tali da cui desumere un mutamento del ruolo rivestito dall’interessato all’interno dell’organigramma della consorteria mafiosa; né il detenuto ha posto in essere condotte dalle quali possa desumersi il distacco dall’organizzazione.

3)                 Il decorso del tempo non ha mutato significativamente il quadro posto alla base dell’adozione del regime differenziato.

         In particolare, continua il provvedimento impugnato, secondo le informazioni della DDA di Reggio Calabria il detenuto è uno dei capi di una delle più attive cosche della provincia reggina, e che tale ruolo è emerso dagli atti di indagine di un procedimento pendente innanzi alla Corte di Assise di Messina.

 In seguito a tale primo filone di indagine ed alla scoperta di numerosi bunker costruiti per proteggere la latitanza degli affiliati, si sono sviluppate nuove indagini e che tali accertamenti coinvolgono accoscati tuttora liberi e alcuni in fase di identificazione.

La DDA di Milano ha confermato l’attuale vitalità dell’organizzazione, che ha diramazioni anche su Milano, ed è specializzata nel traffico di stupefacenti e nelle estorsioni. Gli inquirenti osservano che la recente cattura del D’A. e le diramazioni dell’organizzazione di appartenenza fanno ritenere che il ruolo di vertice occupato dal detenuto non sia venuto meno, tenuto anche conto che la cattura è avvenuta quando il soggetto si trovava in latitanza, ciò che conferma il persistente potere detenuto dal soggetto nell’ambito dell’organizzazione. L’inserimento nell’organizzazione criminale è altresì confermato dalle dichiarazioni di alcuni collaboranti che lo indicano come “braccio armato” di una cosca a lui alleata.