Internet, nuove tecnologie Varie Cultura, società  -  Marco Faccioli  -  15/04/2022

Le METAPROFESSIONI: arti e mestieri nel Metaverso

Visto che ben presto, a meno che non si voglia perdere il treno che porta al futuro, dovremo abituarci a sempre più parole ed espressioni precedute dal prefisso “meta”, tanto vale iniziare subito a parlare di meta-professioni, di meta-mestieri e di meta-attività.

Oggi ci occuperemo proprio di questo, ovvero di quelli che sono i nuovi meta-lavori, ovviamente nel metaverso. Succede sempre così per ogni cosa: viene lanciato You-Tube e c'è chi campa facendo lo youtuber, spopola TikTok e c'è chi fa il TikToker ...per il metaverso non poteva essere diverso. In ogni si tratta di un qualcosa che non si registra solo con le piattaforme web, ma capita pressochè sempre e ovunque: si costruisce un nuovo stadio, ed ecco che attorno allo stesso nascono attività di ogni tipo: dalle bancarelle che vendono le magliette e le sciarpe delle squadre di calcio al kebabbaro, dal posteggiatore (abusivo o meno che sia) al bagarino ...sempre la stessa storia. Nelle precedenti puntate abbiamo visto come i grandi brand, fiutata la possibilità di fare business (non meta-business però, ma business vero) nel metaverso, abbiano iniziato a mettere mano al portafoglio per investire somme decisamente consistenti in questo nuovo settore. I patron del lusso Gucci e Ralph Lauren sono stati tra i primi a credere nelle potenzialità dell'universo parallelo e così, visti i primi passi dei “big” nel neonato mondo digitalizzato, anche i “piccoli”, dopo le prime titubanze, hanno iniziato a dedicare tempo, denaro e inventiva a questo nuovo progetto, sperando che porti dei meta-frutti.

Come abbiamo già visto il mercato della personalizzazione (o “customizzazione” come si dice oggi) degli avatar, ovvero il proprio alter ego digitale con cui si accede e si opera nel metaverso, è uno dei più fiorenti del momento. Se nel metaverso voglio essere un protagonista con la “P” maiuscola, debbo poterci entrare con un certo stile, e per far questo devo rivolgermi a degli specialisti di questo meta-settore. Diventerà infatti fondamentale il modo in cui si presenteranno la propria personalità, il proprio gusto e i propri valori, ovviamente mixati con la possibilità di adattarli a seconda dei vari ambienti e delle situazioni in cui ci si troverà a interagire nel metaverso.

Andiamo a conoscere uno di questi nuovi protagonisti: Zepeto. Si tratta di un gruppo con sede in Corea del Sud che, nel giro di pochi mesi, ha raggiunto quasi un quarto di miliardo di utenti e la sua applicazione permette alle persone di creare avatar, ovvero rappresentazioni digitali di se stessi. Ma gli avatar (proprio come noi umani) hanno bisogno di meta-vestiti (meta-vestiti belli, alla moda, accattivanti ed esclusivi) e sul sito di Zepeto, che offre per l'appunto meta-vestiti e meta-accessori, secondo quanto riportato dalla BBC, sono stati venduti a oggi oltre 1,6 miliardi di articoli di meta-moda (ovvero accessori virtuali per avatar). Passando dalle società alle persone, uno degli utenti già notissimo nella metamoda del metaverso è Monica Louise, una donna canadese conosciuta come “Monica Quin”, che progetta e vende abbigliamento digitale per avatar. I vestiti, gli accessori e gli altri articoli di Louise sono venduti utilizzando la valuta di Zepeto, detta “zem”, e hanno un prezzo che va da uno a cinque zem per vestito. Gli utenti di Zepeto acquistano gli zem con denaro reale e i creatori ricevono $ 106 per ogni vendita del valore di 5.000 zem. Per capirsi: si vende in zem, ma si compra in dollari. Pare che Louise, colto l'affare, abbia perfettamente capito il nocciolo della questione; la stessa dichiara in un'intervista alla BBC: “Ci sono vestiti che in molti non possono permettersi di indossare nella vita reale, ma nel mondo digitale tutti possono vestire come meglio credono, senza nessun limite”. Zepeto ha iniziato tre anni fa e nel marzo 2022 ha già un valore che sfiora il miliardo di dollari. Circa il 70% dei suoi utenti sono donne, compresi gli adolescenti. Il Chief Strategy Officer (ovvero l'a.d. del gruppo) Rudy Lee ha dichiarato che Zepeto è il primo social network conosciuto da molti dei suoi giovanissimi utenti.

Il metaverso, come abbiamo visto, è già una realtà ma, alla fine, offre veramente opportunità di lavoro oltre che di investimento? Questo interrogativo è tuttora soggetto a quello che sarà nell'immediato futuro lo sviluppo di questi mondi digitali immersivi, in cui molti utenti presto inizieranno a stringere relazioni, lavoreranno, faranno acquisti, condivideranno esperienze, gestiranno proprietà e attività. Insomma, lo popoleranno trasformandolo in un vero e proprio meta-pianeta. Il metaverso sarà quindi (anche se in parte già lo è) una sorta di replica virtuale del mondo in cui viviamo attualmente, dove i rapporti sociali saranno però dominati dalla Realtà Virtuale, dalla Realtà Aumentata, dalla Blockchain, dalle Criptovalute, dagli NFT e dalla Digital Twin 3D Technology. Tutti strumenti che serviranno ad attestare la nostra ‘esistenza’ nei vari metaversi, perché, come del resto accade anche oggi nel mondo dei social media, probabilmente ne esisteranno non uno, ma molti connessi tra loro. In ogni caso questo nuovo metamondo, prima di essere animato, dovrà essere creato, e questa “creazione a tavolino” potrebbe trasformarsi in una fucina di opportunità lavorative. Non solo meta-mestieri generati ad hoc, ma anche versioni futuristiche di lavori attuali, ovviamente basati sulle nuove tecnologie.

In una ricerca di Adecco, la nota multinazionale che opera nel collocamento delle risorse umane, si legge che: “il metaverso è un concetto tecnologico che va oltre la nostra attuale comprensione dei mondi fisici e virtuali già dimostrati. Dovrebbe possedere un mercato del lavoro in forte espansione: in questo mondo 3D, alimentato da tecnologie di realtà aumentata e virtuale, in cui le persone possono lavorare, socializzare, giocare, si possono anche svolgere lavori ben pagati. I lavori nel Metaverse saranno probabilmente il prossimo argomento più discusso del settore tecnologico, destinato ad accelerare in breve tempo”. A detta di molti stiamo entrando nell’era di Internet a tre dimensioni. Il metaverso sarà la continuazione del reale nel digitale, al cui interno verranno riproposte, tra le altre cose, tutte le professioni esistenti nel mondo reale, che però avranno come requisito essenziale le competenze digitali. Antonio Venece, direttore della Geeks Academy, realtà italiana che crede nel potenziale del metaverso anche in ottica lavorativa, prova a fare il punto della situazione: “Essendo una piattaforma virtuale emergente che probabilmente prenderà vita ‘vera’ molto presto, il futuro del metaverso è fondamentalmente nelle mani di coloro che lo stanno attualmente costruendo. A partire da sviluppatori back-end, designer 3D o programmatori, c’è un vasto numero di competenze necessarie per garantire il funzionamento efficiente della piattaforma, che a sua volta fornirà una serie di opportunità di carriera in un’ampia gamma di settori”.

Meta, la società che ha dato inizio al progetto del metaverso, prevede di assumere circa 10.000 ingegneri europei per lo sviluppo del proprio portale nei prossimi cinque anni. Perché questa promette di essere la vera novità: il metaverso potrebbe avere un’impronta europea e non più essere modellato sugli usi e costumi statunitensi. Come questo poi si tradurrà in termini di proprietà azionaria resta tutto da vedere, ma è potenzialmente interessante poter pensare a uno dei metaversi al di fuori delle mani delle tradizionali Big Tech. Con l’esplosione su larga scala del metaverso, dunque, non solo emergeranno nuove professionalità, ma sarà possibile calare le professioni attuali nelle tecnologie di ultima generazione, per renderle ulteriormente innovative. Ma di che talenti ha bisogno il metaverso? Vi è chi prevede nuovi tipi di discipline e attività, tra cui assistenza sanitaria, attività sociali, tempo libero e persino forze dell’ordine (stiamo sempre parlando di avatar, sia chiaro). La parte del leone, almeno nella fase iniziale, pare la stiano facendo gli “architetti” del metaverso, figure creative incaricate di immaginare e ideare mondi completamente nuovi e coinvolgenti, responsabili della progettazione, della prototipazione e della creazione di ambienti virtuali e di esperienze 3D totalmente immersive.

E come dimenticarsi di quei professionisti reali, come gli organizzatori di eventi e gli agenti immobiliari che si stanno attrezzando per traslare la propria attività nel metaverso? Già oggi è possibile celebrare eventi virtuali per ricorrenze o momenti speciali della nostra vita, come nascite, anniversari o matrimoni, abbattendo i vincoli fisici del mondo reale. E gli investimenti immobiliari nel metaverso hanno superato i 500 milioni di dollari nel 2021: le vendite accelerano il passo, tant’è che si prevede di superare il miliardo di valore entro la fine di quest’anno. Qualcuno dovrà pur occuparsi a livello professionale di tutte queste transazioni, soprattutto quando diventeranno attività quotidiana di milioni e milioni di utenti. A differenza di quanto si era fino a oggi soliti dire, è arrivato il momento per artigiani e professionisti dei più disparati settori di trascurare il reale per cercare di stare il più possibile con la testa tra le nuvole.




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