Deboli, svantaggiati  -  Redazione P&D  -  11/09/2021

La patente di guida e le persone disabili dalle esperienze di vita tra Italia e Germania alla sociologia della disabilità - Claudio Roberti

DEDICA:

Questo sforzo è dedicato alla memoria dell’ amico Enzo Pandolfi (Napoli 13/11/1958 - 02/01/2002) detto O’ Patiello: Il Patentello. La sua significativa storia di vita paradossalmente segnata dall’essere stato uno straordinario guidatore del rango di un Pilota e     dal danno esistenziale e socio relazionale causato dalla faccenda patente, verrà raccontata in altra occasione. 

1. Premessa

Il seguente contributo ha caratteristiche spurie, nel senso che pur facendo parte di un’analisi sociologica sulle barriere materiali e immateriali in cui si imbattono le persone con disabilità, ha una sua autonomia teorica.

È necessario premettere che la seguente costruzione storica e socio-giuridica, per chi non conosce o rifiuta la collocazione semiperiferica e asimmetrica dell’Italia nel sistema mondo (Roberti, 2021), può risultare sorprendente, surreale, provocatoria. A fronte della sociologia della disabilità e del diritto applicata in forma di analisi del sistema mondo, in ciò che segue tutto è coerente con un contesto semiperiferico retrivo, portatore di effetti sistematici di raggio medio-lungo: trattiamo di fatti sociali a cavallo di due secoli, quasi novanta anni di storia delle istituzioni aventi forti ricadute sociali e umane a danno di persone particolarmente esposte e del sistema paese.

Trattiamo, qui, della materia “patenti di guida” in Italia per persone con disabilità. Sottolineamo che tale analisi fonda sulla personale dimensione “verstehen” declinabile anche in forma di storia di vita. Va infine ricordato che la guida di un’automobile è tema di antropologia urbana (Pitto, 1980).

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