Ambiente, Beni culturali  -  Maria Rosa Pantè  -  12/02/2024

Diario di un’insolita amicizia - Sedici

Lo sguardo che quel giorno mi rivolse la maialina Grazia non lo dimenticherò.
Uno sguardo che dice molte cose sull’animo dei maiali o quanto meno della mia amica scrofa Grazia Portiamo da mangiare a Grazia e Sara due volte al giorno, ma di solito nel pomeriggio io porto la merenda cioè una mela. Una mela ciascuno, una per Sara una per Grazia.
Così anche quella volta.
Solo che una mela venne subito intercettata da Sara, l’altra mi sfuggì di mano e finì dietro Grazia che non riusciva a vederla (i maiali vedono pochissimo) e nemmeno a odorarla (invece hanno un olfatto sensibile come quello dei cani, si sa per esempio dei maiali da tartufo).
Fu allora che alzò verso di me il nasone e tutto il suo grande muso, il suo grande volto suino e mi comunicò: perché a me no? Perché io non ho la mia mela?
Nel frattempo Sara aveva visto l’altra mela e se l’era mangiata.
Così lo sguardo di Grazia divenne ancor più intenso e addolorato, mi comunicava il dolore, la sorpresa per l’ingiustizia che stava patendo.
Mi chiedeva: perché?
Non ho resistito ovviamente e le ho portato una mela proprio per lei. E Grazia appagata nel cuore e nello stomaco come fa sempre per preservare il suo cibo si è portata la mela nella casetta.
Che stranezza vero? Un salame o un prosciutto che ha il senso della giustizia. Forse conviene riflettere di più su CHI si mangia.
(Foro di Silvana Mazza Princisvalle)


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