Diritto, procedura, esecuzione penale - Reato -  Gasparre Annalisa - 04/03/2016

VIOLA I DOVERI DI CUSTODE E SGOZZA UNA CAPRA SENZA MOTIVO – App. Cagliari 1.7.2014 – Annalisa GASPARRE

Purtroppo si è conclusa con la dichiarazione di prescrizione questa tragica e futile vicenda che ha visto gli operatori effettuare un controllo su bestiame di possibile provenienza illecita.

Nel contesto di un controllo di routine, venivano sequestrati gli animali privi di identificazione e lasciati in custodia all"indagato.

Nell"ambito di un successivo controllo svolto dagli operanti insieme all"Asl, richiesto di effettuare prelievi di sangue per identificare gli animali, l"indagato perdeva la testa. Reagiva dicendo: dicendo "Adesso ti faccio vedere io come ti tolgo il sangue"; prendeva dunque "un coltello e con un fendente, senza alcuna ragione, aveva tagliato la gola ad una capretta per poi trascinarla per alcuni metri e gettarla in un dirupo, affermando che del proprio bestiame poteva farne ciò che voleva". Inoltre, alcuni animali sequestrati erano stati dispersi.

Due le violazioni del codice penale: l"uccisione senza necessità di una capra e sottrazione di cose sottoposte a sequestro.

Non potendosi pronunciare sentenza assolutoria di merito – essendo anzi accertata la responsabilità dell"imputato – la Corte d"appello si è dovuta arrendere di fronte al decorrere del tempo che ha estinto il reato, dichiarando, così, la prescrizione.

La sentenza rappresenta comunque la conferma che l"uccisione senza necessità di qualsiasi animale – anche uno presumibilmente destinato alla macellazione – costituisce reato. La vicenda, invece, conferma l"approccio materialistico e capriccioso di taluni "uomini" nei confronti degli animali.

 

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App. Cagliari, Sent., 01-07-2014

M.P. (Omissis) APPELLANTE

Avverso la sentenza del Tribunale di Cagliari, Sezione distaccata di Sanluri, del 26 Aprile 2013 con la quale è stato condannato, uniti i reati dal vincolo della continuazione, alla pena di quattro mesi di reclusione e 200 Euro di multa, oltre al pagamento delle spese processuali.

In quanto dichiarato colpevole

a) del reato di cui all'art. 334 comma secondo c.p., perché in qualità di proprietario, sopprimeva, disperdeva e deteriorava alcuni capi di bestiame sottoposti a sequestro, disposto nel corso del procedimento penale nr. 4180/05 Mod. 21. ed affidati alla sua custodia.

In particolare:

- sopprimeva un capo caprino;

- disperdeva un capo bovino e quattro capi caprini;

- deteriorava cinque capi caprini marchiandoli all'orecchio destro e contrassegnandoli con la propria sigla aziendale;

Fatto avvenuto a _____- in data imprecisata, successiva a 17.05.2005 e prossima al 06.11.2005.

b) in ordine al reato di cui all'articolo 544 bis c.p. perché, senza necessità, squarciandone la gola, cagionava la morte di un capo caprino.

Fatto avvenuto a ______.

- Sentita la relazione alla pubblica udienza del Cons. Dott. M. Gabriella Muscas

- Sentite le parti nelle rispettive

Svolgimento del processo - Motivi della decisione

Con sentenza del Tribunale di Cagliari, Sezione distaccata di Sanluri, del 26 Aprile 2013 M.P. è stato condannato per i reati a lui ascritti, uniti dal vincolo della continuazione, alla pena di quattro mesi di reclusione e 200 Euro di multa, per la distruzione o soppressione di bestiame affidato alla sua custodia con decreto dei CC di ____ del 17 maggio 2005 ed affidati alla sua custodia. Ed, inoltre per aver, senza necessità, squarciato la gola e cagionato la morte di un capo caprino.

Il processo, celebrato in contumacia dell'imputato, si è svolto nelle forme del rito ordinario ed è stato istruito con prova testimoniale e documentale.

Dal verbale di sequestro preventivo dei Carabinieri della Stazione di ____ del 17 maggio 2005 è emerso che i militari, nel corso di un controllo presso l'Azienda dell'imputato in località "___" in ____ avente lo scopo di ricercare ovini di provenienza furtiva, avevano proceduto alla verifica dei codici di identificazione di ventiquattro capi ovini, un bovino e un equino. All'esito di tale controllo era risultato che dieci capi caprini di cui otto adulti, sette di sesso femminile e tre maschile, così come il bovino, risultavano sprovvisti del codice aziendale e padronale; ritenuta quindi la illecita provenienza dei capi e considerata l'immediata impossibilità di procedere con gli accertamenti di rito, tali capi venivano sottoposti a sequestro preventivo, che veniva ritualmente convalidato.

Nel corso dell'esame i testi C.L., all'epoca dei fatti Comandante della Stazione dei Carabinieri di ____ e il veterinario Dott. P.I., hanno riferito che erano intervenuti sul luogo per effettuare il controllo il successivo 06.11.2005 e che avevano constatato, in relazione ai capi in sequestro, l'assenza del bovino e di quattro capre, mentre gli altri capi sequestrati erano stati contrassegnati di recente dall'imputato con il marchio della sua azienda; affermazioni che hanno trovato riscontro nel certificato, acquisito in atti e datato 06.11.2005, redatto dal Dott. P..

Il teste C. ha, altresì, raccontato che nel momento in cui avevano reso edotto il M. dell'intenzione di procedere al prelievo del sangue degli animali per verificarne l'appartenenza, lo stesso era andato "su tutte le furie" dicendo "Adesso ti faccio vedere io come ti tolgo il sangue"; aveva preso un coltello e con un fendente, senza alcuna ragione, aveva tagliato la gola ad una capretta per poi trascinarla per alcuni metri e gettarla in un dirupo, affermando che del proprio bestiame poteva farne ciò che voleva.

Il Tribunale, all'esito dell'istruttoria dibattimentale, ha ritenuto provata la penale responsabilità del M., sulla base delle dichiarazioni rese dai testi escussi che hanno confermato la mancanza, tra i capi sottoposti a sequestro preventivo, di un capo bovino e di quattro capi caprini ed, inoltre, che alla loro presenza e senza alcuna necessità l'odierno appellante aveva sgozzato la capra e l'aveva gettata nel dirupo.

Avverso la sentenza ha presentato appello la difesa rilevando, in via preliminare, l'intervenuta prescrizione dei reati in quanto i fatti per i quali vi è processo sono stati posti in essere precedentemente all'entrata in vigore della L. n. 251 del 2005. ha osservato che la misura del sequestro cui era stato sottoposto il bestiame, era da ritenersi priva di fondamento data la mancata prova della provenienza delittuosa dello stesso, come risultante dalla richiesta di archiviazione del Pubblico Ministero del 18.12.2005. La difesa ha, inoltre, sottolineato che qualora si dovesse ritenere il provvedimento di sequestro preventivo legittimo non è comunque stata raggiunta la piena prova circa l'effettiva responsabilità del M., infatti, nessun accertamento è stato compiuto in merito alla dispersione del capo bovino e dei quattro caprini.

In relazione al trattamento sanzionatorio, la difesa ha contestato il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche e ha sottolineato che il giudice di primo grado non aveva effettuato l'aumento di pena per la recidiva reiterata della quale, in ogni caso, ha chiesto l'esclusione.

Ha concluso, quindi, la difesa chiedendo in via principale l'assoluzione dell'imputato per il reato di cui al capo a) e la pronuncia della sentenza di non doversi procedere per estinzione del reato di cui al capo b) per intervenuta prescrizione; e, in via subordinata, la pronuncia di sentenza di non doversi procedere per estinzione dei reati di cui al capo a) e b). In via ulteriormente subordinata escludere la recidiva di cui all'articolo 99 quarto comma codice penale e per l'effetto, previa concessione delle attenuanti generiche, diminuire la pena.

All'esito dell'udienza, sentite le conclusioni delle parti,

LA CORTE OSSERVA

Si deve rilevare che è decorso il termine massimo di prescrizione di sette anni e sei mesi previsto dagli artt. 157 e ss c.p.; essendo i fatti contestati risalenti al 6 novembre 2005 e non essendo intervenute cause di sospensione della prescrizione, il reato risulta estinto alla data del 6 maggio 2013. Si deve infatti rilevare che il Tribunale non prevedendo alcun aumento di pena per la recidiva reiterata contestata, ne ha di fatto escluso la sussistenza per cui non può tenersi conto di tale aggravante ai fini della prescrizione.

In presenza di una causa di estinzione del reato, secondo il criterio enunciato dalla Sezioni Unite della Corte di Cassazione 28/5/2009 n. 35490, può pronunciarsi una assoluzione nel merito, come richiesto dall'imputato nei motivi di impugnazione, solo se le circostanze idonee ad escludere l'esistenza del fatto, ovvero la commissione del medesimo da parte dell'imputato emergano dagli atti in modo assolutamente incontestabile, "per cui la valutazione che il giudice deve compiere al riguardo appartenga più al concetto di constatazione, ossia di percezione ictu oculi che a quello di apprezzamento" .

Nel caso in esame, l'assoluzione nel merito deve escludersi in considerazione delle dichiarazioni rese dai testi C.L. e P.I. che hanno entrambi riferito che nel corso del controllo dei capi in sequestro presso l'Azienda del M. avevano riscontrato la mancanza di un capo bovino e di quattro caprini ed, inoltre, che in loro presenza e senza alcuna necessità l'odierno appellante aveva sgozzato la capra e l'aveva gettata nel dirupo.

Per tali ragioni deve essere pronunciata una sentenza di estinzione del reato per intervenuta prescrizione.

P.Q.M.

LA CORTE

Visti gli artt. 157 c.p. e 605 c.p.p. in riforma della sentenza impugnata, dichiara non doversi procedere nei confronti di M.P. in ordine ai reati a lui ascritti perché estinti per prescrizione.

Motivazione contestuale.

Così deciso in Cagliari, il 1 luglio 2014.

 

Depositata in Cancelleria il 1 luglio 2014.