Biodiritto, bioetica - Inizio vita, fecondazione assistita -  Cariello Maria - 08/11/2012

PROCREAZIONE ASSISTITA, SI AL DISCONOSCIMENTO ? - Maria CARIELLO

Le madri che hanno avuto un figlio in provetta potranno disconoscerlo al momento della nascita;  lo prevede un emendamento approvato dalla commissione Affari sociali della Camera che modifica la legge 40, sulla procreazione assistita.

La commissione sta esaminando una legge che contiene misure a sostegno della segretezza della gravidanza. A questo disegno di legge Antonio Palagiano (Idv) ha presentato un emendamento che modifica la legge 40, nel punto che vieta il disconoscimento del bambino alle donne che hanno una gravidanza a seguito della fecondazione assistita (l'articolo 9, comma 2) L'idea dei relatori è di dare a tutte le donne le stesse possibilità. "In casi rarissimi, qualora la donna dovesse decidere di non riconoscere il proprio neonato, per sopraggiunte cause gravi, - chiarisce Palagiano - deve avere la possibilità di partorire e lasciare in ambiente protetto il piccolo". Il relatore ha aggiunto che "impedire" la possibilità di non riconoscere il proprio figlio viola quanto sancito nella normativa che disciplina l'eventuale volontà della madre di non essere nominata. Cadrebbe un ulteriore tassello della legge 40/2004  urgente la riscrittura delle normativa .

Di contro il rischio è quello di un mercato nero dell'adottabilità: la modifica alla legge 40 attraverso un emendamento alla proposta di legge sul parto in anonimato, lascia perplessi,  diversa in parte qua  la condizione del bambino nato da tecniche di fecondazione assistita.