Internet, nuove tecnologie  -  Marco Faccioli  -  09/11/2021

CRIPTO-SÒLA: Come prendere i soldi e scappare (e farla sempre franca) al tempo delle criptovalute.

A dire il vero, come sempre facciamo in questa rubrica, questa volta i soliti ignoti l'hanno pensata proprio bene. Vediamo che cosa è successo: a ottobre 2021, per un paio di settimane, diverse social-celebrità del Regno Unito hanno parlato senza sosta di una nuova start-up (CryptoEats) che, come tutte le start-up di nuova generazione, si proponeva ambiziosi traguardi. Nello specifico, la nuova nata si era messa in testa (o meglio, aveva sbandierato ai quattro venti, come meglio vedremo), di voler fare concorrenza niente po' po' di meno che ai colossi di UberEats, Foodora, Deliveroo (insomma, a tutti i big della consegna del cibo a domicilio) facendo pagare i clienti con criptovaluta (e questa era una delle novità). La strabiliante innovazione, per capirsi, consisteva, per chi ordinava una pizza a casa, nel non pagare più con denaro cash o con il bancomat, bensì con il più moderno, veloce e sofisticato denaro oggi esistente: la criptovaluta per l'appunto. Sappiamo benissimo che oggi è del tutto irrilevante il fatto che una trovata sia furba o meno, poiché a contare è come la si promuove, cosa che sapevano benissimo anche gli inventori di CryptoEats per cui, inventata l'applicazione, si sono subito messi al lavoro per promuoverla e farla fruttare.

I criptotruffatori hanno quindi subito contattato alcuni influencer di TikTok, pagandoli per promuovere il loro brand (in alcuni casi indossando, durante le dirette per i loro fan, magliette e cappellini con il logo dell'applicazione) e si sono attivati per organizzare grandi eventi di lancio sui canali social, proprio come oggi farebbe qualsiasi azienda che volesse pubblicizzare i propri prodotti o servizi.

Alcuni investitori (grandi, medi, medio piccoli e piccolissimi), fiutato l'affare (d'altronde, se ne parlavano le star di TikTok, come poteva non esserlo?), hanno deciso di investire in questa nuova realtà, comprandone i token (per farla semplice facciamo finta che siano le azioni della start-up) con soldi veri ovviamente. Immediatamente dopo il lancio, però, CryptoEats è svanita nel nulla insieme a tutti i soldi arraffati, in una delle frodi “shit-coin” (lascio a voi la traduzione) più fulminee degli ultimi tempi. Nel comunicato stampa, che è ancora incredibilmente disponibile sul portale di Yahoo Finance, CryptoEats sostiene di aver raccolto 8 milioni di dollari (circa 6,8 milioni di euro) in finanziamenti.

Come è possibile che un’idea così umile come accettare criptovalute come metodo di pagamento per il cibo attiri un interesse così forte da parte della comunità delle cripto? - recitava il comunicato di lancio dell'azienda – CryptoEats è il primo vero passo per permettere alle persone di usare le criptovalute come forma di pagamento di beni primari nel mondo reale.”

Il comunicato stampa è stato pubblicato sfruttando il servizio “GlobeNewswire”, di solito impiegato da moltissime aziende high-tech. Nello stesso si raccontava che il fondatore del progetto, un certo Wade Phillips, avesse stretto accordi di partnership con le catene di fast food Nando’s e McDonald’s, nonchè assunto un esercito di rider che avrebbe permesso all’azienda di “competere con colossi come UberEats e Deliveroo, grazie a un software con blockchain su base algoritmica.” ...mica bruscolini quindi. Il sito di CryptoEats sosteneva, inoltre, di offrire “centinaia di ristoranti tra cui scegliere,” e prometteva opzioni bizzarre come la possibilità di ordinare elementi singoli da ristoranti diversi e farseli recapitare tutti insieme dallo stesso rider. Prometteva inoltre di consegnare il caffè in meno di cinque minuti con un pulsante dedicato, e incuriosiva potenziali dipendenti con salario garantito e contributi per la pensione; una vera e propria rivoluzione nella consegna casalinga del cibo quindi.

Prima della vendita dei token, mancava però la ciliegina sulla torta, per cui, come abbiamo detto sopra, CryptoEats ha assoldato un numero di influencer su TikTok affinchè indossassero le uniformi di quelli che sarebbero stati i loro rider ...con tanto di loghi e colori del loro marchio. Se a parlare di questa nuova realtà, tra una diretta di un aperitivo con gli amici o durante un nuovo balletto a bordo piscina, sono star di TikTok, vuoi mica che sia una sòla, no? Detto fatto! Niente di tutto questo era vero, e Wade Phillips (il genio fondatore) sembra non essere neppure esistente ...d'altronde, di sti tempi, che un personaggio sia vero o virtuale che cambia? Poco dopo l’apertura della vendita dei token, avvenuta a metà ottobre, il portafoglio dello sviluppatore di CryptoEats ha trasferito circa 500mila dollari (430mila euro) in Binance Coin e in diversi portafogli ...dopodichè il progetto è letteralmente scomparso da internet, senza rilasciare la app promessa. I suoi profili Instagram, Telegram e il sito sono anch'essi spariti ...e gli investitori sono nei guai, qualsiasi tentativo di contattare l’indirizzo email riportato nel comunicato stampa di CryptoEats viene rimbalzato immediatamente.

Racconta il giornalista Jason Koebler sul sito di Vice.com che ciò che ha reso il caso di CryptoEats più interessante di altri “rug pull” (termine che indica un tipo di frode endemica a progetti di criptovalute), dove i truffatori drenano liquidità da un progetto lasciando gli investitori incapaci di agire, sono il livello di complessità e la velocità con cui è scomparso tutto. Diverse persone che hanno assistito alla cosa in tempo reale sostengono che l’azienda sia letteralmente evaporata dopo il lancio della vendita dei token.

Nel giro di una settimana, nel giro di un mese, nel giro di due mesi, questo progetto potrebbe diventare la più grande app di delivery nel Regno Unito” diceva “hstikkytokky” il personal trainer e tiktoker (...quindi grande esperto di finanza) ai suoi quasi 400.000 followers ...come no! Anche il promotore di eventi Bouncer (Myles Harris) e il Deejay Charlie Sloth (con un milione di follower su Instagram), anch'essi premi Nobel dell'economia, hanno promosso l’azienda e l’app CryptoEats, gettando fumo negli occhi ai loro seguaci virtuali. I truffatori hanno anche assunto persone che indossassero cappelli, magliette e trasportassero sacchetti con il loro logo, facendole comparire in un video pubblicato sui social media, e hanno persino organizzato un evento con bici brandizzate ...come dire, l'hanno organizzata proprio bene.

ODDIO! CryptoEats era tutta una truffa – ha sbottato l'influencer Bouncer sul suo profilo di Instagram – Mi hanno ingaggiato per fare un video promo per la loro app di consegne, ma era tutto falso! (per la serie: mi hanno pagato per promuovere la loro truffa verso di voi, e ve lo scrivo pure!). È un comportamento disgustoso truffare la gente e fregare soldi guadagnati duramente.” ...ma dai?!?