Consumatori  -  Redazione P&D  -  30/05/2023

Airbnb e affitti brevi, arriva la stretta: minimo due notti di permanenza e registro nazionale degli appartamenti

Pronto il disegno di legge del ministero del Turismo. Nei centri storici delle grandi città e nei Comuni con più visitatori le case non potranno essere affitatte per una sola notte. Multe fino a 5mila euro per chi non ha un codice identificativo. Il testo accoglie le richieste degli albergatori, non quelle di sindaci e movimenti per la casa: il numero di proprietà in affitto potrà continuare a crescere

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Una permanenza minima di due notti nei centri storici delle grandi città e nei Comuni turistici. Un codice identificativo nazionale per ogni appartamento, da esporre sui portali come Booking e Airbnb e all'ingresso della casa, con multe fino a 5 mila euro per chi non lo possiede. L'obbligo per chi affitta più di quattro appartamenti - quindi in forma imprenditoriale - di presentare una comunicazione di inizio attività, con una nuova categoria economica assegnata specificamente alle locazioni turistiche. Prende forma la stretta del governo Meloni sugli affitti turistici, con un Disegno di legge pronta per essere licenziato dal ministero del Turismo. La ministra Daniela Santanchè aveva promesso regole per quello che aveva definito un "Far West". Ma a una prima analisi la stretta appare in realtà piuttosto blanda: raccoglie una parte delle richieste degli albergatori - molto vicini a questo governo -, ma non quelle dei sindaci, che chiedevano maggiori poteri per affrontare l'emergenza abitativa. Nè tantomeno quelle dei movimenti per la casa, che chiedevano un sistema di licenze sul modello di quelli introdotti in altre città europee. In sostanza, se il testo rimanesse questo anche nel passaggio parlamentare, il numero di appartamenti in affitto breve in Italia potrà continuare a crescere senza vincoli.

 




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