Deboli, svantaggiati - Morenti, suicidio -  Ricciuti Daniela - 14/10/2015

NON SO DOVE ANDARE, SCUSATEMI - Daniela RICCIUTI

"Non so dove andare, scusatemi" e se n'è andato.

Una vita normale, come tante.

Trascorsa a fronteggiare le emergenze quotidiane, sempre più pressanti.

La pensione da sola non bastava, eppure le sue esigenze non erano poi molte: l'affitto, le bollette, qualcosa da mettere sotto i denti (doveva pur metterlo).

Dei giorni felici - quando era giovane, lavorava (commesso in un negozio sportivo) e aveva l'amore della moglie e del figlioletto - non era rimasto granché.

Rapporti naufragati, la famiglia assente.

Era solo, ormai. Si sentiva inutile.

Una mortificazione dopo l'altra, tutto piano piano si era spento.

Eppure un tempo... Difficile crederlo, adesso, ma lo era stato...felice...

Quando l'ufficiale giudiziario aveva bussato alla sua porta, lo aveva trovato con la pistola in mano. Aveva minacciato di spararsi alle tempie.

Ma non lo aveva fatto.

A distanza di due mesi era tornato per eseguire lo sfratto, ma questa volta non gli aveva aperto.

I vigili del fuoco hanno dovuto sfondare la porta e l'hanno trovato i carabinieri.

Impiccato.

Sul tavolo un biglietto: "Non so dove andare, scusatemi".