Cultura, società  -  Redazione P&D  -  08/11/2021

Brevi note sul volume “Per soli uomini” di Emanuela Grigliè e Guido Romeo, Codici editore, 2021 - Giuseppe Piccardo

Dopo un anno di assenza dovuto alla pandemia, si è tenuto a Torino, nuovamente, il salone del libro,  durante il quale sono stati presentati moltissimi libri, stante il numero elevato di case editrici partecipanti e di un eccezionale afflusso di pubblico.

Con grande piacere, quindi, sono potuto ritornare nella sede storica del salone e ad assistere, tra le varie presentazioni, a quella di un interessantissimo volume  intitolato “Per soli uomini”, scritto dai giornalisti  de “La Stampa” e de “ Il Sole 24 ore”, Emanuela Grigliè e Guido Romeo.

Il libro consiste nell’analisi documentata e scrupolosa di una serie di dati, dai quali emerge come la nostra società sia, nonostante i passi in avanti che si stanno compiendo, decisamente maschilista.

Il libro indaga diverse situazioni e diversi profili di attività sociali, da quello della ricerca scientifica,  quello medico, a quello dell’editoria e del giornalismo; ogni campo di indagine evidenzia che tutto è strutturato, pensato e realizzato in funzione di un mondo pensato al maschile e che non considera in nessun modo le esigenze delle donne, sia dal punto di vista organizzativo che sociale.

Dal libro emerge, ed è un dato particolarmente allarmante, che il genere femminile ha il 75% in più di probabilità  di soffrire per gli effetti collaterali di un medicinale e il 17% in più di morire in un incidente stradale, in quanto le automobili sono progettate e realizzate secondo altezze e strutture a misura di uomo.

Inoltre, le strutture aziendali, sono composte da molte donne a livello medio bassi, mentre a livello medio alto si trovano quasi esclusivamente uomini; nelle città il trasporto pubblico non considera le necessità delle donne, spesso impegnate in attività e professioni di cura delle persone, all’interno delle redazioni dei giornali gli articoli più importanti e i ruoli di direttore sono appannaggio del genere maschile, salvo rarissime eccezioni.

Un pregio importante del libro è anche quello di evidenziare come i rischi della discriminazione e della diseguaglianza siano presenti soprattutto nei settori più dinamici e più moderni dei nostri sistemi economici e come tali sistemi siano trasversali, ovvero prescindano dal livello di istruzione o dalla classe sociale, come è, peraltro, con riferimento al fenomeno della violenza di genere.

La dotta prefazione del Prof. Enrico Giovannini,attuale ministro del governo Draghi e portavoce dell’Alleanza Italiana per lo sviluppo sostenibile, ricorda la necessità di una “Transisizione”verso un mondo che consideri l’importanza e il contributo delle donne per lo sviluppo sociale e produttivo di un Paese, nell’ottica di un nuovo modello di sviluppo fondato non sulla competitività e sull’efficienza fine a se stessa, ma sulla sostenibilità economica, sociale, ambientale e istituzionale.

Inoltre, ricorda ancora il Prof. Giovannini, pregio indiscusso del libro è quello di dimostrare come il potere maschile sia, in realtà, passi per scelte assolutamente  “Naturali” e così radicati da non presentare, in apparenza, niente di anomalo.

A quanto sopra, se aggiungiamo il dato secondo cui durante la chiusura forzata del 2020, a causa dell’emergenza sanitaria, molte donne non hanno potuto lavorare o, peggio, lo hanno fatto da casa, unitamente all’attività di cura dei figli e, in generale, della famiglia, non si può che ritenere il quadro descritto ancora più desolante e preoccupante, oltre che privo di prospettive di cambiamento a breve termine.

Ancora una volta, la questione di fondo è che il radicamento del maschilismo all’interno dei modelli sociali, il suo essere la normalità e un modello che continua a procurare danni non solo alle donne, ma anche agli uomini. Una società che esclude la partecipazione e lo sviluppo delle capacità del genere femminile è una società, come ricordano gli autori, che si priva di risorse umane, prima ancora che economiche che renderebbero la società più giusta ed avanzata, in nome della parità di genere e di valorizzazione del merito.

L’auspicio è che anche libri come questi possano contribuire a segnare un progressivo cambiamento  sociale, e non solo in Italia.





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