Biodiritto, bioetica - Fine vita -  Ricciuti Daniela - 07/12/2016

A proposito del recente riconoscimento del diritto di morire - Daniela Ricciuti

Un piccolo tributo a quel grande uomo che è Beppino Englaro.

 

Cogliendo l'occasione della recente pubblicazione del provvedimento del Tribunale di Cagliari (decr. 16 luglio 2016), che ha preso posizione con riferimento all'annosa querelle sul tema del "fine vita", affermando l'ammissibilità dell'autorizzazione giudiziale all'interruzione dei trattamenti di sostegno di vita artificiale, ho espresso la mia personale ammirazione per la forza e il coraggio con cui Beppino Englaro ha affrontato la nota tragedia che aveva colpito lui e la moglie, nonché la battaglia di civiltà che ne è seguita.

Si tratta di opinioni - delle mie e quindi delle opinioni di una persona comune - e niente più! In quanto tali, relative, contingenti, fallibili e suscettibili di prova contraria, perciò è mia abitudine riservarmi sempre di poter cambiare idea (chi è che diceva che «solo i morti e gli stupidi non cambiano mai opinione»?!).

Dunque solo le mie - sentite, convinte, maturate - opinioni.

Per onestà intellettuale e perché apprezzo e credo nel confronto, riporto qui le osservazioni che mi sono state mosse da qualcuno che non condivide quanto da me espresso.

Probabilmente in tanti la pensano così, e cioè che "Troppi politici si sono spesi per Beppino, strumentalizzando la morte di una persona. Non condivido la ricostruzione della volontà a posteriori, poiché in una situazione bisogna trovarsi e non pensando al futuro (altrimenti perché non potrei nominare un AdS oggi per il futuro - e non parlo di scritture notarili). Ho pianto per la morte di Eluana nella mia Udine, mentre l'Osservatore Romano è stato l'unico a scrivere della cena a cui ha partecipato il papà appena morta Eluana. Ciò basti per dire che il diritto ha delle falle che etica e morale non hanno. Ovviamente, tutto ciò, in una dialettica su contrapposte tesi che non fanno perdere il rispetto tra le persone ed i colleghi".

Sempre nell'ottica del costruttivo confronto delle diverse opinioni e nell'ineliminabile rispetto di quelle altrui, la mia replica.

Premessa ovvia è che si tratta di questioni talmente delicate e complesse, con implicazioni così profonde e di varia natura (culturale, etica, sociale, personale, esistenziale, e...e...e....), che non possono certo racchiudersi nelle poche righe di un breve commento.

Del resto per anni il dibattito ha riempito pagine di libri e giornali, ha costituito oggetto di discussione tra esperti giuristi teologi e tutti noi, gente comune, e resta tuttora di grande attualità ed interesse.

La mia breve nota ("Lascia che la morte accada" - https://www.personaedanno.it/index.php?option=com_content&view=category&id=236&layout=blog&Itemid=481&contentid=50500) era semplicemente volta a dar conto dell'ultimo (rivoluzionario) arresto giurisprudenziale in materia, senza rinunciare peraltro a un piccolo omaggio ad un uomo che ho sempre ammirato e considerato eroico, per la inarrestabile determinazione con cui ha affrontato tutto e tutti, che ha rinunciato alla possibilità di vivere nella intimità della propria famiglia quello che - si sa - è il dolore più grande, esponendosi in prima persona all'opinione pubblica, alle critiche, all'insensibilità, finanche all'aggressività di alcuni (come è accaduto nell'ultimo convegno cui ho partecipato a Trieste su "Testamento biologico e direttive anticipate").

Avrebbe anche potuto, chissà, cercare una "soluzione" privata, silenziosa, nascosta; invece ha inteso dare al suo dramma personale il senso e il valore di una battaglia di civiltà, 'sì da conquistare per tutti il diritto di morire con dignità.

Per motivi di studio mi sono trovata ad approfondire le decisioni che hanno segnato il tortuoso cammino giudiziario che ha dovuto percorrere; e già solo a leggere i provvedimenti giudiziari relativi alla vicenda di Eluana, così come di Piergiorgio Welby, mi venivano i brividi!

Quando poi ho avuto l'onore, il piacere, la fortuna di conoscerlo personalmente, in una delle belle serate organizzate a casa (o forse sarebbe più esatto dire presso il cenacolo) del prof. Cendon, è stata una grande emozione ascoltarlo, sentire il suo dolore ancora vivo e bruciante, accorgersi di come anche un uomo mite ruggisce quando si tratta di proteggere il proprio cucciolo ferito. Guardare i suoi occhi neri profondi e penetranti, in cui è riflesso quell'abisso.

Per rispondere alle affermazioni del mio gradito "contraddittore":

- non so della "cena a cui ha partecipato il papà appena morta Eluana" o di dettagli di questo tipo ... ma importano?

No, secondo me. Non li ritengo sintomatici o significativi (come se poi si potesse giudicare!) o tali da doversi chiedere quali i veri sentimenti: "ciascuno a suo modo"; né tanto meno in grado di alleviare certi dolori ... magari potessero!

Mi auguro - gli auguro - che sia possibile in qualche modo lenirli, addormentarli, metterli da parte, riuscire a sfuggire anche per poco alla disperazione.

Ma non ne sono sicura. Ho visto genitori non riprendersi mai più dalla perdita del figlio; persone, famiglie, vite distrutte;

- la volontà di Eluana non è stata ricostruita a posteriori: Eluana aveva più volte espresso chiaramente le proprie convinzioni, in famiglia e agli amici; per una triste coincidenza poco tempo prima del suo incidente, lo stesso era accaduto a un suo amico ed in quell'occasione se ne era parlato e lei aveva detto come la pensava e cosa avrebbe voluto al suo posto;

- è vero che "in una situazione bisogna trovarsi" e che è difficile decidere per il futuro, ma è la vita! «l'insegnante più difficile. Prima ti fa l'esame, poi ti spiega la lezione» (diceva un genio);

- "altrimenti perché non potrei nominare un AdS oggi per il futuro"?

Potresti. E' ammissibile la nomina di un AdS "ora per allora" - a determinate condizioni e ricorrendo certi presupposti, non essendo (purtroppo) condivisa in giurisprudenza l'adesione alla concezione più lata della figura, come introdotta dalle innovative decisioni dell'apprezzato G.T. di Modena, il compianto dott. Guido Stanzani (cfr. https://www.personaedanno.it/generalita-varie/ads-ora-per-allora-no-se-il-ricorrente-e-sano-e-capace-trib-modena-decr-10-dicembre-2015-daniela-ricciuti). E poi il testamento biologico?

- "il diritto ha delle falle che etica e morale non hanno".

Dici? O tutto ciò che è umano è fallibile?

- "strumentalizzazione della morte di una persona"