Quando è incominciata l" Indifferenza?
Quando le coscienze ed i cuori si sono anestetizzati?
Se ci penso non riesco a stabilire un momento preciso… un progredire subdolo, strisciante, inconscio ci ha privato della nostra "Umanità", trasformandoci in replicanti incapaci di provare dei "veri" sentimenti, sdegno, commozione, rabbia, empatia, paura. Le nostre emozioni sono divenute incomplete, superficiali, prontamente soppiantate da altre, altrettanto prive di vera partecipazione.
Quando abbiamo ri-cominciato a suddividere gli esseri umani in appartenenti ad una serie A e ad una serie B, incasellandoli a seconda della provenienza, del credo religioso, del colore della pelle, della classe sociale?
E" vero, distinzioni sono sempre state fatte, ma mai come ora l" individuo vien giudicato per ciò che (non) ha, per ciò che (non) rappresenta, piuttosto che per ciò che effettivamente è.
Come si può pretendere uguale diritto di vita per tutti gli esseri senzienti, quando lo neghiamo agli appartenenti della nostra stessa specie?
Che orrore questa nostra evoluzione, che ci priva dei tratti salienti del nostro essere "umani", che ci fa sbarrare gli occhi per la tortura o la morte di chi consideriamo nostro "pari", e invece non distilla nemmeno un sospiro per chi inconsciamente reputiamo "inferiore". Ci preoccupiamo per le atrocità commesse a Parigi, mentre non riserviamo nemmeno un battito di ciglia per le ecatombi in terra d" Africa.
Nessuno, nessuno di noi presta attenzione ad un suono lontano e vicino al tempo stesso: "La morte di qualsiasi uomo mi sminuisce, perché io sono parte dell'umanità. E dunque non chiedere mai per chi suona la campana: suona per te."