Risarcire sino in fondo le vittime,
proteggere le persone fragili, far respirare i nuovi diritti

Internet, nuove tecnologie / telecomunicazioni

19/02/13

"ALLA DIFFAMAZIONE SU FACEBOOK SEGUE IL DANNO MORALE" - Trib. Livorno, 31.12.2012, n. 38912 - Giovanni PAGANO

Quale peso hanno i social network nelle relazioni sociali? Quanta importanza assume la reputazione di un individuo, o di una impresa, su internet?

Domande che fino a qualche tempo fa parevano appannaggio esclusivo di qualche sociologo avanguardista, oggi assumono una rilevanza preminente, soprattutto nell’ottica del risarcimento del danno (morale) conseguente alla diffamazione.

Il Tribunale di Livorno, con la sentenza del 31 dicembre 2012 n. 38912, una volta accertato il reato di diffamazione consumatosi attraverso l’uso del ...

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19/11/12

“LA RESPONSABILITA’ DELL’INTERNET PROVIDER” – Massimo SCUFFI

Il termine Internet designa una rete mondiale di computer in grado di colloquiare reciprocamente attraverso protocolli di comunicazione standardizzati . Il sistema concepito nel 1969 con il nome di ARPAnet(Advanced Research Projects Agency) per collegare le universita’ statunitensi (ma originariamente adottato per scopi militari) si accompagna ad un insieme di indirizzi (domain names) che consentono l’identificazione di ogni computer collegato alla rete.

L’accesso ad internet è gestito da operatori commerciali che permettono, innanzitutto, la connessi ...

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19/01/12

“LA GESTIONE DEL TRAFFICO WEB CONDIZIONA LE LIBERTA’ DIGITALI. AGCOM 40/11/CONS”- Deborah BIANCHI

Internet è un’infrastruttura tecnologica e come tale è governata da applicazioni tecniche in punto di hardware e di software.

Un problema che sta sempre più aggredendo la Rete è quello dei cosìddetti colli di bottiglia ovvero di momenti in cui il traffico nell’Internet è talmente congestionato da dettare una paralisi perché i dati veicolati nell’infrastruttura sono sovrabbondanti rispetto alla capienza dell’autostrada digitale.

Come ovviare a questa criticità?

Come nell’urbanistica delle nostre città anche nella città elettronica si richiede l’intervento di azioni atti a regolare il t ...

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21/03/11

"T.U. SERVIZI MEDIA AUDIOVISIVI (ex DECRETO ROMANI). DALL'UTENTE-SPETTATORE ALL'UTENTE-CONSUMATORE. I NUOVI SCENARI "- Deborah BIANCHI

La nuova disciplina sui servizi media audiovisivi inaugurata dal recepimento nel nostro sistema della Direttiva Servizi media audiovisivi o Direttiva SMA( DIR 65/07/CE) mediante il Testo unico dei servizi di media audiovisivi o Decreto Romani segna il tramonto della figura del telespettatore.

Il passaggio da utente-spettatore a utente-consumatore si rivela una scelta vantaggiosa per la parte debole del rapporto fornitore di servizi audiovisivi-cliente.

L’avvento della convergenza su stesse piattaforme di più mezzi di comunicazione inclusa la TV ha introdotto anche quest’ultimo mezzo tecnologico nell’ambito della sfera dei servizi determinando una sostanziale mutazione nella natura del rapporto individuo-mezzo televisivo.

Adesso l’audiovisivo non è più oggetto di un servizio verticale emittente-telespettare ma di un servizio orizzontale emittente-consumatore improntato quest’ultimo a logiche di interazione in cui l’individuo non è più necessariamente in posizione passiva ma ben può imprimere una propria personalizzazione all’offerta proposta sul mercato divenendo il confezionatore del proprio bouquet di contenuti audio-video.


LA DISCIPLINA SMA
(disciplina Servizi media audiovisivi) prevede varie tutele per l’utente.

In particolare possiamo evincere una tutela in senso formale e una tutela in senso materiale.

La prima si sostanzia nel garantire la massimizzazione della capacità di accesso degli utenti alle trasmissioni televisive e nell’ampliare il numero di trasmissioni cui essi possano accedere aumentando notevolmente il numero degli operatori sul mercato.
La seconda si sostanzia nel garantire il pluralismo nei contenuti trasmessi e l’effettiva varietà delle tematiche e delle voci emittenti.
La tutela maggiore tuttavia apprestata dalla disciplina SMA all’individuo si avverte distogliendo la concentrazione da un’analisi puntuale della normativa e assumendo uno sguardo panoramico che introduce la materia nell’ampio scenario della materia dei servizi.


Il telespettatore non solo utente ma anche consumatore.



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15/11/10

TAR Napoli 15 novembre 2010, n.24405 - " ACCESSO SMS , NO! " - Mirijam CONZUTTI

 Sebbene la T.I.M. rientri tra i soggetti passivi del diritto di accesso quale “gestore di pubblico servizio” (art. 23 l. n. 241/1990) e gli sms possano assumere astrattamente la qualificazione di “documento” (ai sensi dell’art. 22 lett. d, l. n. 241/1990), difettano altri presupposti per l’esercizio del diritto di accesso ai documenti amministrativi. In primo luogo, la citata lettera d) dell’art. 22 l. n. 241/1990 richiede che il documento di cui si chiede l’ostensione “concerna” attività di pubblico interesse, e, coerentemente, l’art. 22 lett. e) prevede che i soggetti di diritto privato, qual è la società per azioni, T.I.M., rientrino tra i soggetti obbligati all’ostensione solo limitatamente alla loro attività di pubblico interesse disciplinata dal diritto nazionale o comunitario.

Non è configurabile il diritto di accesso quando il servizio di sms è reso nello svolgimento di un singolo rapporto di carattere privatistico e l’interesse alla conoscenza del testo del messaggio non è riferibile all’attività di gestione del servizio pubblico né ad atti “funzionalmente inerenti alla gestione di interessi collettivi”.

 Il diritto di accesso di cui agli artt. 22 e ss., l. n. 241/1990 non può essere azionato per conoscere il contenuto di comunicazioni avvenute tra altri soggetti, la cui segretezza e libertà sono costituzionalmente protette, salvo le possibili limitazioni, mediante atto motivato dall’Autorità Giudiziaria, con le garanzie stabilite dalla legge (art. 15 Cost.). Le “limitazioni”, a cui si è appena fatto riferimento, sono consentite esclusivamente nell’ambito del procedimento penale e devono essere esercitate nelle forme previste dagli artt. 254 e 254 bis c.p.p. (sequestro di corrispondenza e sequestro di dati informatici presso fornitori di servizi informatici, telematici e di telecomunicazioni) o, in caso di comunicazioni in corso, mediante il ricorso ad intercettazioni regolate agli artt. 266 e ss. c.p.p.

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09/11/10

"TELEMARKETING. REGISTRO OPPOSIZIONI ATTIVO A FEBBRAIO 2011? LO SCOPRIREMO SOLO VIVENDO"- Deborah BIANCHI

La legge 20/11/2009 n. 166 ha introdotto nel nostro sistema nazionale il regime dell’opt out in materia di trattamento dati dei nominativi intestatari delle utenze presenti sugli elenchi telefonici.
Si tratta delle cosìddette telefonate commerciali indesiderate.
Mediante l’istituzione del Registro delle opposizioni si dovrebbe attenuare il fenomeno della chiamata predatoria da numero riservato. Quella per intendersi che “rompe” a tavola, quando stai per uscire, quando sei al bagno, quando sei da solo e il bambino piange, quando insomma non è proprio il momento.

Questo nobile cavaliere dell’ingegneria giuridica del nostro Paese che è il Registro delle opposizioni ci salverà dal buco nero delle telco onnivoro dei nostri minuti così preziosi e ci restituirà il tempo che non vogliamo perdere in assurde offerte commerciali.

Sarà vero?

Il dubbio è più che legittimo.
Consideriamo che la gestione del Registro costa e la legge sostiene che l’affidatario non dovrà avere fini di lucro. Quale soggetto vorrà accollarsi solo spese senza avere niente in cambio?
Il legislatore ha pensato intanto di addossare questo onere alle compagnie telefoniche. Ma questo sarà solo un regime transitorio o diventerà il regime?


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03/11/10

"TELEMARKETING" - Il regolamento del registro pubblico di chi si oppone all'uso del numero è uscito in GU 2 novembre 2010- Deborah BIANCHI

Sulla Gazzetta Ufficiale del 2 novembre 2010 n. 256 è stato pubblicato il Dpr 7 settembre 2010 n. 178 contenente il «Regolamento recante istituzione e gestione del registro pubblico degli abbonati che si oppongono all'utilizzo del proprio numero telefonico per vendite o promozioni commerciali». 

Nei prossimi giorni i dettagli. Intanto le prime indicazioni.........

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29/10/10

"ANCHE UNA E-MAIL PUO' CONSENTIRE L'EMISSIONE DEL DECRETO D'INGIUNZIONE" - RM

Anche il documento informatico, come ad esempio l'e-mail, può essere utilizzato quale prova scritta sufficiente ad ottenere l'emissione di un decreto d'ingiunzione.

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04/08/10

"AGCOM, DELIBERA 326/10/CONS: STOP AL "BILL SHOCK" PER LE CONNESSIONI INTERNET MOBILE" – Maria TALARICO

Nuove regole per tutelare i consumatori che utilizzano dispositivi portatili di connessione ad internet.

La delibera Agcom n°326 dello scorso luglio interviene a disciplinare il rapporto contrattuale tra operatori di telefonia e consumatori finali con riferimento al traffico dati su rete mobile, ovvero alle connessioni ad internet tramite chiavette USB da connettere ai dispositivi portatili, onde evitare il diffuso fenomeno del “bill shock”, traducibile come il trauma da bolletta astronomica, che tante “vittime” ha mietuto tra gli ignari consumatori.

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02/07/10

"MOLESTIA VIA E.MAIL NON E' REATO. E IL CYBERSTALKING COS'E'?"- Deborah BIANCHI

Ieri con sent. N. 24510 la Prima Sezione della Cassazione Penale ha annullato con formula piena la condanna inflitta a un 41enne di Cassino che aveva inviato a una collega “un messaggio contenente apprezzamenti gravemente lesivi della dignità e della integrità personale e professionale del convivente” (Cass. pen., sez.I, 30 giugno 2010 n. 24510).

SENTENZA CASS. PEN. SEZ. I 30 giugno 2010 n. 24510
La motivazione a fondamento della pronunzia spiega che la molestia commessa col mezzo epistolare elettronico anche se idoneo a ledere la tranquillità privata del destinatario non è punibile ai sensi dell’art. 660 c.p. non potendo le e.mail essere assimilate al telefono (sia chiamate vocali sia sms), unico mezzo ammesso in questa fattispecie penale. Mancherebbe secondo i Giudici di Piazza Cavour l’elemento della sincronia e della interattività immediata tra mittente e destinatario, elemento assolutamente imprescindibile per stigmatizzare la contravvenzione di molestia o disturbo alle persone ex art. 660 c.p.. La chiamata telefonica di disturbo non lascia scelta al ricevente che è costretto a subirla. L’e.mail invece non richiede un contatto sincronico e diretto tra i due soggetti della conversazione dando la possibilità al destinatario di cestinare questa posta indesiderata.

Ora se è vero che occorre stare bene attenti a non indulgere nelle estensioni applicative delle fattispecie penali è anche vero che i titoli dei giornali devono stare altrettanto attenti a non far dire alla Cassazione cose che non ha detto.

A proposito della pronunzia in esame tutti i giornali hanno rubricato più o meno: “molestie via e.mail non è reato”.

MOLESTIE VIA E.MAIL NON E’ REATO: E’ SEMPRE VERO?

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06/05/10

"TELEMARKETING. REGISTRO OPPOSIZIONI. LA BOZZA GOVERNATIVA: E' GIA' UN REGOLAMENTO SOPRA LE TESTE DEI CITTADINI?" - Deborah BIANCHI

La legge 166/2009 ha introdotto nel nostro sistema nazionale il regime dell’opt out in fatto di telefonate commerciali indesiderate mediante l’istituzione del Registro delle opposizioni la cui regolamentazione è affidata ad un decreto (Dpr) a cura del Governo  la cui bozza è stata annunciata il 16 aprile scorso.
 
Bene. Ma dove si trova questa bozza?
È vero che siamo in fase di costruzione e che saranno determinanti i pareri delle istituzioni competenti, tuttavia, vista la rilevanza della materia e delle novità che investiranno gli italiani da qui a poco, la bozza di lavoro poteva essere diffusa, magari in rete. A contrario, le uniche indiscrezioni le ho potute leggere solo su un giornale specialistico. Nel comunicato governativo si parla di iter di concertazione ovvero di procedura di confronto che implica la partecipazione alle decisioni politiche. Ma quale confronto è possibile su un testo noto solo agli addetti ai lavori? 

Nella Società dell'Informazione l'unica arma di tutela del consumatore è l'informazione stessa. Dunque l'assenza della bozza di regolamento dal patrimonio informativo accessibile dal pubblico rivela già una falla nell'armamentario di difesa del cittadino.

Noi cosa possiamo fare?
Non ci resta che tenatre di fare chiarezza rifacendo il punto della situazione e annotando gli eventuali rischi che si profilano all'orizzonte.

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02/01/10

"SMS PREMIUM: SERVIZI A SOVRAPPREZZO SULLA TELEFONIA MOBILE E TUTELA DEI CONSUMATORI" – Maria TALARICO

L’agenzia Ansa ha diffuso il 13 dicembre u.s. la notizia secondo cui a febbraio entrerà in vigore un codice di condotta per impedire pratiche commerciali scorrette e pubblicità ingannevole in ordine ai servizi VAS mobile, ovvero quei servizi a contenuto multimediale, come ad esempio loghi, suonerie, screensavers e simili, erogati da società denominate “content provider” e fruiti dagli utenti di telefonia mobile che, spesso, privi di un’informazione corretta e facilmente reperibile, non hanno contezza dell’entità della spesa a cui si espongono o, addirittura, non sanno neanche di aver sottoscritto dei servizi in abbonamento, per cui si espongono a spese di cui, il più delle volte, si accorgono solo dopo aver constatato il rapido esaurimento del credito telefonico residuo. 

Il codice, secondo quanto si apprende, è stato sottoscritto dai maggiori quattro operatori di telefonia mobile e dai maggiori quattro “content provider” operanti sul mercato e ha la finalità di dettare regole precise sull’attivazione e disattivazione dei servizi in abbonamento nonché sul diritto di recesso e di assistenza degli utenti, offrendo una corretta informazione a tutela dell’utenza, che è parte contraente debole, specie se si tratta di adolescenti, notoriamente i massimi fruitori di questo tipo di servizi a sovrapprezzo. 

La regolamentazione risponde alle esigenze di chiarezza imposte dall’Antitrust, la cui attività, in rapporto a questa problematica, è stata diretta a individuare pratiche commerciali scorrette ed ingannevoli imputabili a content provider e a gestori di telefonia, ai quali l’Autority ha comminato sanzioni pecuniarie. Pertanto, il codice di condotta servirà a regolamentare e a rendere trasparente l’universo dei servizi a sovrapprezzo, le cosiddette “numerazioni decade 4”, stabilendo anche le modalità di pubblicità di tali servizi sulla stampa, i siti internet, la tv e la radio, al fine di evitare che i messaggi pubblicitari diffusi possano trarre in inganno i consumatori, specie se si tratta di giovanissimi.

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23/11/09

Garante Privacy, Comunicato stampa 20 novembre 2009.-"SOCIAL NETWORK: ATTENZIONE AGLI EFFETTI COLLATERALI. LA GUIDA"-Deborah BIANCHI

Si segnala la guida del Garante Privacy dull'utilizzo dei social network.

"Social network: attenzione agli effetti collaterali"

Facebook & Co.
Come tutelare la propria privacy ai tempi di Facebook, MySpace & Co.? Come difendere la propria reputazione, l'ambiente di lavoro, gli amici, la famiglia, da spiacevoli inconvenienti che potrebbero essere causati da un utilizzo incauto o improprio degli strumenti offerti dalle reti sociali?

Sono queste alcune delle domande a cui risponde la guida messa a punto dal Garante per la privacy "Social Network: Attenzione agli effetti collaterali". Non un manuale esaustivo, ma un agile vademecum sia per persone alle prime armi, sia per utenti più esperti, pensato per aiutare chi intende entrare in un social network o chi ne fa già parte a usare in modo consapevole uno strumento così nuovo.

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19/11/09

Garante Privacy, Newsletter 17 novembre 2009. "STOP AL FAX SELVAGGIO"–Deborah BIANCHI

Si segnala La Newsletter del Garante Privacy dello scorso 17 novembre riguardo, tra l'altro, al problema dello spamming.

Sia consentito richiamare “GARANTE PRIVACY: STOP AL FAX SELVAGGIO. SPAMMING: REGOLE PER LE AZIENDE E TUTELE PER IL CONSUMATORE.”–Deborah BIANCHI 
www.personaedanno.it/cms/data/articoli/016289.aspx

Stop al fax selvaggio
Nuovo divieto del Garante della privacy.
 
Il Garante per la protezione dei dati personali è intervenuto nuovamente per combattere l'invio di pubblicità indesiderata via fax. Dall'inizio del 2009 sono oltre 500 le segnalazioni già pervenute al Garante da cittadini e imprese che denunciano questa tecnica di spam.

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15/07/09

Garante Privacy, Provvedimento 25 giugno 2009. "DATI AGGREGATI E DATI INDIVIDUALI: MECCANISMI DIVERSI DI PROFILAZIONE"–Deborah BIANCHI

Il Provvedimento 25 giugno 2009 del Garante Privacy si occupa del fenomeno della profilazione da parte dei fornitori di comunicazione elettronica dei dati personali dell’utente.
 
Nel corso di numerose ispezioni il Garante ha verificato una impressionante attività di profilazione fatta dai gestori telefonici senza il consenso degli interessati. In pratica i dati dei clienti sono stati usati per profilare le loro abitudini, conoscere le loro preferenze, analizzare le loro spese telefoniche e molto altro. 

Il consenso costituisce uno degli elementi cardine del sistema data protection. Proprio su questo fondamento il Garante ha individuato due regimi differenti di procedura per il trattamento dei dati personali a seconda che si tratti di dati individuali o di dati aggregati. 

Nell’ipotesi di utilizzo di dati individuali è tassativo il consenso dell’interessato debitamente dimostrato.
Nell’ipotesi di dati aggregati occorre attivare preventivamente la procedura di prior checking presso l’Authority.


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06/05/09

Giudice di Pace di Bergamo, 21 aprile 2009, n.1399 – "VIOLAZIONE RESPONSABILITA' PRECONTRATTUALE DI TIM-TELECOM ITALIA S.P.A." – Maria TALARICO


Il Giudice di Pace di Bergamo ha condannato Telecom Italia S.p.A. al pagamento della somma di € 2532,47, oltre spese legali, per violazione del principio di responsabilità precontrattuale, ex art. 1337 c.c., nell’ambito di un contratto di telefonia mobile in abbonamento stipulato con una società.
Nella specie, parte attrice aveva adito l’autorità giudiziaria lamentando che Telecom, in due distinte fatture, aveva addebitato somme a titolo di “dati wap” e “connessione dati wap”, pur se gli abbonamenti stipulati erano del tipo “tutto compreso”.

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23/03/09

"I CONSUMATORI RECLAMANO LA NEUTRALITA' DELLA RETE"–Deborah BIANCHI

Prima della fine della legislatura europea è in programma la votazione definitiva del cosìddetto “Pacchetto Telecom” volto a disciplinare l’accesso all’internet da parte dei consumatori. In particolare contiene delle disposizioni tese a selezionare i protocolli utilizzabili e i siti visitabili sulla scorta delle determinazioni impartite dal legislatore.

In vista della votazione, le maggiori net company hanno fatto pervenire al Parlamento Europeo un documento basato su uno studio eseguito sui consumatori che attesta la volontà dei netizen di esercitare il diritto alla libera scelta delle modalità di accesso e di navigazione dell’internet.
Gli utenti intervistati reclamano il principio di neutralità della rete come fonte primaria di creatività e innovazione.



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18/03/09

Garante Privacy, Comunicato Stampa 18.03.2009.- "PUBBLICITA' AL TELEFONO : SI RISCHIANO SANZIONI DA 30 mila a 300 mila EURO" –Deborah BIANCHI


Le aziende e i call center che fanno pubblicità al telefono rischiano grosse multe se non si atterranno alle disposizioni dettate dal Garante Privacy anticipate in un comunicato stampa di oggi.
Il provvedimento del Garante che verrà presto pubblicato in Gazzetta Ufficiale intende chiarire rigorosamente i limiti entro i quali le società che effettuano attività promozionale anche tramite call center possono avvalersi della deroga prevista dal Decreto Milleproroghe da poco convertito in legge per le banche dati costituite prima del 1 agosto 2005.
Il mancato rispetto del provvedimento comporta una sanzione amministrativa che va da 30 mila a 180 mila euro e che, nei casi più gravi, può raggiungere anche i 300 mila euro.


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30/07/08

"INTERNET, BLOG E DIFFAMAZIONE" – Raniero BORDON

Una serie di recenti notizie dimostra come la questione della diffamazione su internet sia sempre più all’ordine del giorno, specie per quanto riguarda gli articoli (i c.d. post) dei blog, e i loro commenti.

 

Uno dei primi casi è quello oggetto della sentenza 1.6.2006 del Tribunale di Aosta, che ha condannato in sede penale il gestore di un blog che aveva pubblicato notizie in parte false su suoi colleghi giornalisti, usando un linguaggio che la sentenza definisce "degno di un postribolo". Il carattere satirito degli articoli viene considerato unicamente ai fini dell'applicazione della pena.

 

Un altro caso molto noto (in rete) è quello del blogger che ha criticato il comportamento nei suoi confronti di una ditta di mobili, e si è visto destinatario di una denuncia querela e di una richiesta risarcitoria di ben 400 mila euro.

 

Un terzo caso ancora è quello del blogger calabrese Antonino Monteleone, il cui sito era stato posto sotto sequestro nell'ambito di un procedimento penale per diffamazione.

 

Questi tre casi solo i primi o forse i più noti, ma è fin troppo facile prevedere che i casi di azioni civili o denunce penali nei confronti di blogger saranno sempre più numerosi.   E questo impone una serie di riflessioni.

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03/03/09

Cass. Civ., sez. III, 13 febbraio 2009, n. 3532, pres., rel. ed est. Vittoria – "BOLLETTE TELEFONICHE: LEGITTIMO L'ADDEBITO PER L'INVIO DELLA FATTURA" – Maria TALARICO


Con la sentenza in epigrafe, la Suprema Corte si è pronunciata sulla legittimità dell’addebito ai consumatori-utenti delle spese di spedizione delle fatture telefoniche emesse da Telecom Italia, sulla base di una rilevata differenza concettuale tra spese di emissione della fattura che, a norma dell’art. 21 D.P.R. 26 ottobre 1972 n°633, “non possono formare oggetto di addebito a qualsiasi titolo” e spese di spedizione della stessa, che attengono ad un processo diverso ed ulteriore dall’emissione della fattura e non sono assoggettate al divieto sancito dalla norma testè richiamata.

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