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Ambiente, Beni culturali / generalità, varie
02/11/16

Esiste un nesso di causalità tra i recenti terremoti e le trivellazioni? - Marcello Adriano Mazzola

Causalità tra terremoti e trivellazione

I recenti sismi hanno determinato gravissimi danni, sconvolto la popolazione, compromesso una parte del nostro patrimonio artistico. Hanno creato un profondo clima di incertezza (le scosse non termineranno) e hanno oramai interessato migliaia di persone. Non ultimo avranno un notevole impatto economico sul nostro debito, atteso che tra interventi e ricostruzione, si prevedono vari miliardi di euro.

Leggiamo che la Procura indaga per disastro colposo e che attualmente l’area interessata è di circa 600 km quadrati di superficie. Ma indaga verso chi? Presumibilmente verso chi ha costruito o ricostruito con tecniche antisismiche che non hanno retto.

Mi permetto tuttavia di suggerire altre ipotesi, al di là di quella che mi pare si dia per scontata: le cause naturali. Se guardiamo difatti una delle tante mappe che riporta la localizzazione di tutti i pozzi di estrazione di idrocarburi nel Mar Adriatico (ma anche quelle presenti nel territorio), noteremo una singolare concentrazione di esse, prospicienti e non molto distanti dagli epicentri.

Forse occorrerebbe indagare, attraverso una perizia di altissimo profilo e soprattutto componendo un panel di esperti assolutamente indipendenti e trasparenti (passaggio questo assai delicato attesi gli interessi in gioco ma essenziale, al fine di evitare l’ennesima perizia teleguidata dalle grandi aziende) se esista nella specie un nesso di causalità tra le c.d. trivellazioni e i sismi che hanno squassato l’Italia in questi anni.

Scoprirlo sarebbe fondamentale per almeno 3 motivi: 1) consentirebbe di intervenire cautelarmente onde evitare che altri fenomeni si realizzino in futuro in Italia (ovviamente revocando immediatamente le concessioni); 2) suggerirebbe di intervenire cautelarmente in altre parti del mondo; 3) consentirebbe di allocare i danni sui concessionari delle trivellazioni, contestando tali danni (patrimoniali e non patrimoniali, si pensi al terrore provato, al disagio esistenziale, ai lutti etc.) sia da parte dello Stato quanto da parte di tutti i soggetti danneggiati (enti locali, privati, aziende etc.).

L’ipotesi non è meramente fantasiosa. Non parliamo di scie chimiche o di fenomeni di altre dimensioni.

Basti pensare che Time oltre 2 anni fa già riportava un articolo in tal senso, “New research indicates that wastewater disposal wells—and sometimes fracking itself—can induce earthquakes” http . //time.com/84225/fracking-and-earthquake-link/ in cui si ricordava che “New research being presented at the annual meeting of the Seismological Society of America this week shows that wastewater disposal wells—deep holes drilled to hold hundreds of millions of gallons of fluid produced by oil and gas wells—may be changing the stress on existing faults, inducing earthquakes that wouldn’t have happened otherwise. Those quakes can occur tens of miles away from the wells themselves, further than scientists had previously believed. And they can be large as well—researchers have now linked two quakes in 2011 with a magnitude greater than 5.0 to wastewater wells.”.

from the wellbore, which is a greater range than previously thought, according to research to be presented today at the annual meeting of the Seismological Society of America (SSA).” https : // www. eurekalert.org /pub_releases/2014-05/ssoa-wdm041814.php

Occorre dunque sgombrare il campo da qualsiasi ipotesi scientifica, per il bene di tutti.

 

 

 

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