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Assicurazioni / r.c.a.
27/09/16

Negoziazione assistita e condizione di procedibilità in R.C.A. - Corte Cost. 162/16 - Francesco Maria Bernicchi

Risarcimento del danno

Aspetti procedurali

La messa in mora inoltrata alla Compagnia e la successiva negoziazione assistita non rappresentano una sovrapposizione e quindi un vulnus all’articolo 24 della Costituzione. I due istituti rispondono a natura e finalità distinte.

Si prende in esame una recentissima sentenza della Corte Costituzionale italiana (Sentenza 07/07/2016 n. 162) in tema di negoziazione assistita come condizione di procedibilità richiesta dal legislatore nelle controversie in materia di RCA.

Il fatto, in breve: Il Giudice di pace di Vietri di Potenza, sollevava questione di legittimità costituzionale, lamentando l’incostituzionalità dell’art. 3, comma 1, d.l. 12.09.2014, n. 132 (convertito con successiva legge 10.11.2014, n. 162). Detta norma, si ricorda, ha introdotto, la negoziazione assistita quale condizione di procedibilità dell’azione in materia RCA.

La questione costituzionale, per il giudice di merito lucano, era tutta nel vulnus che tale disposizione creava ai supremi diritti di uguaglianza e di difesa ex artt. 3 e 24 Cost..

In particolare, il giudice a quo, evidenziava che la negoziazione assistita, posta come ulteriore condizione di procedibilità, altro non sarebbe che una sovrapposizione ad altra condizione già posta dagli artt. 145, 148 e 149 del d.lgs. n. 209del 2005, in tema di azioni risarcitorie del danno da circolazione di autoveicoli, risultando di conseguenza “del tutto irragionevole oltre che inutile”.

Il giudice delle leggi, dopo aver dichiarato la questione ammissibile, la considera, tuttavia non fondata.

Erra, in primo luogo, il giudice a quo nel ritenere che la negoziazione assistita sia un “inutile doppione” della cosiddetta “messa in mora” di cui agli artt. 145, 148 e 149 (Codice delle Ass.ni).

Le disposizioni in esame, infatti, lungi dal sovrapporsi inutilmente, hanno contenuto e assolvono funzioni diverse e, utilmente, complementari.

I richiamati artt. 145, 148 e 149 di quel codice prevedono, infatti, un meccanismo, la cui ratio è quella di rafforzare le possibilità di difesa offerte al danneggiato, attraverso il raccordo dell’onere di diligenza, a suo carico, con l’obbligo di cooperazione imposto all’assicuratore “Il quale, proprio in ragione della prescritta specificità di contenuto della istanza risarcitoria, non potrà agevolmente o pretestuosamente disattenderla, essendo tenuto alla formulazione di una proposta adeguata nel quantum”.

È questa, dunque, una fase “stragiudiziale”, che si svolge direttamente tra le parti, e che il legislatore del 2005 ha previsto nella prospettiva di rendere, già in tal momento, possibile una anticipata e satisfattiva tutela del danneggiato

Diversa, invece, è la finalità (e differenti sono la natura e le modalità) della “negoziazione assistita” introdotta dall’art. 2 del d.l. n. 132 del 2014, che il successivo suo art. 3 ha reso obbligatoria per le controversie in materia di risarcimento del danno da circolazione di veicoli e natanti.

Una tale “negoziazione” presuppone che (nel contesto della procedura di messa in mora) l’offerta risarcitoria non sia stata ritenuta satisfattiva dal danneggiato, ovvero che non sia stata neppure formulata dall’assicuratore

È a questo punto, infatti, che si inserisce il meccanismo predisposto dalla normativa denunciata, la quale disegna un procedimento che precede, ed è volto anche ad evitare, l’accesso al giudice, attraverso «un accordo mediante il quale le parti convengono di cooperare in buona fede e con lealtà per risolvere in via amichevole la controversia tramite l’assistenza di avvocati iscritti all’albo»

Né è sostenibile che la compresenza dei due istituti sia idonea – come paventa il rimettente – a protrarre «sine die» l’esercizio del diritto di azione, attesa la brevità del termine («non superiore a tre mesi», prorogabile solo «su accordo delle parti» per non più di trenta giorni) entro il quale deve essere comunque conclusa la negoziazione (art. 2, lettera a, del d.l. n. 132 del 2014).

Dal che, appunto, la conclusione che il meccanismo della negoziazione assistita – reso obbligatorio dalla disposizione denunciata nelle controversie risarcitorie di danno da circolazione di veicoli o natanti – riflette un ragionevole bilanciamento tra l’esigenza di tutela del danneggiato e quella (di interesse generale), che il differimento dell’accesso alla giurisdizione intende perseguire, di contenimento del contenzioso, anche in funzione degli obiettivi del “giusto processo”, per il profilo della ragionevole durata delle liti, oggettivamente pregiudicata dal volume eccessivo delle stesse.

per il testo della sentenza si ringrazia www.giurcost.org

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