Risarcire sino in fondo le vittime,
proteggere le persone fragili, far respirare i nuovi diritti

Amministrazione di sostegno / generalità, varie
23/09/16

Le raccomandazioni dell’Onu e l’eredità di Edda – Laura Provenzali

Leggo su questa Rivista che il Comitato Onu sui Diritti delle Persone con Disabilità ha raccomandato all’Italia di abrogare tutte le leggi che permettono la sostituzione nella presa di decisioni da parte dei tutori legali , ivi inclusa l’Amministrazione di Sostegno.

(www.personaedanno.it/index.php?option=com_content&view=article&id=50115&catid=235&Itemid=487&contentid=0&mese=09&anno=2016)

Ivi inclusa – mi ripeto – l’Amministrazione di Sostegno.

Nel suo commento il Prof. Cendon (cfr Equivoco Onu su cosa va abrogato in Italia : non certo l’AdS! www.personaedanno.it/index.php?option=com_content&view=article&id=50116&catid=235&Itemid=487&contentid=0&mese=09&anno=2016 ) fa riferimento alla necessità che l’AdS possa essere applicata anche ai disabili fisici altrimenti soli e senza possibili riferimenti fiduciari ossia quando occorre scongiurare un destino certo di ulteriore vulnerabilità ed abbandono.

Così non fosse stato e non fosse, oggi non ci sarebbe l’eredità di Edda (il nome è di fantasia ma la storia vera).

Edda aveva da tempo superato l’ottantina, donna semplice che amava rivendicare le sue origini contadine, era vedova e viveva con il suo unico figlio, chiamiamolo Gigi, seguito dai servizi di salute mentale fin dai tempi in cui la scuola aveva convocato i genitori dichiarandosi impotente di fronte alle “stranezze” del ragazzo, a quelle incontenibili crisi d’ira, a quel vagabondare inquieto per i corridoi pensando sempre che qualcuno ce l’avesse con lui .

Edda, negli anni, aveva retto tutto, in accordo col marito aveva gestito con riservatezza gli equilibri più difficili, tutto fino al giorno in cui , oramai sola, il medico le aveva parlato del Parkinson.

Non era tipo da arrendersi facilmente, Edda, così si era informata , era perfino andata in tribunale e lì aveva trovato conferma che un angelo custode poteva essere attivato anche per lei .

La malattia avanzava inesorabile e poco per volta se la mangiava conservandole tuttavia intatta la lucidità del pensiero .

Edda era tranquilla, sapeva di avere al fianco qualcuno che la aiutava nella parte più impervia del cammino .

È stata lei a decidere come organizzare la vita domestica ora che era malata, lei a convincere Gigi ad accogliere la nuova figura accanto alla mamma, lei a vincere progressivamente la diffidenza del figlio fino a fargli accettare un suo proprio sostegno per quando sarebbe rimasto solo.

Quando le forze sono arrivate agli sgoccioli Edda ha voluto essere inserita in struttura, convinta che per Gigi sarebbe stato meno pesante diluire il distacco poco per volta. Naturalmente aveva ragione e lo sapeva.

Il nostro ultimo incontro è stato un paio di giorni prima del capolinea, giunto nel sonno e senza trambusto, e la sua eredità, immensa,  è il ricordo che ho di lei, serena, dignitosa, consapevole e fiera della sua dignità.

Quella intuizione felice e contenuta nella legge, di accogliere a tutto tondo la fragilità, io la ringrazio, anche a nome di Edda , con buona pace – e tutto il rispetto – per chi, fraintendendo, raccomanda diversamente .

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