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03/02/16

"SAFE HARBOR. NUOVO ACCORDO USA-UE. ARRIVA PRIVACY SHIELD"- Deborah BIANCHI

La Corte di Giustizia UE con la nota sentenza 6 October 2015 aveva dichiarato ormai invalido l’accordo sul trasferimento dei dati USA-UE denominato Safe Harbor (siglato nel 2000). Maximillian Schrems, studente austriaco, aveva agito contro Facebook di fronte al Garante irlandese per vedere tutelati i propri diritti privacy anche in USA così come in Europa. Il noto social network infatti detiene i propri server in America e quindi ogni volta che un utente si registra e apre un proprio profilo su FB esegue di fatto un trasferimento di dati personali dall’etere europeo a quello americano. A seguito delle rivelazioni di Snowden è scoppiato lo scandalo dello spionaggio sui cittadini UE compiuto dalla Intelligence USA mediante il monitoraggio delle piattaforme digitali battenti bandiera a stelle e strisce in violazione della disciplina UE sulla Data Protection.

Alla luce di questi avvenimenti e cogliendo l’occasione dal ricorso di Schrems al Garante Privacy irlandese, l’Alta Corte irlandese ha deferito la questione alla Corte di Giustizia UE che ha dichiarato che il Safe Harbor non è più in grado di apprestare ai cittadini europei un adeguato livello di protezione dei relativi dati personali.

 Il Safe Harbor è stato siglato tra USA e UE nel 2000 e prevedeva un sistema di autocertificazione per cui le aziende americane che ricevevano flussi di dati dall’Europa dovevano attestare la loro conformità alla Data Protection UE. Tuttavia è stato accertato che molte di queste imprese non rispettavano assolutamente la disciplina privacy UE e così la CGUE si è pronunziata contro questo sistema del tutto inefficiente.

 Sulla scorta di questi avvenimenti USA e UE sono state costrette a rinegoziare un nuovo accordo sulla disciplina privacy inerente al trasferimento dati tra i due Paesi. E’ di oggi, 3 febbraio 2016, la notizia che tale accordo è stato siglato ed è stato denominato “Privacy Shield”. Quest’ ultimo non dispone più il sistema delle autocertificazioni ma quello degli impegni vincolanti che ciascuna azienda americana dichiara pubblicamente di assumere nei confronti dell’Europa in caso di trasferimento dati.

Lo Scudo Privacy verrà ridiscusso ogni anno così da garantire un monitoraggio effettivo del rispetto dell’accordo. Sempre nell’ottica di assicurare effettività alla tutela privacy sono stati disposti dei mezzi di reclamo come il ricorso alla nuova figura dell’Ombudsman, authority indipendente dedicata a trattare i reclami dei cittadini Ue sulle violazioni Data Protection compiute dagli Americani.

 Ci permettiamo tuttavia di dubitare sull’efficienza di questo nuovo accordo.

Tra tutte le perplessità immaginabili basti riflettere sul fatto che l’Authority “indipendente” Ombudsman dedicata a far valere i diritti privacy dei cittadini Ue ha sede nel Dipartimento di Stato americano……..

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