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11/09/15

GAMBLING: QUATTRO DOMANDE SUL PERCHE' I MINORI GIOCANO D'AZZARDO IN RETE - di Marco Faccioli

Gambling: Quattro domande sul gioco d'azzardo tra i minori.

 

Perchè i minori giocano d'azzardo?

La domanda è sicuramente complessa e richiederebbe, senza voler esagerare, un apposito trattato. In questa sede possiamo limitarci a dire che i minori giocano perchè non sanno cosa fare, per piacere della sfida, per il divertimento di farlo, per puro svago, per sfuggire dalla quotidianità e dai problemi. Non da ultimo, non dimentichiamolo, per quella che è la (ritenuta) possibilità di ottenere facili guadagni in poco tempo e con un ridotto investimento. L'aspettativa di ottenere grosse somme di denaro, e quindi di potersi finalmente “sistemare” (o semplicemente potersi procurare determinati beni di consumo altrimenti del tutto inaccessibili) puntando qualche decina di euro, è ancora molto forte nell'immaginario collettivo, e la malriposta speranza di poter diventare, per un positivo capriccio del destino, uno di quelli “a cui è capitata una grossa vincita”, ha una forza attrattiva irresistibile per il giocatore.

 

 Quali sono i giochi d'azzardo preferiti dagli adolescenti?

 In primis i giochi che soddisfano le esigenze tipiche di un minore ansioso appartenente alla generazione del “tutto e subito”, ovvero i giochi a riscossione immediata: slot machine, gratta e vinci, giochi di carte. Punto, e dopo secondi, giusto il tempo di trattenere un lungo respiro, se vinco incasso immediatamente. Già le scommesse sportive, per via del fatto che punto oggi e poi “...si vedrà” tra qualche giorno, se non qualche settimana o mese, non riscuotono il gradimento degli altri giochi citati prima. Il minore giocatore, in fregola da vincita, da incasso e realizzo immediato, non ha tempo da perdere per inutili attese, quel che vuole lo vuole subito, ora.

Preferiti sono inoltre i giochi che, oltre ad un pronto incasso, sono facilmente accessibili, poco controllati, che propongono partite rapide che allontanano dalla realtà dando un illusione di distacco, di evasione, magari di potere. Uno dei fattori di rischio maggiori evidenziati nell’utilizzo da parte dei giovani delle slot machine è la natura solitaria dell’attività. Non da ultimi, sempre fatte salve le caratteristiche di cui sopra, sono preferiti i giochi ripetitivi e ipnotici (gratta e vinci, slots, lotto ad estrazione immediata), perchè si gioca senza pensare, senza riflettere, senza studiare statistiche e grafici. Si gioca e basta, lasciando il cervello in stand by.

 

Quali sono i rischi dell'insorgere di una ludopatia in età adolescenziale?

L’insorgenza e la sedimentazione del disturbo di ludopatia in età adolescenziale permette che la logica della scommessa e dell'azzardo

si cementifichi nella persona come vero e proprio elemento strutturale della personalità in via di sviluppo.

 “Ciò comporta che la personalità adulta di questi giovani giocatori a rischio sarà fondata sul gioco e probabilmente i tentativi di eliminare la condotta comporteranno una messa in gioco di tutta la struttura di personalità con il rischio di andare incontro ad un’insorgenza di ulteriori disturbi psichici. Studi di ricerca retrospettiva hanno mostrato che la maggioranza dei giocatori patologici hanno iniziato a giocare prima dei 20 anni.”

(Primo Consumo – associazione interattiva cittadini & consumatori – 2014)

 

Sono efficaci i limiti al gioco d'azzardo per i minorenni?

Partiamo da un dato abbastanza illuminante su quella che è l'attuale situazione: in Italia il gioco d’azzardo tra i minorenni è in costante crescita, nonostante sia vietato.

Questo quello che emerge dal dossier “Azzardopoli” presentato dall’Associazione Libera il 10 gennaio 2012: in testa alla classifica per regioni, c'è la Campania con il 57,8% di studenti “giocatori”, poi Basilicata (57,6%) e Puglia (57%). A seguire l'Umbria insieme a Sicilia, Lazio, Abruzzo, Molise, Sardegna e Calabria, tutte oltre il 50%, e agli ultimi posti c’è il Trentino (35,8%), il Friuli Venezia Giulia e il Veneto (36,3%). Riguardo alle location preferite per giocare troviamo bar e tabaccherie (32%), case private (20%) e sale scommesse (12%).

Nel 2011 la legge di Stabilità ha sancito “il divieto di partecipazione ai giochi pubblici con vincite in denaro ai minori di anni diciotto”, vietando espressamente la possibilità, da parte di minorenni, di accedere a sale dove sono installati apparecchi da gioco e/o si svolgono scommesse, impedendo agli stessi soggetti di effettuare giocate e comminando sanzioni ai gestori inadempienti.

Se il divieto di accesso alle sale scommesse (autorizzate) può dirsi, almeno di norma, rispettato, il numero dei minori che, nonostante il divieto, riescono a giocare d'azzardo in siti on line (dal bingo alle sale virtuali di scommesse sportive), è enormemente ed esponenzialmente cresciuto negli ultimi tempi, e le ragioni sono semplicemente legate al fatto che la rete ben difficilmente riesce a porre dei vincoli di età tra i giocatori che vi navigano. Bloccare l'accesso a un 14enne a un sito di poker non è esattamente la stessa cosa che impedirne l'entrata in una sala scommesse, per cui qualsivoglia internauta, in barba al divieto di gioco d'azzardo per i minorenni (per non parlare poi dei vari controlli parentali predisposti dai genitori), ben facilmente potrà, con accorgimenti che qua ci limitiamo a definire “minimi” (tra cui il dichiarare un età diversa da quella effettiva altro non è che il più macroscopico degli esempi), giocare sui tavoli che maggiormente lo attraggono, puntando i soldi della propria carta di credito, se non quella dei genitori (della quale più o meno legittimamente può essere in possesso di numero e data di scadenza).

 



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