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Diritto tributario / principi costituzionali

10/12/14

“IL VALORE DEL BENE TRASFERITO VARIA IN BASE ALL'IMPOSTA DA APPLICARE” - Cass. Civ. n. 24054/2014 – Simona CARUSO

E' legittima la contestazione di una maggior plusvalenza da cessione di immobile basata unicamente sulla differenza tra il prezzo dichiarato ed il valore di mercato dei beni, come attribuito dall'osservatorio UTE?

La Cassazione esprime parere negativo, in assenza di altri elementi gravi, precisi e concordanti.

Con la sentenza in commento la Corte di Cassazione chiarisce ancora una volta le modalità di calcolo della plusvalenze da cessione di immobili e ribadisce la diversa disciplina che sorregge la determinazione del valore di un bene ai f ...

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25/11/14

“INDAGINI BANCARIE: LIMITATE LE PRESUNZIONI A CARICO DEI LAVORATORI AUTONOMI” - Corte Cost. 228/2014- Simona CARUSO

Indagini bancarie.

Lavoratori autonomi.

Promiscuità delle entrate e delle spese professionali e personali.

E' legittimo accertare il maggior imponibile di un lavoratore autonomo ricorrendo alla presunzione che il prelevamento dal conto bancario (di cui non si dia giustificazione) corrisponda ad un costo a sua volta produttivo di un ricavo?

La Corte Costituzionale boccia tale presunzione.

 

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09/10/14

"LA CONSULTA RIBALTA L'ONERE DELLA PROVA AGENZIA ENTRATE-CONTRIBUENTE" - Corte Cost. 228/14 - Paolo M. STORANI

Davvero un colpo di scena la pronuncia della Consulta n. 228 del 6 ottobre 2014, Pres. Sabino CASSESE, Red. Giancarlo CORAGGIO (Camera di consiglio 11 giugno 2014 e decisione del 24 settembre 2014).

Con ordinanza del 10 giugno 2013 la Commissione Tributaria Regionale del Lazio aveva sollevato un'interessante questione di legittimità costituzionale sul d.P.R. 29 settembre 1973, n. 600 (Disposizioni comuni in materia di accertamento delle imposte sui redditi), come modificato dall'art. 1, comma 402, lett. a), n. 1), della legge 30 dicembe 2004, n. 311 (Disposizioni per la formazione del bi ...

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29/04/14

“LA MEDIAZIONE TRIBUTARIA AL VAGLIO DELLA CORTE COSTITUZIONALE”- Cort. Cost. 98/2014 - Simona CARUSO

La Corte Costituzionale, con la pronuncia n. 98 del 2014 ha affrontato diverse questioni in relazione all’istituto della mediazione tributaria (disciplinato dell’art. 17-bis del d.lgs 31 dicembre 1992, n. 546 recante disposizioni sul processo tributario).

In particolare, con la sentenza in commento è stata dichiarata l’illegittimità costituzionale del comma 2 del menzionato articolo 17 bis, nella parte in cui statuiva che la mediazione era condizione di ammissibilità del ricorso tributario e l’inammissibilità risultava rilevabile dal giudice in ogni stato e grado del giudizio.

In realtà, su tal ...

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17/03/14

“NO AI BENEFICI PER I CONDUTTORI CHE DENUNCIANO LE LOCAZIONI IN NERO” – Cort. Cost. 50/14 - Simona CARUSO

La Corte Costituzionale, con la sentenza n. 50 depositata il 14 marzo, ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'articolo 3, commi 8 e 9, in materia di cedolare secca, contenuto nel decreto legislativo sul federalismo fiscale (d.lgs n.23 del 14 marzo 2011).

La norma prevedeva al comma 8 che:

“Ai contratti di locazione degli immobili ad uso abitativo, comunque stipulati, che, ricorrendone i presupposti, non sono registrati entro il termine stabilito dalla legge, si applica la seguente disciplina: a) la durata della locazione è stabilita in quattro anni a decorrere dalla data della registrazion ...

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31/01/14

“NON SEMPRE IL CONTROLLO AUTOMATIZZATO CONSENTE DI EMETTERE LA CARTELLA”– Cass. 545/2014- A.BELOTTI

Non basta la dizione  “controllo automatizzato” della dichiarazione dei  redditi - ex art. 36 bis dpr 600/73-  perché l’Amministrazione finanziaria possa emettere la cartella di pagamento senza passare prima per  il prodromico  “avviso “.

Di tale opinione sono non solo i giudici di merito ma anche la Suprema Corte.  Nel solco di consolidata giurisprudenza la tesi sostenuta è che  non far precedere la cartella di pagamento dal relativo “avviso”  è possibile  “soltanto quando l’errore sia rilevabile “ictu oculi” a seguito di mero riscontro cartolare delle dichiarazioni presentate, nei casi ...

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22/04/13

"REDDITOMETRO BOCCIATO - CTP Reggio Emilia 74.02.13 " - MC

Dopo la sentenza del Tribunale di Napoli Sez. di Pozzuoli è il turno della Commissione Tributaria Provinciale di Reggio Emilia, seconda sezione che con la sentenza n. 74.02.2013 depositata il 18 aprile 2013, stabilisce tra l'altro, che il nuovo redditometro è illegittimo e deve essere disapplicato, producendo la nuova normativa sull'accertamento sintetico, cambiamenti procedurali e non novità impositive, sicchè il contribuente, se ritiene può sostenerne la retroattività per le annualità precedenti al 2009. Le perplessità alla base della decisione nascono dal fatto che il Redditometro si basa sul metodo statistico, valuta ...

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22/12/12

"LE VENDITE INFRAGRUPPO SOTTOCOSTO NON SONO DI PER SE' ELUSIVE" - Cass. 23551/2012 – Andrea BELOTTI

Tema ricorrente nel contenzioso tributario è l’esame dei rapporti di acquisti e vendita tra società che appartengono allo stesso gruppo, in quanto possibili strumenti atti a conseguire indebiti risparmi di imposta, ad esempio nel caso di vendite sottocosto.

Secondo la Suprema Corte tali operazioni non sono di per sé elusive quando sia possibile dimostrare che alla loro base vi siano valide ragioni di natura economica.

La sentenza in esame precisa che:, “per l’ipotesi in esame (…) occorre tener presente come questa Corte abbia già chiarito, in ordine alla detta nozione, che il comma 3 dell’art. 9 del ...

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19/10/12

"AVVOCATI E IVA PER CASSA: SI PARTE A DICEMBRE " - Maria CARIELLO

 

In attesa di pubblicazione sulla "Gazzetta Ufficiale" del decreto attuativo, a breve  partirà  il  nuovo regime di Iva  introdotto dall'articolo 32-bis del Dl 83/12.

Il nuovo regime di Iva per cassa ha per caratteristica quella di rinviare l'esigibilità dell'imposta al momento del pagamento del corrispettivo: l'operazione si considera effettuata secondo le regole dell'articolo 6 Dpr 633/72, al momento della consegna del bene o del pagamento del servizio salvo che non sia stata emessa prima la fattura (la riprova è che ...

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08/09/12

“STUDI DI SETTORE E ACCERTAMENTO INDUTTIVO” – Cass. 13824/12 – Andrea BELOTTI

"In tema di accertamento induttivo dei redditi, l'Amministrazione finanziaria può - ai sensi dell'art. 39 del D.P.R. n. 600 del 1973 - fondare il proprio accertamento sia sull'esistenza di gravi incongruenze tra i ricavi, desumibili «dalle caratteristiche e dalle condizioni di esercizio dell'attività svolta», come nella specie, sia sugli studi di settore, nel quale ultimo caso l'Ufficio non è tenuto a verificare tutti i dati richiesti per uno studio generale di settore, potendosi basare anche solo su alcuni elementi ritenuti sintomatici per la ricostruzione del reddito del contribuente."

Questa la sostanza della pron ...

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03/03/10

Corte cost., 11 febbraio 2010, n. 39, pres. Amirante - "L'ART 2 DEL PROCESSO TRIBUTARIO E' ILLEGITTIMO NELLA PARTE IN CUI DEVOLVE ALLE COMMISSIONI PROVENTI PUBBLICI NON TRIBUTARI" - Cristiano GOBBI

L'art. 12 della legge finanziaria del 2002 (legge 28.12.2001 n. 448) ha modificato l'art. 2 del d. lgs. 31 dicembre 1992 n. 546, avente ad oggetto i limiti esterni della giurisdizione tributaria.

In questo senso è mutato l'oggetto della giurisdizione delle commissioni tributarie, che è stato, finalmente, unificato.

Ora i limiti esterni della giurisdizione tributaria (anche a seguito di ulteriori modifiche all'art. 2) importano che il giudice tributario è chiamato a conoscere di tutte le controversie aventi ad oggetto tributi di ogni genere e specie (sempre a condizioni che una delle parti sia la parte pubblica ovvero l'agente della riscossione).

La Corte Costituzionale nell'esame dell'art. 2, ha dichiarato l'illegittimità di alcune previsioni che demandavano al Giudice tributario controversie riguardanti sì proventi di diritto pubblico ma non aventi natura tributaria.

In questo senso la Corte ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'art. 2, nella parti in cui attribuisce al Giudice speciale le controversie relative alla debenza del canone per lo scarico e la depurazione delle acque reflue.

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06/11/09

Cass. civ., Sez. V, 6 nov. 2009, n. 38564, pres. Miani Canevari, est. Marigliano – "BROGLIACCI DEL TERZO E ACCERTAMENTO INDUTTIVO" – Riccardo RICCÒ


L’utilizzazione ai fini della rettifica del reddito imponibile della contabilità informale rinvenuta presso terzi, qualora le relative risultanze siano trasfuse nel processo verbale di accertamento, non vulnera il diritto di difesa del contribuente e costituisce indizio grave, preciso e concordante.

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30/09/09

Cass. civ., Sez. V, 30 settembre 2009, n. 21021, pres. Lupi – "IVA SÌ" - Riccardo RICCÒ

Sulla base dell’accertamento ai fini Irpef può liquidarsi l’imposta sul valore aggiunto, ancorchè l’accertato abbia già condonato l’Irpef stessa.

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09/10/09

Cass. civ., Sez. V, 9 ottobre 2009, n. 21457, pres. Altieri – "IVA NO" – RR

Per l’art. 25 del D.P.R. n. 633/1972, il contribuente, cui sia applicabile la disposizione, deve numerare in ordine progressivo le fatture e le bollette doganali relative ai beni e ai servizi acquistati o importati nell'esercizio dell'impresa, arte o professione … e deve annotare in apposito registro anteriormente alla liquidazione periodica, ovvero alla dichiarazione annuale, nella quale è esercitato il diritto alla detrazione della relativa imposta. In caso di credito IVA da operazioni non puntualmente annotate, nonostante le limitazioni di cui agli artt. (oggi abrogati) 28 e 37, applicabili ratione temporis, il contribuente non perde il diritto al rimborso qualora l’inosservanza degli obblighi di annotazione non sia il frutto di dolo o mala fede.
Si dà insomma applicazione ai principi dell’indebito anche al rapporto tributario.

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14/03/09

"CARTELLE MUTE: NULLITA' NON RETROATTIVA" – Manuela PIERATTONI

Una recente sentenza della Corte Costitutzionele, la n. 58/2009, mette la parola fine alle incertezze sulla validità o sulla nullità delle cartelle di pacamento mancanti dell’inidcazione del responsabile del procedimento di iscrizione a ruolo e di quello di emissione e di notificazione delle cartelle stesse, ovvero le cosiddette “cartelle mute”.
La bagarre delle “cartelle mute” ha preso il via in seguito ad un intervento del 2007 della Consulta, nel quale l’indicazione del responsabile del procedimento nella cartella di pagamento viene definito quale “adempimento di non scarsa utilità”. Tale indicazione, infatti, risulterebbe direttamente correlabile al diritto di difesa del cittadino (ordinanza 377/2007).

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06/10/08

Cass. sez. trib. 6 maggio/8 luglio 2008, n. 18649 - pres. Papa - rel. Carleo "LA SUPREMA CORTE ESCLUDE L'EQUA RIPARAZIONE PER ECCESSIVA DURATA DEL PROCESSO TRIBUTARIO" - Cristiano GOBBI

Con la sentenza 6 maggio/8 luglio 2008, n. 18649, la sezione tributaria della Suprema Corte ribadisce l'orientamente ormai costante secondo il quale, il mancato rispetto del tempo ragionevole di cui all'art. 6, p. 1 della Convenzione Europea dei diritti dell'Uomo e per la salvaguardia delle libertà fondamentali, come introdotta dalla legge 24 marzo 2001, n. 89 (cd. legge Pinto), non dispiega alcun effetto in ambiente tributario.

In particolare la disciplina dell'equa riparazione accordata all'esito dell'accertamento dell'irragionevole durata del processo, non sarebbe applicabile alle controversie in materia tributaria rimanendo questa estranea sia al tenore del precetto della disposizone pattizia quanto alla normativa interna (legge Pinto) che ne costituisce fedele riproduzione.

Le controversie in materia trbutaria devono ritenersi contemplate nella autonoma nozione di materia penale - giusta il diritto onorario della Corte CEDU - soltanto qualora le sanzioni irrogabili siano commutabili in pene detentive ovvero siano qualificate sotto il profilo della particolare afflittività.

La sentenza tuttavia lascia alquanto perplessi.

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23/10/07

Cass. Civ., Sez. Un., 23 ottobre 2007 (dep. 7 dicembre 2007), n. 2551, pres. Carbone, rel. Amoroso - "LA SUPREMA CORTE DEFINISCE LE CARATTERISTICHE DEI TRIBUTI" - Cristiano GOBBI

Vi sono alcune sentenze della Corte di cassazione che si presentano particolarmente pregevoli per la loro capacità di fare autorevolmente chiarezza su fattispecie astratte particolarmente rilevanti.
 
La sentenza 23 ottobre 2007, n. 25551 (depositata il 7 dicembre 2007) costituisce una di queste. 

La fattispecie sottoposta al vaglio della Suprema Corte era di ben modesto valore e riguardava il rimborso della somma corrisposta per la notifica di un ricorso davanti al TAR della Campania. 

Avveniva che V.G., dopo aver esperito la giurisdizione amministrativa, conveniva innanzi al giudice di pace di Napoli il Ministero della giustizia, il Ministero dell’Economia e la Presidenza del consiglio dei ministri, per sentirli condannare al rimborso dei diritti di notifica del ricorso notificato. 

Il giudice di pace in accoglimento dell’eccezione preliminare svolta dai convenuti, avendo ritenuto la natura tributaria dei diritti versati per la notifica, dichiarava il difetto di giurisdizione del giudice ordinario per essere la controversia devoluta alla giurisdizione del giudice tributario. 

V.G. ricorreva in cassazione ed argomentando l’estraneità dei diritti di notifica dal genus dei tributi, denunciava l’illegittimità della pronuncia.

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11/01/08

"LEGGE FINANZIARIA: LE PRESTAZIONI MEDICO-LEGALI SONO SOGGETTE AD IVA DAL PERIODO D'IMPOSTA 2005" - Cristiano GOBBI

Il comma 80 della legge finanziaria 24 dicembre 2007, n. 244 pone la parola fine a tanti accertamenti negli ultimi tre anni notificati ai medici legali. 

Tutta la questione nasceva a seguito delle pronunce della Corte di Giustizia n. 212 e 307/2001, con la quale, nell’interpretazione dell’art. 13, parte A, n. 1, lett. c) della VI Direttiva del 1977, la Corte dichiarava per la prima volta la piena assoggettibilità IVA delle prestazioni medico-legali. 

Benvero, l’art. 13, parte A, n. 1, lett. c) della VI direttiva del 1977, nella versione italiana, prevede che sono esenti da imposta “le prestazioni mediche effettuate nell’esercizio della professioni mediche e paramediche quali sono definite negli Stati membri interessati”, non distinguendo in alcun modo tra prestazioni mediche. 

A seguito delle sentenze tuttavia, la Agenzia delle Entrate iniziava a notificare, a largo raggio, avvisi di accertamento a carico dei medici legali, assumendo che l’interpretazione data alla Corte dell’art. 13 era autentica e retroattiva, e che quindi questi dovevano provvedere al pagamento dell’IVA evasa, arrivando talora a richiedere altresì le sanzioni. 

Già dinanzi alle Commissioni tributarie provinciali però le pretese dell’Amministrazione, ritenute contrarie al principio di legalità e dell’affidamento per le riprese precedenti all’anno d’imposta 2005, subivano reiterate cassazioni che, alla fine, conducevano il Legislatore ad inserire il comma 80 nell’attuale finanziaria. Tale comma recita: “Al fine di armonizzare la legislazione italiana con la normativa comunitaria, le prestazioni professionali specifiche di medicina legale sono assoggettati al regime ordinario dell’imposta sul valore aggiunto a decorrere dal periodo d’imposta 2005”.



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28/11/07

Cass. Sez. un., 9 ottobre 2007, n. 23031, pres. Carbone, rel. Botta - "LA SUPREMA CORTE SI PRONUNCIA SULLA EFFICACIA GIURIDICA DELLE CIRCOLARI" - Cristiano GOBBI

La circolare con la quale l’Agenzia delle Entrate interpreta una norma tributaria esprime esclusivamente un parere dell’Amministrazione, non vincolante per il contribuente, né per gli uffici gerarchicamente sottoordinati né per la stessa autorità che l’ha emanata. 

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07/11/07

Corte cost., 7 novembre 2007, n. 366, pres. Bile, est. Gallo - "ATTI TRIBUTARI DA NOTIFICARE ALL'ESTERO" - Adolfo TENCATI

L’art. 37, 27° co., d. l. 4.7.2006, n° 223 (convertito, con modificazioni, nella l. 4.8.2006, n° 248, c.d. «manovra d’estate») ha introdotto nell’art. 60, 1° co., d. p. r. 29.9.1973, n° 600 (accertamento) la disposizione secondo cui «è facoltà del contribuente che non ha la residenza nello Stato e non vi ha eletto domicilio o che non abbia costituito un rappresentante fiscale, comunicare al competente ufficio locale l'indirizzo estero per la notificazione degli avvisi e degli altri atti che lo riguardano; salvo il caso di consegna dell'atto o dell'avviso in mani proprie, la notificazione degli avvisi o degli atti è eseguita mediante spedizione a mezzo di lettera raccomandata con avviso di ricevimento» (lett. e bis del cit. art. 60, 1° co.). 

La modifica normativa non toglie peraltro rilievo alla pronuncia in esame giacché, come rilevano i giudici costituzionali, il contribuente (parlando la norma innovativa di «facoltà») potrebbe non rendere noto l’indirizzo estero al quale l’Amministrazione Finanziaria deve spedire gli atti tributari che lo riguardano.
Mancando la comunicazione relativa a tale indirizzo, l’Ufficio fiscale deve seguire il comune «procedimento notificatorio» diretto ai non residenti; esso, in primo luogo, trova la sua disciplina nelle convenzioni internazionali, ad iniziare da quella (ancorché riguardante la forse diversa «materia civile o commerciale») adottata a l’Aja il 15.11.1965, ratificata e resa esecutiva in Italia con l. 6.2.1981, n° 42 (la l. di ratifica, accompagnata da una «traduzione non ufficiale della convenzione dell’Aja è pubblicata in Suppl. Ord. alla Gazzetta Ufficiale, Serie Gen., 4.3.1981, n° 62; sulla convenzione si leggano, per tutti, Costantino B., Saravalle A. 1984 Il regime della notificazione all'estero secondo la convenzione dell'Aja del 15 novembre 1965, in RDIPP, 451-470).

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