Cultura, società - Opinioni, ricerche -  Paolo Cendon - 09/04/2018

Zona Borderline esistenzial/sanitaria, portatori di fragilità a rischio: due livelli di trattamento vincolante

-  Pamela è ancora fra noi, qualcosa dalla sua vicenda abbiamo capito

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     Sui terreni  in parte de iure condito, in parte de iure condendo, occorre avviarsi   in definitiva alla messa a punto - per quanto concerne i momenti dell’impositività,  rispetto a soggetti “contrari a fare o non fare quanto sarebbe loro  indispensabile” - di un protocollo per buona parte unitario, articolato in  due fasce distinte d’intervento possibile.

      Fascia dei “momenti esistenzial-sanitari”: nei confronti cioè di soggetti che, pur a rischio, come Pamela, non appaiono in effetti  bisognosi di  trattamenti sanitari (imposti): sarà il Gt a decidere qui il da farsi, minuziosamente, per l’assistito non collaborativo, dopo una consultazione con esperti non necessariamente medici, versati semmai sul terreno psicologico o sociologico

    Fascia dei “momenti sanitari in senso stretto”, nei confronti cioè di soggetti a rischio bisognosi di veri e propri trattamenti medici: Il Gt si appoggerà qui, per le sue decisioni, in caso di riottosità, sull’operato di un sanitario o di un istituto o di un ente specializzato, pubblico o sotto il controllo pubblico

      Gli elementi in comune, per le Pamele del futuro e per chiunque ‘non ce la faccia completamente da solo’, resteranno allora, tra le due fasce suindicate: 

-         la Presa in carico iniziale:

-         il Progetto esistenziale di partenza, eventualmente iscritto nella Carta d’identità;

-         il Ruolo organizzativo di fondo affidato all’Assessorato alle politiche sociali del Comune;

-         la Negoziazione con la persona, nel senso pervasivo-realistico sopra indicato;

-         la Nomina eventuale di un Amministratore di sostegno;

-         un Decreto giudiziale minuzioso, capillare, preciso; 

-         la Previsione di una Responsabilità per gli operatori, sul piano civile e amministrativo,  in caso di mancanze.

-         Tempo del vincolo massimo, comunque rinnovabile, da stabilire (un mese, due …);

-         ogni grammo di ‘impositività in più’ bilanciato, sapientemente,  con un ‘corrispondente aumento’ sul piatto delle Garanzie, 

-         Controlli sempre forti, quotidiani o periodici, personale tecnico organizzato, telecamere, privacy, riscontri, verifiche, rendiconti;  

-         spazi effettivi di Reclamo, di dialogo, di possibile protesta deburocratizzata, per l’assistito, anche su facebook, su instagram, filo diretto col Comune e col Tribunale.

-         Decadenze automatiche del protocollo senza una conferma circa i buoni risultati raggiunti.