Deboli, svantaggiati - Deboli, svantaggiati -  Alceste Santuari - 30/03/2018

Volontariato e trasporto sanitario: sì alla gara – Cons. St. 1139/18

Un gruppo di associazioni di volontariato aveva presentato ricorso contro il bando e tutti gli atti della gara indetta da una azienda sanitaria locale avente ad oggetto l’affidamento dei “servizi di trasporto pazienti nell’ambito dei presidi e stabilimenti aziendali e trasporto materiali sanitari vari intra ed extra territorio aziendale”.

Le ricorrenti organizzazioni lamentavano il fatto che detto servizio avrebbe dovuto essere affidato in via prioritaria e in via diretta alle associazioni di volontariato ai sensi della legge regionale, e soltanto una volta accertata la indisponibilità delle organizzazioni in parola, essere affidato mediante procedure ad evidenza pubblica.

Il Tar Liguria, Genova, sez. II, con sentenza n. 512 del 2017 aveva accolto il ricorso delle organizzazioni di volontariato, statuendo che la legge regionale ligure ha configurato le associazioni di volontariato che si occupano di trasporto sanitario come incaricati di pubblico servizio e componenti del sistema di emergenza territoriale.

Ancorché il servizio di trasporto materiali sanitari vari intra ed extra territorio aziendale sia da considerare, in linea astratta, assoggettabile all’evidenza pubblica, il bando elaborato dall’Asl, in termini complessivi, deve interpretarsi quale unitario e integrato. Conseguentemente, l’Asl avrebbe dovuto rivolgersi in via prioritaria alle associazioni di volontariato.

Avverso la sentenza del giudice di prime cure ha proposto appello la cooperativa sociale risultata aggiudicataria del bando.

Il Consiglio di Stato, sez. III, con sentenza 22 febbraio 2018, n. 1139, ha accolto il ricorso, motivando come segue:

-) il bando ricade nella disciplina di cui alla Direttiva n. 2014/24/UE e, quindi, del Codice dei contratti;

-) ai sensi della Direttiva citata il “trasporto dei pazienti in ambulanza” dovrebbe essere soggetto al regime “alleggerito” di cui alla direttiva medesima;

-) la stessa Direttiva n. 2014/24/UE dispone che “anche gli appalti misti per la prestazione di servizi di ambulanza in generale dovrebbero essere soggetti al regime alleggerito se il valore dei servizi di trasporto dei pazienti in ambulanza fosse superiore al valore di altri servizi di ambulanza”;

-) il trasporto sanitario di emergenza e urgenza è disciplinato dall’art. 57, d. lgs. n. 117/2017 (Codice del terzo settore);

-) qualora il valore del servizio da affidare risulti di valore pari o superiore alla soglia comunitaria di € 750.000,00, la stazione appaltante deve esperire una procedura ad evidenza pubblica;

-) l’affidamento alle organizzazioni di volontariato, ancorché iscritte in appositi registri, non può considerarsi equiparato all’autoproduzione e, invece, rientra nella nozione di outsourcing;

-) la modalità di affidamento dei servizi socio-sanitari attiene alla competenza legislativa esclusiva dello Stato in materia di “tutela della concorrenza” e, quindi, oggetto delle disposizioni comunitarie e nazionali in materia di gare. Non può invece essere annoverata tra le competenze regionali in materia di “tutela della salute”.

In ultima analisi, i giudici di Palazzo Spada hanno ritenuto il servizio oggetto del bando di gara coerente e compatibile con le procedure ad evidenza pubblica e non con la “riserva” – confermata anche dal Codice del Terzo settore – a favore delle associazioni di volontariato. Non essendo questa la sede per addentrarci in una valutazione approfondita sulla contrapposizione tra “tutela della salute” (competenza regionale) e “tutela della concorrenza” (competenza statuale), basti qui osservare che – ancora una volta – il discrimen tra affidamenti diretti e procedura ad evidenza pubblica è sottile: esso corre lungo la linea della considerazione del valore o meno pubblicistico del servizio erogato e prestato.