Cultura, società - Generalità, varie -  Redazione P&D - 06/01/2018

Voglio stare in mezzo di S. De Matteis - C.C.

Si ripropone di seguito un brano tratto da un libro pubblicato qualche anno fa.

“Trovandomi momentaneamente sano di corpo e di mente, approfitto per disporre dei miei beni nel caso dovessi morire come chiunque altro.
Formo perciò questo testamento dal quale restano revocati tutti i miei anteriori.
Istituisco erede universale legando a suo favore alcunché la mia Governante G.D.P. fu C. e fu A., entrambi D.P., dalla quale ricevo assistenza come di fatto mi assiste.
Voglio ricordare ai miei figli quanto disse loro la mamma prima di morire: “non vi lascio nulla vi lascio l’educazione”. E nulla sia. Siate quindi educati. Faccio mio questo pensiero nella speranza che anche le mie nuore e i miei nipoti cercheranno di metterlo in pratica tutti i giorni. E la prima educazione è non impugnarmi il testamento.
Questa è la mia volontà che desidero sia rispettata anche dall’erede universale che deve consentire il seppellimento di tutti i miei cari discendenti e ascendenti nella mia bella cappella di famiglia.
A questo proposito, per certi miei progetti, dispongo che il sarcofoma sotto la mia bara posta sotto a quella di mia moglie, deve essere usato solo dal cadavere di G. e da nessun altro. Ossia, voglio stare in mezzo.
Se non muoio e sto meglio, può essere che faccio un altro testamento e per questo metto in riserva il diritto. Resta perciò inteso che vale sempre il testamento più posteriore e se desidero posso cambiare sarcofoma. “

Essendo capace di intendere e di volere, pp. 116 e 117, Palermo 1992