Cultura, società - Opinioni, ricerche -  Paolo Cendon - 24/11/2019

Viva la buona psichiatria

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Credo che nessuno, fra i coordinatori o fra gli associati di DIRITTI IN MOVIMENTO, si sogni di disconoscere oggigiorno l’importanza teorico-pratica della psichiatria.
O sia tentato di fare di ogni erba un fascio, facendo rimbalzare sull’intera categoria dei professionisti eventuali ombre suscitate dalla cattiva esperienza con qualche singolo psichiatra.

Per parte mia ho imparato tante cose – importantissime – dai contatti con l’avventura basagliana, anche se ho cominciato a frequentare più assiduamente quel mondo solo dopo la morte di Basaglia.
Ho cercato di raccontare alcuni episodi che hanno costellato quegli anni di crescita nel libro “I diritti dei più fragili” uscito nel 2018 da Rizzoli, che presenteremo tra l’altro a Firenze fra pochi giorni..

Ma già prima, seguendo anche tracce fornite proprio dalla psichiatria, mi ero occupato nel libro “Il prezzo della follia”, uscito nel 1984 al Mulino, della possibile responsabilità civile di qualcuno o di qualcosa per aver 'fatto impazzire' una persona indifesa o suggestionabile.

Se non avessi scritto quel libro - attento ai risvolti della qualità della vita di una vittima - non sarei forse stato in grado di percepire alcune realtà specifiche che mi hanno permesso, pochi anni dopo, di mettere a punto la categoria del 'danno esistenziale'.

Nel 1986 organizzammo un grosso convegno a Trieste “Un altro diritto per il malato di mente”, che forni gli spunti per redigere quell’estate la bozza della riforma sull’amministrazione di sostegno.
Negli anni ’90 fondai da Marsilio una piccola collana, ‘Dalla parte dei deboli’, dove - insieme ad alcuni allievi - pubblicammo due volumetti “Anime folli” e “Colpa vostra se mi uccido”.

Tutto è proseguito negli ultimi venti anni.
L’approvazione legislativa dell’amministrazione di sostegno nel 2004.
Altre ricerche, ad esempio sulla responsabilità civile dei servizi psichiatrici.
Il progetto abrogativo sull’interdizione da abrogare, quello sul patto di rifioritura, quello sul progetto di vita.

Lo stesso mio primo romanzo “L’orco in canonica”, uscito da Marsilio, dove si parla di una bambina vittima di seri disturbi psichici - più tardi, fra i 15 e i 25 anni - a seguito delle sofferenze indescrivibili patite per colpa di un prete pedofilo.

Ho spesso partecipato a convegni e seminari organizzati da psichiatri su questi problemi.
Se cominciassi a fare i nomi di tutti i medici e infermieri con cui ho felicemente collaborato dagli anni ’80 , in tutt’italia, non finirei più: e ciò che mi hanno insegnato loro, sottolineo, è sempre stato molto di più di quanto ho potuto dare io in cambio.

Ultimamente la stessa nascita di ‘Diritti In Movimento’, estate 2018, attesta quanto questi problemi siano sentiti da tante persone -di varie professionalità - in tutt’italia.
E insieme stiamo cercando adesso di concludere al meglio la costituzione di questo nascente Tavolo di Lavoro con il Ministero della Giustizia.

Naturalmente se si parla di interventi complessivi – non solo medici o farmacologici - sulla vita quotidiana di un soggetto a rischio, con tutte le sfaccettature che ciò implica, anche ricadute familiari, lavorative, residenziali, metropolitane, burocratiche, organizzative, non si può dimenticare il posto di guida, sintesi, orientamento, che l’ordinamento assegna oggi al giudice tutelare.

Viva la buona psichiatria, viva il buon diritto, ieri, oggi e domani.

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