Cultura, società - Opinioni, ricerche -  Maria Rosa Pantè - 11/06/2018

Visioni del mondo

La cosa buffa è che si dice che la sinistra non esiste più, che è una categoria del ‘900, mentre della destra si parla sempre. Destra e sinistra sono convenzioni, entrambe non del’900 ma addirittura del 1700, derivano dalla Rivoluzione Francese. Casualmente i “progressisti” si sedettero nel parlamento a sinistra e gli altri a destra.
Il punto dunque non è la “geolocalizzazione”, ma è la visione del mondo. Dunque si potrebbe anche dire sono dell’alto, sono del basso.
No, nemmeno così va bene: piuttosto parliamo di cose concrete e non di spazi. Dunque sono per la felicità, sono per la diseguaglianza.
Sono per i diritti civili. Sono per le famiglie madrepadrefigli. Nonni?
Sono per la libera circolazione delle persone. Sono per la libera circolazione delle merci.
Sono contro la mercificazione del lavoro. Sono contro i lavoratori stranieri, perché portano via il lavoro agli autoctoni (italiani nel nostro caso).
Sono per una cultura libera da condizionamenti. Sono per riparare le buche nelle strade.
Sono per un mondo di persone uguali. Sono per un mondo dove ciascuno sta a casa propria.
Sono contro le armi. Sono per la legittima difesa. E sparo.
Sono per l’emancipazione delle donne. Sono contro l’aborto, contro l’eutanasia, contro.
Ecco, concretamente le visioni del mondo.
Io sono per le opzioni uno, sogno e lotto per un mondo di diversi con gli stessi diritti, io vado oltre sono per un mondo che supera l’antropocentrismo e bada alla felicità di ogni essere vivente. Sono di sinistra? Secondo me no. Sono a favore della felicità per tutti. Che partito potrebbe essere? Forse leopardiano. Conviene che prima o poi vi parli della poesia “La ginestra”. Lo farò.