Cultura, società - Formazione -  Redazione P&D - 29/04/2019

Videogames: a che età ? - Rosa Palma

Un argomento molto dibattuto ai nostri giorni è quello che riguarda videogiochi e infanzia. A che età concedere l' uso di smartphones, tablets, consolles? Oggi giorno, già a partire dalla più tenera età, buona parte del tempo libero dei bambini è occupata dall' utilizzo dei videogames. Il motivo di un così grande  interesse riscosso nelle fasce d'età più piccole è dovuto al fatto che questi giochi sono interattivi e forniscono stimoli di diversa natura (visiva, sonora), le grafiche sono molto verosimili e questo li rende accattivanti e stimolanti. Tuttavia pediatri, insegnanti e specialisti mettono in guardia dall'abuso di questi strumenti da parte dei più piccoli. In primo luogo, l'abuso di videogiochi, ma anche del televisore, riduce lo spazio dedicato all'attività sociale e fisica. Una scorretta gestione dei tempi e dell'utilizzo degli strumenti digitali può portare  all'isolamento e all'individualismo, sostituendo in toto le relazioni sociali. Inoltre, l'uso continuo dei mezzi elettronici può avere conseguenze negative sulla salute e sul rendimento scolastico.  I bambini che passano troppo tempo davanti agli schermi perdono la capacità di concentrazione riducendo così anche quella di “problem solving”.Passare troppo tempo davanti a uno schermo fa male allo sviluppo del bambino e crea anche una sorta di dipendenza. Un problema molto serio è costituito dal fatto che oggi i bambini piccoli iniziano a tenere in mano un dispositivo digitale troppo presto, addirittura prima dei due anni. Tanti genitori pensano che sia un modo divertente per intrattenerli ma, in realtà, i piccoli a quell'età, hanno bisogno di osservare il più possibile il mondo reale e di interagire con le persone, di creare relazioni autentiche.Spesso gli schermi sono invece usati come uno strumento per tenere calmi i figli,si pensa di dar loro una distrazione immediata invece di insegnar loro a calmarsi e tranquillizzarsi interagendo con le persone con cui sono in contatto. I piccoli hanno bisogno di imparare a gestire le loro ansie, di superare le proprie paure e in questo modo sicuramente  non imparano.  Va anche detto che non occorre demonizzare gli strumenti tecnologici ma ,nel contempo, l'utilizzo va dosato  ed equilibrato. Nell'era di internet non possiamo impedire ai nostri figli(tra l'altro nativi digitali) di utilizzare videogiochi, estraniandoli dal mondo che li circonda o allarmandoli oltre misura sui rischi cui possono incorrere. Tuttavia tale concessioe a fatta dopo i due anni e,per impedire che siano esposti ai tanti pericoli che si potrebbero incontrare, è fondamentale parlare con loro, ascoltarli, giocare insieme e rispondere alle loro domande con molta serenità. Supervisionare i propri figli silenziosamente, intervenendo solo all’occorrenza, è il modo migliore per infondere loro fiducia e responsabilizzarli, indirizzandoli verso una crescita più matura e sicura di sé.   Ci sono ripercussioni positive ma anche negative nell'uso dei suddetti strumenti tecnologici. Tra gli effetti positivi, possiamo citare l' approccio alla cultura tecnologica,la stimolazione della capacità di pensiero induttivo,la capacità di calcolo e di formulazione di strategie vincenti. Gli effetti negativi sono, però, altrettanto seri: estraniamento dalla realtà, mancanza di empatia, sedentarietà, sovrappeso, disturbi della vista. Importante per una crescita sana e serena dei bambini rimane quindi la “giusta misura”. Inoltre , un suggerimento può essere quello di tenere sempre a disposizione un contenitore pieno di giocattoli tradizionali, in modo da offrire una possibilità di scelta in più ai bambini.


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