Cultura, società  -  Redazione P&D  -  16/10/2021

Vatti a fidare del tecnico - Marco Faccioli

Quando mandi il tuo iPhone in riparazione e scopri poi in Rete le tue foto osé.

Partiamo dall'inizio: uno dei cavalli di battaglia di Apple, gran paladina della privacy nel mondo digitale, è stato quello, da sempre sbandierato ai quattro venti, di essere perfettamente in grado di controllare tutti i procedimenti di riparazione dei loro prodotti (iPhone, Mac, iPad etc.) per evitare che i propri clienti possano subire violazioni della riservatezza. Non dimentichiamo che oggi gli strumenti elettronici, smart-phone in testa, sono gli scrigni in cui depositiamo ogni genere e tipo di informazioni che riguardano la nostra vita e il nostro patrimonio: password del conto corrente, email di lavoro, numero di telefono di parenti e amici e, per venire all'argomento di oggi, anche tutte le nostre foto (ivi comprese quelle intime). Naturalmente, nel momento in cui si guasta il nostro smart, poiché esso è il principale depositario di tanti (se non tutti)  nostri segreti, dobbiamo poterlo affidare al tecnico riparatore con l'assoluta certezza e tranquillità che si limiti a fare il suo lavoro senza andare a ficcare il naso nei fatti nostri, ovvero nelle nostre foto e nei nostri video. E' notizia di questi giorni che Apple ha pagato diversi milioni di dollari (un tipico risarcimento all'americana, quindi) a una cliente, in una transazione stragiudiziale, dopo che alcuni dipendenti di Pegatron (un fornitore esterno per le riparazioni di cui si serve il colosso di Cupertino) hanno rubato delle foto dal suo cellulare per poi pubblicarle su Facebook (...e dove se no?). Secondo quanto ha riportato il sito del quotidiano “Telegraph” la cliente, una giovane donna rimasta anonima, aveva portato a riparare il suo iPhone, dopodiché, stando ai documenti legali del caso, due tecnici avevano postato “dieci foto intime e un video” della vittima sui social media. La ragazza, esibizionista a sua insaputa, si è accorta del furto quando alcuni amici le hanno segnalato che su alcuni gruppi del network erano apparse immagini che la ritraevano senza veli. La vittima ha subito minacciato di denunciare Apple per la violazione della privacy e per averle causato consistenti “danni emotivi.” Apple e Pegatron, allarmate da una causa che le avrebbe messe alla berlina di fronte al mondo intero per questa grave “leggerezza”, hanno subito allertato le proprie  assicurazioni che, dopo mesi di accese transazioni, hanno finalmente trovato l'accordo con la donna per evitare che la stessa portasse tutti in tribunale. L’esatto ammontare del risarcimento accordato alla vittima non è conosciuto, ma i documenti ottenuti dai giornalisti del Telegraph parlano di due transazioni: una da 4,25 milioni di dollari, e l’altra da 1,7 milioni. A dire il vero non si tratta della prima notizia di un dipendente di Apple (o di un appaltatore dei servizi di riparazione e assistenza) che frugano nelle gallery fotografiche dei clienti. Già nel 2019 un impiegato aveva salvato per uso proprio la fotografia personale di una cliente che si era rivolta a lui per riparare il telefono (di questo caso non si hanno però notizie di successive denunce e transazioni). Nel 2016 invece, Apple ha licenziato un gruppo di propri dipendenti australiani che avevano fatto le cose in grande, arrivando persino a creato un sito ad hoc per condividere le fotografie rubate alle clienti del loro centro di riparazione. “Apple si oppone alle leggi sul diritto alla riparazione fai da te, rivendicando la sicurezza della propria rete di servizi, che a suo dire è l’unica opzione affidabile - ricorda Kyle Wiens, CEO di iFixit, una community in Rete che insegna alle persone come riparare ogni cosa, compresi sofisticati apparecchi elettronici - Tuttavia l’unica persona davvero degna di fiducia sei tu. Ogni volta che i tuoi dati finiscono nelle mani altrui, puoi rischiare qualcosa. Negando l’accesso ai suoi strumenti, e costringendo i clienti a servirsi dei suoi appaltatori, Apple sta deliberatamente compromettendo la sicurezza di noi tutti.” Morale della favola: se volete stare sereni ogni volta che portate in riparazione il vostro smart-phone, traslocate le vostro foto intime su un altro dispositivo, oppure più comodamente, tenetele tutte in una cartella protetta da password, in modo che i ficcanaso digitali non potranno farsi gli affaracci vostri. 





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