Interessi protetti - Tempo libero -  Redazione P&D - 06/06/2010

VACANZE, LE AGENZIE DI VIAGGI ONLINE FINISCONO NEL MIRINO DELL'ANTITRUST

ROMA - Sono sempre più cliccati e utilizzati per prenotare voli e alberghi in Italia e all'estero o anche solo per sognare davanti al pc una vacanza in qualche paradiso caraibico.
Adesso, però, le agenzie di viaggi online come Expedia Italy, e-Dreams e Opodo Italia finiscono sotto la lente dell'Antitrust per verificare se i prezzi e le offerte pubblicizzati siano poco chiari, come lamentato da alcuni consumatori.
L'Autorità garante della concorrenza e del mercato, secondo quanto apprende l'Ansa, ha infatti aperto tre istruttorie verso le tre società per «pratiche commerciali scorrette» dopo che erano arrivate molte denunce anche attraverso il Contact Center dell'Autorità (800.166661).
Rischiano, come da prassi, sanzioni fino a un massimo di 500 mila euro.

MANCANZA DI TRASPARENZA - La decisione arriva nel solco di quelle prese nel 2009 dall'Autorità nel comparto viaggi e turismo dove sono state inflitte sanzioni per oltre 2 milioni di euro.
Anche in questo caso l'Antitrust aveva sanzionato la differenza fra quanto pubblicizzato e quanto poi effettivamente offerto.
Sarà compito dell'Antitrust, quindi, analizzare i modi con cui le tre aziende (Expedia, e-Dreams e Opodo) pubblicizzano su Internet i servizi e riscuotono i pagamenti dei pacchetti vacanza, soggiorni e voli. In molte denunce si lamentava infatti la mancanza di trasparenza delle informazioni fornite.
I consumatori chiedono in particolare di verificare le modalità di promozione delle offerte utilizzate dalle agenzie online sui rispettivi siti che, secondo loro, non consentono di conoscere, da subito, il reale livello dei prezzi dei servizi pubblicizzati e le altre condizioni di prenotazione.
L'indagine dovrà anche accertare se i prezzi pubblicizzati vengano tempestivamente aggiornati e se corrispondano a offerte effettivamente acquistabili.
Nel caso di Expedia ed e-Dreams, poi, le istruttorie dovranno verificare le ragioni della prassi, lamentata da alcuni consumatori, in base alla quale le aziende trattengono somme per transazioni non effettuate anche per periodi di tempo significativi.

(fonte: Ansa)