Interessi protetti - Beni, diritti reali -  Redazione P&D - 05/03/2019

Usucapione: esempi concreti di fattispecie probatorie - RM

 Chi agisce in giudizio per essere dichiarato proprietario di un bene, affermando di averlo usucapito, deve dare la prova di tutti gli elementi costitutivi della dedotta fattispecie acquisitiva e, quindi, non solo del "corpus", ma anche dell'animus; quest'ultimo elemento, tuttavia, può essere desunto in via presuntiva dal primo o, anche, può essere dimostrato con scritti o con la prova di dichiarazioni univoche, ovvero di univoci comportamenti (si veda, amplius, il volume "Usucapione di beni mobili ed immobili", Riccardo Mazzon, seconda edizione, Rimini 2017).

Si pensi, ad esempio, a situazioni nelle quali i possessori, interpellati dal tecnico comunale per il permesso all'interramento nel fondo dell'acquedotto comunale, invitino quest'ultimo a rivolgersi all'intestatario del bene oppure a fattispecie nelle quali, chi si pretenda possessore usucapiente, non abbia, in realtà, fatto fronte alle obbligazioni dipendenti dalla cosa che assume aver usucapito:ad esempio, l'animus rem sibi habendi, necessario a che il potere di fatto sulla cosa integri possesso idoneo all'acquisto per usucapione, non resta di per sé escluso dalla circostanza che detto potere venga esercitato dal venditore, dopo il trasferimento della proprietà del bene in favore dell'acquirente, non implicando tale trasferimento l'automatica trasformazione del possesso in nome proprio in detenzione in nome e per conto dell'acquirente; peraltro, in detta situazione, la ricorrenza dell'indicato requisito soggettivo postula un inequivoco comportamento del possessore, che evidenzi il suo intento di considerarsi e farsi considerare ancora come titolare del diritto dominicale.

Si tenga, in argomento, altresì conto dei seguenti orientamenti:

- rispetto alla prova esperita nel giudizio di primo grado per l'accertamento dei requisiti oggettivo e soggettivo del possesso ad usucapionem, è da considerarsi “prova nuova” quella diretta a dimostrare l'avvenuto riconoscimento (quale atto interruttivo del termine utile per l'usucapione) del diritto reale da parte del possessore, qualora costituisca un fatto del tutto diverso da quelli formanti oggetto della prova espletata in primo grado;

- la norma dell'art. 1143 c.c., secondo cui quando il possessore attuale vanti un titolo a fondamento del suo possesso si presume che esso abbia posseduto dalla data del titolo, è ispirata alla considerazione che normalmente l'acquisto della proprietà o di un diritto reale in base ad un titolo comporta anche l'acquisto del possesso, talché non è dettata per l'usucapione ventennale perché in relazione a questo istituto la sussistenza del titolo a fondamento del possesso non avrebbe alcun significato, non avendo il possessore munito di titolo concretamente idoneo (e, quindi, valido) alcuna necessità di invocare l'usucapione ai fini della prova del dominio o di altro diritto reale;

- la concessione edilizia non è idonea a comprimere diritti dei terzi, né la data di rilascio della medesima può dar prova inconfutabile dell'inizio dei lavori e della loro ultimazione, potendo dipendere da un omesso accertamento della P. A. sull'attività materiale autorizzata;

- non configura fatto idoneo a manifestare inequivocabilmente la volontà di tenere il bene come proprio la mera costruzione, su una striscia di terreno detenuta a titolo precario, di una gradinata di accesso ad un bene proprio in quanto, affinché un precarista possa invocare l'acquisto della proprietà del bene per intervenuta usucapione, occorre che dimostri innanzi tutto l'"interversio possessionis" che, se avviene per opposizione del detentore (art. 1141, comma 2, c.c.), deve rivolgersi contro colui per conto del quale la cosa è detenuta e deve consistere in atti o fatti idonei a manifestare inequivocabilmente la volontà di tenere il bene come proprio;

- il fatto di aver concesso in locazione a terzi un fabbricato, non può esser ritenuto, isolatamente considerato, un atto di dominio (ad esempio relativamente all'usucapione di fabbricati di proprietà comunale costruiti nel 1940 per la difesa antiaerea da parte dell'Amministrazione finanziaria dello Stato), perché il contratto di locazione può esser stipulato anche da soggetto diverso dal proprietario, purché abbia la disponibilità di fatto della cosa in base a titolo non contrario a norme di ordine pubblico, mentre il possesso deve corrispondere all'esercizio della proprietà o di altro diritto reale, non ravvisabile nel mero godimento di una cosa ove non si traduca in un'attività materiale incompatibile con l'altrui diritto;

- la trasformazione della detenzione in possesso utile "ad usucapionem" deve essere provata con il compimento di idonee attività materiali in opposizione al proprietario.