Responsabilità civile - Generalità, varie -  Paolo Cendon - 13/06/2019

Una brutta sentenza di cassazione

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Pessima decisione della Cassazione - Cassazione civile, sez. III, sentenza 31 maggio 2019, n. 14886 - che ci fa tornare indietro ai tempi delle sentenze di S.Martino, che credevamo superati per sempre, ma i cui tristi stendardi, a undici anni di distanza, tornano invece a farsi sentire ogni tanto.

Evidentemente le bocce alla terza sezione sono meno ferme e salde di quanti speravamo.

Immaginare ancora che anche in sede contrattuale il motivo dell'inviolabilità del diritto colpito, già discutibile a livello aquliano, abbia un rango decisivo, fa ridere se non piangere.

Anche il resto della pronuncia, pur se è vero che i danni inesistenti non vanno risarciti, fa pena. Dalla parte dei soggetti forti, contro i soggetti deboli.

Si ha l'impressione che i giudici di Cassazione non abbiano mai fatto i pendolari in treno. Vergogna, vergogna. Eppure dovrebbero sapere, a Roma, che attraverso lo strumento del quantum si può sempre moderare e contenere l'effetto di una pronuncia lucida e generosa sul terreno dei principi.

E poi un po' di coerenza: come fai cara Cassazione (cara per modo di dire certe volte ...) a non vedere che la colpa grave di un ente che non fa nulla per migliorare la condizione di certi treni e di certi viaggiatori è proprio quello che occorre sanzionare. Non vuoi proprio che la tua mano destra sappia quello che fa la mano sinistra?

Si ha l'impressione che alcuni giudici arrivino in Cassazione, e soprattutto alla terza sezione, senza aver mai studiato o capito granché: chissà che professori avevano all'università, con chi si sono laureati, se sentono mai la Trota di Schubert o se vedono i film di Bunuel, che testi hanno usato per prepararsi al concorso ... magari quelli del mio amico Francesco Gazzoni, grande polemista, coi piedi saldamenti piantati nel pleistocene, almeno su certi aspetti del diritto privato.

Secondo me sentenze simili, così cieche, impaurite, conformiste, stolide, sono anche più preoccupanti dei recenti scandali con Palamara, Lotti e Ferri ... povera Italia!

Noi certo non ci spaventeremo, c’è chi perde sempre le battaglie, ma alla fine vince le guerre.

Intanto occorre continuare a indignarsi, ad arrabbiarsi, senza magari cessare di sorridere.

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