Amministrazione di sostegno - Finalità della legge, destinatari -  Redazione P&D - 14/06/2006

Trib. Bologna, 14 giugno 2006, pres. Sardo, rel. Sbariscia - DISTURBI PSICHICI LEGGERI, PUO' NON SERVIRE NESSUNA PROTEZIONE GESTIONALE - Paolo CENDON



L'odierno procedimento per interdizione scaturisce dal provvedimento del Giudice Tutelare del Tribunale di Bologna del 20 ottobre 2005, con il quale l'Ufficio del Pubblico Ministero veniva informato che XX, affetta da schizofrenia di tipo paranoide da lunga data, e alla quale lo stesso Giudice Tutelare aveva nominato in via d'urgenza un amministratore di sostegno (nella persona dell'avv.to Ciampa), aveva in tutta fretta abbandonato la Comunità denominata "Solidarietà Familiare" che la ospitava per andare a vivere con tale Ben Raies Faouzi, nato a L'Isola di Adam (F) il 27.6.1970, senza fissa residenza nel territorio dello stato italiano, dal quale pareva invero essere totalmente soggiogata; 

la XX aveva infatti deciso di seguirlo in una casa colonica nelle campagne del comune di Molinella, ove alloggiavano altri sette cittadini stranieri non meglio conosciuti. Nello stesso provvedimento si informava il Pubblico Ministero che il Ben Raies Faouzi, impiegando tutti i risparmi della XX, aveva acquistato una autovettura che aveva intestato alla stessa e sulla quale egli circolava. 

Rilevato dunque, dal Giudice Tutelare, come la beneficiaria pareva non fosse consapevole delle decisioni che andava ad assumere, invitava il Pubblico Ministero ad assumere le necessarie determinazioni di sua competenza.

Successivamente, alla udienza del 19 dicembre 2005 fissata dal Giudice tutelare, gli stessi Servizi Sociali del Comune di Anzola dell'Emilia, dopo avere sentito la XX, anch'essa comparsa in udienza, chiedevano dichiararsi estinto il relativo procedimento. Il Giudice Tutelare, con provvedimento reso nella stessa udienza, verificato che non vi era necessità di nominare un amministratore di sostegno in via definitiva, dichiarava chiusa la amministrazione ed estinto il procedimento relativo.

Nella udienza in questione la XX aveva dichiarato di vivere a Porto Maggiore insieme agli amici del Ben Raies Faouzi (riguardo al quale dichiarava come egli fosse stato rimpatriato), e che preferiva vivere con loro, non riponendo più fiducia nei Servizi Sociali. Dichiarava altresì di essere in cura dal dott. Gorini e di non avere bisogno di alcun aiuto ad eccezione che di quello del predetto curante.

All'udienza dell'8 febbraio 2006, davanti al Giudice Istruttore la XX mostrava di essere perfettamente orientata nel tempo e nello spazio e di essere pienamente consapevole delle ragioni della sua presenza in tribunale nel corso del procedimento promosso nei suoi confronti per interdizione dal P.M. Riferiva correttamente della propria situazione personale e dei rapporti con i propri familiari; riferiva correttamente circa la sua attuale collocazione nella Casa di Accoglienza in Sabbiuno (Castelmaggiore); dichiarava di opporsi alla nomina di un tutore o amministratore ritenendo di non averne bisogno.

Nella stessa udienza veniva sentito il dott. Gorini, medico curante della XX, il quale dichiarava che l'interdicenda era affetta da disturbo borderline della personalità, patologia che aveva determinato in lei un timore della solitudine superiore alla normalità tanto che la spingeva a ricercare continuamente relazioni affettive e che, per contro, alcuna ricaduta rivestiva sul piano della capacità di gestire gli interessi di natura economica, comportando solo alterazioni nella sfera affettiva. 
Aggiungeva che la XX al momento assumeva una terapia di mantenimento minima, tranquillante, in dose di media entità, essendo pienamente collaborante nella assunzione.

Dalla documentazione in atti, ed in particolare dalla certificazione rilasciata dal precedente curante della interdicenda, dott. Angelo Grossi, il 3 febbraio 2006, risulta in capo alla medesima una diagnosi di Psicosi in oligofrenia di grado lieve; attualmente, dal punto di vista psicopatologico, la paziente non mostrerebbe alterazioni né del contenuto né della forma del pensiero né dispercezioni o patologie a carico dell'umore. Riferisce il curante che la paziente ha stabilito con il Centro di Salute Mentale un buon rapporto di cooperazione ed ha accettato il progetto terapeutico che comprenderà l'inserimento in una struttura con un livello di protezione inferiore alla sistemazione precedente.