Deboli, svantaggiati  -  Redazione P&D  -  22/05/2023

Trentino, mamma e figlio di 4 anni trovati morti sotto un ponte del Torrente Noce

L'allarme è scattato grazie ad alcuni automobilisti che hanno notato l'auto della donna sul ponte con le portiere aperte e senza nessuno a bordo

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Una madre di 41 anni, Veronica Amistadi, e suo figlio di 4, sono morti dopo essere precipitati dal ponte di Mostizzolo in Val di Sole in Trentino. I loro corpi sono stati recuperati il 21 maggio mattina nelle acque del torrente Noce, località Mostizzolo di Cles, in Trentino, sotto un ponte alto quasi 90 metri noto alle cronache per i suicidi. A dare l'allarme, intorno all'una della notte tra sabato e domenica, erano stati alcuni automobilisti di passaggio che avevano notato un'auto abbandonata sul ponte: le porte erano aperte e all'interno dell'abitacolo non c'era nessuno. 

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Immediato l'intervento dei carabinieri della compagnia di Cles che hanno subito dato l'allerta. Le operazioni di ricerca, scattate nella notte tra 20 e 21 maggio, hanno visto impegnati vigili del fuoco volontari di Malè, Cis e Taio, uomini del soccorso alpino, personale sanitario, gruppo speleologico e un elicottero. Solo alle prime luci dell'alba è stato possibile individuare i due corpi senza vita, trovati a poca distanza l'uno dall'altra dal greto del torrente Noce.

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L'ipotesi è che Veronica Amistadi si sia volontariamente gettata dal ponte, trascinando con sé anche il figlio, che poche ore prima era stato riaccompagnato dal padre, suo ex compagno da cui si era da tempo separata, a casa di lei: indirizzata proprio a lui avrebbe anche lasciato una lettera indirizzata all'ex compagno e padre del piccolo. Intanto la procura ha aperto un fascicolo per istigazione al suicidio: un atto dovuto per permettere gli accertamenti necessari a capire qualcosa di un gesto che per tutti quanti l'hanno conosciuta resta senza spiegazione.

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Franco Bazzoli, sindaco di Sella Giudicarie, il paese in cui abitano i genitori di Amistadi, ha parlato, per esempio, di "una tragedia veramente senza spiegazione". Sottolineando che si trattava di una "ragazza a cui non mancava niente. Il suo è un gesto che non mi spiego". Veronica Amistadi era di Roncone, in alta valle del Chiese, ma risiedeva a Trento, dove lavorava per un'azienda farmaceutica dopo aver conseguito una laure in economia. "L'ho vista in paese domenica scorsa con il suo bambino", ha aggiunto Bazzoli. "Quando i carabinieri mi hanno chiamato dicendomi il nome, non ho pensato che potesse essere lei, lo escludevo completamente".

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Di lei ha parlato anche don Celestino Riz, parroco di Roncone, in un videomessaggio: "Pesante, davvero pesante è il carico di dolore che abbiamo nel cuore. Siamo stati nuovamente colpiti da una grande tragedia. Una tragedia che non sappiamo esprimere, non sappiamo dire, non ci sono parole. O meglio ancora: non ci sono pensieri, la nostra testa è bloccata, ci sembra impossibile, incredibile".

 




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