Cultura, società - Opinioni, ricerche -  Marco Faccioli - 01/02/2020

Te lo do io il prestito!

Oggi affronteremo un argomento delicato: quello di chiedere soldi alle banche e/o alle finanziarie. Nell'odierna epoca della Rete, anche questa spiacevole incombenza nasconde dei retroscena che forse tutti noi dovremmo conoscere. Partiamo dall'inizio, seguendo la possibile trafila di un comune cittadino, che chiameremo Mario, intenzionato ad accedere a un finanziamento per soddisfare un suo bisogno, o anche solo per togliersi uno sfizio. Pronti? ...via! Mario, giovane uomo e al passo coi tempi (quindi connesso a internet, iscritto sui social media, e dotato di un PC che utilizza per lavoro e per diletto), si sveglia una mattina e decide di comprasi una moto. Una bella moto, di quelle che difficilmente si possono acquistare semplicemente utilizzando i soldi che si hanno sul conto corrente; ragione per cui, giocoforza, si rende necessario farsi prestare soldi da altri. Mario, scartata l'ipotesi di chiedere un aiuto a famigliari ed amici, decide quindi di rivolgersi alle banche o alle finanziarie. E fin qua nulla di strano, è una pratica cui ricorriamo abitualmente tutti quanti. Inizia dalla banca “A” ma, anziché andare allo sportello e chiedere informazioni all'ufficio prestiti, decide, più comodamente, di mettere mano al PC per smanettare sul sito della stessa dove, in poco tempo, effettua una simulazione di prestito inserendo, nell'apposita sezione, la somma di cui necessita e il numero di rate che farebbero al caso suo. In pochi secondi il sistema dà il suo responso: ad esempio: 350 euro per 36 mesi. Mario storce il naso, avrebbe sperato in condizioni migliori, per cui decide di fare una seconda simulazione sul sito della banca “B” per poi, sempre per farsi un'ulteriore idea, verificare anche su quello di “C” e di “D”. Ora Mario inizia a farsi un'idea di quel che lo aspetta qualora decidesse di acquistare la moto che desidera ...ma non è il solo, potremmo dire, ad essersi fatto un'idea della situazione. Il sistema del credito bancario è oramai dotato da tempo di un potente e raffinato algoritmo (vero e proprio Moloch dei nostri tempi) che, dopo la terza simulazione di prestito in Rete di Mario inizia ad “accendere una lucina rossa” su di lui, ovviamente a sua insaputa, per identificarlo come “soggetto a possibile rischio creditizio”. Perchè questo? Ovvio: se Mario inizia ad informarsi a destra e a sinistra per avere una certa somma, vuol dire che non ha quella corposa e sicura disponibilità finanziaria che fa dormire sonni tranquilli alla banca erogatrice. Il che, tradotto, potrebbe anche voler significare che il prestito a Mario potrebbe anche non essere concesso una volta richiesto. E non è finita qui: sono in fase di sperimentazione dei sistemi che potranno controllare anche gli amici Facebook di Mario e, se tra questi vi saranno dei cattivi pagatori già schedati, il “grading finanziario” del nostro amico potrebbe subire un ulteriore peggioramento e la possibilità di ottenere il prestito potrebbe ulteriormente allontanarsi. Per cui, nell'attesa che Facebook, tra i dati personali degli utenti, inserisca anche la capacità finanziaria, stiamo sempre attenti a chi diamo l'amicizia.