Cultura, società - Intersezioni -  Redazione P&D - 01/06/2019

Svastiche o poesie? La gara continua - M.R.P.

A Fiumicino qualcuno usa i muri per esprimersi (come sulle porte dei bagni pubblici per esempio) e traccia svastiche, cioè il simbolo della violenza fascista e nazista che ha ucciso milioni e milioni e milioni di persone, per lo più tra l’altro innocenti e civili. Ora l’idea interessante è stata ricoprire queste svastiche con delle poesie di Leopardi, Shakespeare e Ungaretti.

Ebbene il giorno dopo sopra le poesie ecco di nuovo le svastiche.

https://www.greenme.it/vivere/costume-e-societa/31801-fiumicino-svastiche-poesie?fbclid=IwAR1BtC6PTsEQHhtMTvPQq2bhMtiWDe_n9uvjvJixMj-KDfA4QSCyLWcLBBg

Perché?

Purtroppo credo sia così: ci sono nella specie homo sapiens quelli che credono nella poesia e quelli che credono nella violenza. In ognuno di noi ci sono due anime, dobbiamo scegliere: poesia o violenza. Pensiamoci in ogni nostro gesto. Chi non pensa invece è svastica e basta.

Ma in chi è svastica e basta, e questa è la buona notizia, di fronte alla parola, alla poesia, di fronte alla bellezza monta la paura. Paura verso un mondo sconosciuto: forse a farglielo conoscere, anzi sentire qualcosa cambierebbe.

In pochi, ma insomma sarebbe un inizio.

Cari svastica siate coraggiosi, leggete Leopardi!