Deboli, svantaggiati - Generalità, varie -  Laura Provenzali - 25/05/2019

Sportello di prossimità (da Genova)

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Ho postato sulla pagina facebook DM Liguria le immagini della commemorazione della strage di Capaci.

Nell’aula di tribunale ci siamo ritrovati in tanti, magistrati, avvocati, volti noti e meno noti che ogni giorno animano il palazzo, ognuno con il suo ruolo, però insieme, senza barriere o distinguo ma, al contrario, saldamente uniti negli ideali.

Insieme abbiamo applaudito i nomi delle vittime, pronunciati uno per uno, di quel giorno di 27 anni fa e il ricordo delle perdite che hanno colpito anche l’avvocatura.

Pur semplice, di quella semplicità molto ….. “genovese”, è stata un’occasione genuina, con le emozioni in libertà e credo abbia restituito un po’ a tutti i presenti il senso di appartenenza al grande albero della Giustizia, quella con la g maiuscola, che ci impegniamo a rendere nella quotidianità.

Mi sono chiesta cosa abbia reso speciale questa circostanza e penso che la risposta giusta sia lo stato d’animo dei presenti, positivo e propositivo, la voglia di guardare avanti, di esaltare quanto funziona e rimediare a quanto non va.

Ho pensato che saremmo tornati ai rispettivi impegni confermati nelle scelte e consapevoli che, se tanto è stato fatto, molto ancora resta da fare ma è fondamentale affrontare il percorso con il dialogo, il confronto deteso, la critica costruttiva.

Poco dopo noi del gruppo “Sportello di Prossimità” ci siamo riuniti all’Ordine per fare il punto sull’andamento dell’iniziativa.

I dati sono confortanti, i cittadini arrivano, chi chiede informazioni sull’AdS, chi deposita ricorsi, chi deposita rendiconti.

Ad accoglierli un team Asl-Comune-Ordine Avvocati a supporto dell’utenza affinché il raccordo con l’ufficio del Giudice Tutelare sia il più possibile fluido e lieve.

Non c’è trucco, non c’è inganno, per quanto ci riguarda la partecipazione è volontaria, gratuita e vige il divieto più assoluto di accaparrarsi della clientela.

Fra i requisiti richiesti, rivestire il ruolo di AdS, avere quindi contezza della materia.

Ho osservato i Colleghi nel mentre le esperienze erano poste a confronto e mi si è aperto il cuore perché, più che dare risalto ai successi, la preoccupazione comune è stata come migliorare il servizio, come fare e dare di più.

Per la seconda volta lo stesso pensiero, usciamo da qui confermati nelle scelte e propositivi…

Non c’è il due senza il tre, Paolo, ed è vero.

Torno in studio e prendo contatto telefonico con i familiari di una Beneficiaria appena affidatami e conosciuta.

Abitano distante, diciamo in centro Italia, sono a loro volta anziani, la sanno sola e sono molto preoccupati specialmente ora che è malata.

Ci parliamo, ci spieghiamo, ci intendiamo (hanno messo il vivavoce e riusciamo a sentirci tutti). No, nessuna forzatura, nessuna prevaricazione. Si, rispetto, attenzione, scelte condivise.

Dice che al più presto vogliono venire a trovarla e quella sarà l’occasione per incontrarci di persona, perfetto, replico, porterò anche la focaccia.

Ci salutiamo, sento un attimo di silenzio, poi “Grazie avvocato, adesso siamo più tranquilli”.

Quel grazie per me vuol dire tanto, vuol dire tutto e riassume le emozioni che ho vissuto in questa densa giornata.

Quel grazie te lo porgo e lo faccio anche mio con sincero affetto.