Deboli, svantaggiati - Persone con disabilità -  Redazione P&D - 08/06/2019

Società, volontà e disabilità - Anna Chiricosta

Il limite di chi crede ancora nel duo automa-disabile.

Siamo nel 2019 eppure essere disabili, o avere un qualche tipo di handicap, oggi è difficile.
È difficile poiché, noi come società, ancora non riusciamo ad accettare il
‘diverso’ e la non accettazione di questo da parte della società, di conseguenza, porta sempre più alla non accettazione del sé.
Una questione che andrebbe compresa fino in fondo è che, in realtà, siamo tutti estremamente diversi perché abbiamo storie,
anima ed ‘essere’ diversi.
Compreso come chiunque possa rientrare nell’accezione del diverso, adesso andrebbe anche preso
in considerazione un altro problema etico-sociale legato alla disabilità e ovvero di come la persona disabile sia comunemente additata come la ‘povera’ della situazione, seppur in senso di protezione e difesa.
Spesso un cruccio nella vita di un disabile è proprio la percezione emarginata che di egli si ha nella pubblica opinione. Questo accade perché spesso egli è inteso poco come risorsa (da impiegare in settori specifici di ricerca e prototipizzazione di tangibili realtà ergonomiche) e molto di più come soggetto limitato nelle sue attività.
Ciò di cui proprio non si riesce a rendersi conto è che anche i disabili, gli economicamente svantaggiati, gli omossessuali sono soggetti aventi passioni e pulsioni che li definiscono. In queste macro-aree forgianti l
essenza umana rientrano sicuramente due classici come la bellezza e la sessualità ma per capire come siamo piuttosto indietro con il processo di cambiamento e progresso basta prendere in considerazione esempi banali, quali la cellulite o il make-up, che rientrano proprio nella prima categoria, e pensare che si crede ancora che il disabile presti molta meno attenzione a questi accorgimenti rispetto una persona senza alcun tipo di handicap.
Con un pizzico di pessimismo concludo affermando che come esseri sociali predichiamo tanto l
inclusione dei diritti della nicchia ma siamo portavoce di giudizi scomodi e imparziali sulla pelle altrui. Una sconcertante realtà che può e deve essere abbattuta anche per chi non ha più la forza di urlare e difendere i propri diritti.