Cultura, società - Intersezioni -  Redazione P&D - 05/07/2019

Siccità in Valsesia - M.R.P.

La Valsesia (zona montana ai piedi del Monte Rosa in provincia di Vercelli) era considerata la Valle più verde d’Italia perché molto piovosa, uno dei detti era che un valsesiano aveva sempre l’ombrello in mano. Ora c’è un’ordinanza del sindaco di una cittadina valsesiana per via della siccità.
La cosa che mi colpisce è che la gente non capisce. Siccome ci sono stati dei temporali, anche violenti, si è dimenticato che l’inverno è stato ARIDO, che non è nevicato MAI, in sostanza la gente non sta dietro ai cambiamenti che lei stessa col suo modo di vivere provoca.
Allora i commenti sono increduli: ma se è piovuto! Oppure dopo la grande siccità e i grandi terribili incendi se piove un po’ di più subito si dice la frase che si diceva qualche anno fa, “andrà avanti per un mese”, ma che ora non vale più.
Io credo che tutti gli esseri umani, a parte pochi casi, vivano così: increduli, in ritardo sui cambiamenti che provocano, ancorati all’è sempre stato così, quando il sempre vuol dire poche migliaia di anni, un attimo rispetto al tempo dell’universo.
Non sappiamo, poveri noi, di essere piccoli, invisibili, ininfluenti se non per la nostra Terra, non sappiamo che siamo arrivato da poco e che pochissimo dureremo.
Non piove in Valsesia e non ci crediamo, siamo una specie complessa e insieme così impaurita da credere che nulla mai per noi cambierà.
Rimuoviamo la nostra morte individuale e a maggior ragione quella del pianeta, eppure, gente, non piove in Valsesia, i ghiacciai si sciolgono più rapidamente del previsto, facciamo strage di animali e il tempo è agli sgoccioli.
In questo tempo agli sgoccioli io piango le vittime non umane e le future generazioni che non esisteranno mai.
Baci e abbracci a tutti.