Deboli, svantaggiati - Deboli, svantaggiati -  Alceste Santuari - 25/03/2019

Servizio di trasporto malati ed enti non profit – Corte UE C-465/17

La Corte UE, sez. III, con sentenza 21 marzo 2019, C-465/2017, ha ribadito quanto segue:

-) che il servizio di trasporto malati può essere affidato senza procedura pubblica se ha carattere d’urgenza ed è prestato da un ente senza scopo di lucro

-) la bontà della procedura di selezione privata, posta in essere dall’ente locale tedesco, in quanto i servizi in questione rientrerebbero tra quelli “di prevenzione contro i pericoli” per i quali non trova applicazione la direttiva quando siano forniti da organizzazioni e associazioni senza scopo di lucro;

-) l’assistenza ai pazienti in situazione di emergenza resa in un veicolo di soccorso da parte di personale specializzato rientrerebbe nella categoria dei “servizi di salvataggio”, mentre il trasporto in ambulanza qualificato può configurare un “servizio di ambulanza”, laddove abbia carattere di urgenza (cioè si dimostri che esiste un rischio oggettivamente apprezzabile di peggioramento del paziente durante il trasporto, che necessita di personale specializzato);

-) ne discende che in questo secondo caso non è necessaria la gara;

-) la condizione effettiva del paziente funge da criterio distintivo tra il servizio di ambulanza diretto a coprire un’emergenza (escluso dall’applicazione della direttiva ai sensi dell’articolo 10, lettera h) ed il semplice trasporto dei pazienti, soggetto a procedure di appalto pubblico “alleggerite”;

-) esulano dall’emergenza tutte le ipotesi di “mero trasporto” del paziente, cui non si accompagna una specifica prestazione medico-sanitaria e che potrebbe essere rese con qualsiasi mezzo di trasporto;

-) affinché la prestazione in parola possa considerarsi “estranea” all’ambito di applicazione della Direttiva sugli appalti, occorre che essa sia erogata da organizzazioni senza scopo di lucro;

-) devono considerarsi organizzazioni senza scopo di lucro la cui attività risulti a beneficio della collettività senza perseguire alcun tipo di profitto o, comunque, che l’eventuale profitto sia reinvestito nella sua attività istituzionale.

La sentenza de qua permette di chiarire il quadro normativo delineato dal Codice del Terzo Settore, che individua proprio nelle associazioni le organizzazioni “preferite” a sottoscrivere convenzione per il trasporto sanitario di urgenza ed emergenza (art. 57, CTS).

L’attività di trasporto sanitario di urgenza ed emergenza può dunque essere legittimamente affidato alle organizzazioni di volontariato in forma diretta, in assenza di procedure ad evidenza pubblica, circostanza che dunque esclude tale rapporto di partnership tra P.A. ed ente del terzo settore esclusa dall’internal market rule (rectius: dal principio di libera concorrenza).  I giudici europei (e anche quelli amministrativi italiani), in questi ultimi anni, sono stati chiamati a rispondere ai seguenti quesiti: il servizio di trasporto sanitario, in forza della componente di trasporto in esso contemplata, deve considerarsi un’attività economica, come tale annoverabile tra i servizi cui estendere le disposizioni in materia di procedure ad evidenza pubblica? Oppure, in considerazione della finalità che l’attività di trasporto intende realizzare, segnatamente, quella di affermare e garantire il diritto alla salute, inteso quale diritto fondamentale dei cittadini, essa può ritenersi legittimamente oggetto di affidamenti diretti a favore di talune organizzazioni che rispondono a determinate caratteristiche?

L’art. 57 CTS ha risposto in modo affermativo alla seconda domanda.