Cultura, società - Opinioni, ricerche -  Laura Tavelli - 27/11/2019

Seconda gioventù?

Si arriva ad una età, in concomitanza solitamente con la pensione, in cui soprattutto l’uomo, vedovo magari da tempo, sente la mancanza di una donna accanto a se’: i più intraprendenti si dirigono in posti caraibici o asiatici, apprezzando il sole locale, altri si accontentano di risposarsi per procura con mauritiane o malgasce, come accade per lo più in Francia, altri ancora con la propria badante, altri si accontentano di avere la badante, per la maggior parte scelta e voluta dai figli, che li cura. Il Tutto, chi più chi meno , prosegue per il meglio: il genitore viene accudito e per i figli o nipoti non è di “peso”, almeno fin quando non arriva il decesso del parente. In quel momento, fulmini e saette investono i figli: testamenti saltano fuori e sorprese ereditarie appaiono. I figli o nipoti ereditari si disperano. Del resto la situazione è complicata anche perché molto spesso gli accuditi si sentono abbandonati dai loro stessi familiari. “Non giudicatemi male, cari nipoti - questo il contenuto del testamento pubblicato dal Giornale di Brescia - ma se sono arrivata a queste scelte è perché mi sono sentita abbandonata da tutti. E come voi non avete sentito nessun obbligo nei miei confronti, allora io mi sento libera di disporre dei miei averi come meglio credo”. Scrive con testamento olografo una donna, oggi 92enne, che lascia alla badante la casa e ai nipoti il negozio. Ovviamente il buon senso, se non l’affetto verso il proprio caro, dovrebbe prevalere e vincere il rapporto intergenerazionale, che dovrebbe far recuperare ed apprezzare quelle attività che il familiare è ancora in grado di svolgere. Lui/ lei, con la loro esperienza, non sono da accantonare, ma da rivalutare: loro sono il nostro passato, al quale si può attingere per non ricadere in eventuali errori e contestualmente sviluppare quella solidarietà umana di benessere. Tutti del resto, si spera, arriveremo all’età pensionabile e Tu vorresti essere messo da parte?
E intanto cause penali e civili incalzano nei vari tribunali. Non sempre, però, le badanti vengono assolte dal reato di circonvenzione di incapace e il testamento viene considerato valido. Quanto accaduto recentemente nelle aule del tribunale di Brescia, lo dimostra : badante, figlio della badante, entrambi moldavi, avrebbero indotto un imprenditore alberghiero bresciano del Garda 92enne e incapace di intendere e volere a firmare un testamento con cui sarebbero stati nominati eredi universali del patrimonio dell’anziano, pari a 3 milioni di euro. All’apertura del testamento dopo la morte dell’anziano, i figli hanno scoperto che il genitore aveva designato come eredi unici la badante moldava , e il figlio della donna, ma già erano riusciti ad ottenere dall’anziano, ancora in vita, 250 mila euro in contanti, consegnati in tempi diversi, senza che i parenti più stretti se ne accorgessero. Il giudizio è ancora in corso.
Il nodo cruciale è l’effettiva capacità di intendere e di volere del testatore al momento della stesura del testamento e pertanto se è sussistita la circonvenzione di incapace.
Ricordiamo, comunque, che in Italia il testatore non è completamente libero di disporre del proprio patrimonio. La legge, infatti, tutela i parenti più prossimi - figli, coniuge ed ascendenti - riservando loro una parte di eredità ( quota indisponibile) che non può esser sottratta nemmeno con il testamento.
Non per questo, però, dobbiamo pensare ad una società futura che “si dimentica” dei nostri meno giovani presenti sul territorio e sempre più in aumento, un patrimonio culturale da proteggere e da rivalutare.


Il testamento - disciplinato dal Codice Civile - è quell’atto “revocabile con il quale taluno dispone, per il tempo in cui avrà cessato di vivere, di tutte le proprie sostanze o di parte di esse”. Deve essere stilato di proprio pugno, se testamento olografo, e solitamente inizia con “Io sottoscritto/a, nel pieno possesso delle mie facoltà, dispongo che alla mia morte… luogo , data e sottoscrizione.
Il testatore, con il testamento, pertanto, può decidere a chi lasciare i propri beni, ma per la sola quota disponibile: se decide, quindi, di destinare il patrimonio ereditario senza tener presente la quota di legittima o indisponibile, il testamento è considerato valido ed efficace fino a quando l’erede o gli eredi legittimi non richiedono in giudizio la quota che la legge riserva loro.