Pubblica amministrazione - Generalità, varie -  Maria Rosa Pantè - 09/01/2018

Salviamo la scuola

Si parla di nuove tecnologie, si parla di social e ci si lamenta dell’ignoranza e dell’inciviltà. Si nota il linguaggio sgrammaticato, che esprime un pensiero piccolo e una fragilità di opinioni allarmante.
Si dice che mancano diplomati, ingegneri. Si proclama che però in Italia i laureati non hanno condizioni adeguate di lavoro. Si piange sul fatto che i cervelli dei nostri ragazzi sono in fuga.
Siamo il popolo europeo che legge meno. Abbiamo il più alto tasso di analfabetismo di ritorno. Cioè molti di quelli che potrebbero leggere questo articolo non lo capirebbero più. Saprebbero che una -a- è una – a- ma non capirebbero più i concetti.
Non parliamo di calcoli. I numeri, fosse per la maggioranza degli Italiani, andrebbero aboliti, anzi lasciati ai terribili professori di matematica. Terribili e sfigati si intende. Come tutti coloro che mostrano un minimo di cultura. In questa Italia che si fa vanto di bellezze e arte che ha ereditato e di cui gode immeritatamente per lo più, in questa Italia ovviamente i fondi stanziati per la scuola e l’università sono i più bassi d’Europa, forse solo la Grecia ci sta dietro.
Cosa vuol dire? Che non si investe nel futuro, che non si spende per la formazione dei futuri professori (professoresse), medici, imprenditori (imprenditrici), politici, sarti (sarte), operai (operaie) ecc.
Purtroppo si vive di simboli e due simboli spiccano nel governo uscente: un ministro dell’Istruzione e dell’Università che ha un diploma triennale… e un ministro della salute che non è mai riuscita diventare medico.
Io sono per la riscossa dei laureati. Mi vanto di avere una laurea e una cultura bella solida e profonda. Mi faccio gloria di sapere scrivere e di avere ultimamente ricominciato a studiare qualcosa di matematica e di fisica. Sono orgogliosa di sapere un po’ di storia e sono contenta che non mi possano “fare fessa” con contratti fasulli e parole buttate al vento.
Sono fiera della scuola che ho frequentato perché mi ha formata così, sono fiera dei miei genitori per i quali la scuola era il mio diritto e dovere, il mio lavoro e un traguardo fondamentale.
Sono anche generosa, vorrei che tutti, ma proprio tutti avessero la mia fortuna. Una scuola davvero formativa, bella severa, ma entusiasmante. Famiglie che vogliono vedere figli sgobbare sui libri e li invitano a farsi una cultura. Imprenditori, come forse fu solo Olivetti o quasi, che chiedono che anche gli operai abbiano una cultura artistica, letteraria, scientifica.
Sono generosa, seminiamo una scuola così…  E per questo invito tutti a studiare, leggere, far di conto, scrivere, riappropriarsi della bellezza del SAPERE. Invito tutti a lottare per il bene del bene più importante: la scuola.
Senza una scuola che forma avremo per esempio medici mediocri, vi piacerebbe avere medici che non hanno fatto una buona università? Cari lettori e lettrici state diventando vecchierelli, in Italia si sa è così, davvero vorreste che vi curasse qualcuno che non ha imparato nulla? Qualcuno che ha frequentato una scuola per cui si speso poco, dove si sono usate un sacco di ore nell’alternanza scuola lavoro, dove alla fin fine si promuovono tutti e non esiste più l’idea di merito se non a parole?
Se non vi piacerebbe firmate qui: https://sites.google.com/site/appelloperlascuolapubblica/
un appello per parlare di scuola, parlarne tanto e in modo sempre più informato e consapevole. Parlare di scuola per essere tutti migliori, liberi e certamente più al sicuro!