Cultura, società - Opinioni, ricerche -  Luigi Trisolino - 05/12/2018

Rossa sposa galante

Di fronte ai razzismi, alle xenofobie, alle ingiustificabili ri-arretratezze culturali… di fronte agli utilizzi nefasti dei conformistici simboli di tendenza che tentano di chiudere l’umano all’umano, aprioristicamente: eccoci, nudi e veri! Di fronte a tutto ciò non posso che chiedermi dove dimora ancora quella virtù teologalcristiana, cibata dell’innovazione del Vangelo-buona novella, tanto formularizzata eppur tanto incompresa ai più da secoli e secoli!? Dinnanzi alle varie manifestazioni del neoassolutismo cultu(r)ale, sostanzialmente decristianizzante e retrogrado, nonché illiberale nel nostro tempo di post-verità e fattualità sapienziali eterogenee e dialettiche, dinnanzi all’incedere assopito dei più, tra fette di gente che inconsapevoli e attonite vagano in preda ad un neonichilismo (da intendere in senso etimologico e non meramente relativistico) che si nasconde dietro alle maschere dei valori di una volta, non mi resta che – a sera – ricordare, meglio se in compagnia, la luna rossa del venerdì 27 luglio 2018. E ricordando la luna, ricordare i versi della mia lirica “Rossa sposa galante”, che scrissi su un mio taccuino al buio quella sera sul terrazzo di casa nella campagna pugliese. Luna sposa che guarda e assorbe, tacita, le preoccupazioni di noi umani esseri quaggiù.


ROSSA SPOSA GALANTE

Rapiscimi, o luna.
Rapiscimi dai baci
che non ho dato
stasera.
Conducimi nel tuo
caos di stelle
nel cuore della quiete.
Annebbiami e
trasformami,
m’inebrio il costato
mentre dolce rendi
il palato tra i denti ovattanti
dei miei occhi. Non consolarmi
perch’io nel patema porti a compimento
il mio remoto destino incerto.
Saldami
nel ventre lo sguardo dell’anima,
quando il mio pene vorrà l’impossibile
e il divino fatto di carne.
Oscillami,
o luna rossa, oscillami
in questo esistere
sì che io possa sopravviverti
e posare come un fiore stellare
in questo pezzo incerto d’universo,
per giungere a centodieci anni a rivederti
sì rossa e sì attesa.
Oggi ti sposi con te stessa
e con le tue incerte voglie,
di rosso ti vestono, il sole e la Terra,
e il mio sguardo ti carezza per possederti
in nudità e verità. Perché nudo e vero
dormirò io per te,
dimorando sospirante nell’eterno.

                              Venerdì 27 luglio 2018, h 22.30