Deboli, svantaggiati - Generalità, varie -  Redazione P&D - 10/03/2019

Romina - Stefania De Canonico

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Giovedì sera, mentre stavo rientrando a Perugia dopo il nostro incontro nazionale di Diritti in Movimento, ho ricevuto una telefonata da parte dell'assistente sociale di una resistenza protetta con la quale venivo informata che R., una ragazza di vent'anni che sostengo quale amministratore, era stata portata via dal 118 a seguito di una crisi ( non meglio specificata) e venivo invitata ad informarmi con l'Ospedale circa le sue sorti, per poi informare a mia volta la Struttura.

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Non riuscendo telefonicamente a rintracciare R., che non risultava ricoverata al reparto psichiatrico, ho inviato in Ospedale un'infermiera privata che dopo un passaggio a reparto e uno al pronto soccorso é  riuscita a trovarla.

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Attraverso l'infermiera  sono riuscita a parlare con il responsabile del reparto di psichiatria, che mi ha informato di aver ricoverato la ragazza e mi ha illustrato nel dettaglio le dinamiche che avevano portato al ricovero.

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Il dottore mi ha detto di essere stato chiamato al pronto soccorso e di aver trovato la ragazza da sola con un borsone contenente indumenti per circa due settimane di ricovero. Dalla residenza in cui viveva R. era stata inviata, da sola, in Ospedale con il 118, con tanto di borsone pronto.

Quando il medico le ha detto che non c'era bisogno che si fermasse in ospedale e che avrebbe potuto tornare in struttura, R. gli ha risposto:" io lì non ci voglio tornare, non mi vogliono" e lui vista la situazione ( sola e decisa a farsi ricoverare) ha proceduto con il ricovero.

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Il giorno seguente, ieri, ho saputo che la crisi di R. si era sostanziata nel continuo scappare dalla struttura, che il medico di base informato e chiamato ad intervenire aveva suggerito agli operatori  di chiamare il 118 e che il CSM di riferimento non era stato allertato.

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R. ha colto il segno, nessuno la voleva, le hanno preparato una valigia, dandole così il messaggio di dover andare e farsi ricoverare e lei da brava ha obbedito.

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È stata abbandonata, inviata da sola in Ospedale, da dove avrebbe potuto una volta scesa dall'ambulanza, allontanarsi e vagare per la città fino a perdersi.

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R. é  ricoverata al reparto di psichiatria pur non avendone bisogno perchè nessuno l'ha trattenuta, perchè si sente maggiormente accolta rispetto alla struttura che la ospita.

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Ieri sera l'ho vista, mi ha abbracciata e mi ha detto che vuole rimanere al reparto di psichiatria fino a quando non potrà andare in un'altra struttura.

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Con il medico abbiamo deciso di lasciarla tranquilla qualche giorno e poi iniziare con lei un percorso che la porterà alle dimissioni perchè non possiamo permettere che R. faccia un balzo indietro perdendo le autonomie acquisite.

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È  stato avviato l'iter per un cambio di Struttura ma non conosco i tempi, pertanto saremo costretti a persuadere R. a tornare la dove si sente rifiutata.

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è una ragazza di vent'anni, schizofrenica, con un passato di abusi perpetrati all'interno della sua stessa casa.

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Forse se qualcuno fosse stato più gentile, più amorevole, più empatico con lei, se avesse cercato di vedere anche le sue qualità, anzichè soltanto i suoi difetti, R. oggi sarebbe andata  a mangiare uno yogurt, che tanto le piace, ammirando il nostro meraviglioso lago Trasimeno,  invece di cercare rifugio al reparto di psichiatria. 

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A corollario di questa vicenda, sempre ieri, un'altra giovane donna che conosco ed aiuto da poco  mi ha detto di non voler frequentare il centro diurno che frequentava in passato perché non si trovava a sua agio ( non mi ha spiegato meglio).

ha scelto di passare le sue giornate in casa piuttosto che andare in un luogo dove non si sente accolta.

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La mia domanda è sempre la stessa, se solo fossimo più gentili, pìu attenti, più aperti all'ascolto, se osservassimo di più, se imparassimo a cogliere la bellezza in ognuno di noi e imparassimo a valorizzare questa bellezza, anzichè vedere solo le ombre e amplificarle, non sarebbe tutto più semplice? non saremmo tutti più sereni? non ci sentiremmo tutti più appagati? non saremmo tutti più sorridenti?