Diritto, procedura, esecuzione penale - Procedura penale -  Carol Comand - 22/04/2019

Ritiro dell’atto da parte dell’Ads e restituzione nel termine per proporre opposizione - Cass. pen. n. 16611/19

Al momento della contestazione di una violazione del codice della strada da parte dei carabinieri l’imputato nominava un avvocato di fiducia ed eleggeva domicilio (l’interessato depositerà altresì nuova nomina di difensore di fiducia con revoca della precedente qualche tempo dopo).

Il decreto penale di condanna successivamente emesso non veniva, però, notificato a nessuno dei detti difensori. Quest’ultimo veniva infine spedito per posta dall’Ufficiale giudiziario con avviso di deposito all’indirizzo dell’imputato e solo qualche giorno dopo ritirato dal suo Amministratore di sostegno.

La richiesta di restituzione nel termine per proporre opposizione avanzata dal difensore la cui nomina era stata, previa istanza dell'ads, autorizzata dal giudice tutelare veniva respinta dal Giudice adito in quanto il ritiro dell'atto da parte dell'amministratore di sostegno e la stessa richiesta di autorizzazione alla nomina di difensore non venivano ritenute costituire cause idonee ad invocarla utilmente.

A seguito di ricorso per cassazione, nella fattispecie, si è d’altra parte chiarito che “il termine per proporre opposizione non decorre se non da quando è provato che l’imputato ne ebbe notizia”. Deporrebbe in questo senso anche una recente pronuncia secondo cui “In tema di decreto penale di condanna, l'omessa notifica al difensore è sanata dalla presentazione dell'opposizione e quest'ultima non è soggetta all'osservanza del termine previsto dall'art. 461 cod.proc.pen”.



SENTENZA
sul ricorso proposto da omissis nato a omissis
avverso l'ordinanza del 29/08/2018 del GIP TRIBUNALE di LAMEZIA TERME
udita la relazione svolta dal Consigliere MAURA NARDIN;  lette le conclusioni del PG
RITENUTO IN FATTO
1. Con ordinanza del 29 agosto 2018 il G.I.P. del Tribunale di Lamezia Terme ha dichiarato inammissibilità dell'opposizione al decreto penale pronunciato nei confronti di omissis, per essere la medesima stata proposta oltre il termine di 15 giorni, previsto dall'art. 461, commi 1 e 4 cod. proc. pen.. Il provvedimento rigetta l'istanza di restituzione nel termine di cui all'art. 175 cod. proc. pen. ritenendo che il ritiro dell'atto notificato da parte dell'amministratore di sostegno e la richiesta di autorizzazione alla nomina di un difensore, non integrino 'causa di forza maggiore', anche tenuto conto del fatto il provvedimento autorizzativo è stato depositato in data anteriore alla scadenza del termine per l'opposizione.
2. Avverso l'ordinanza ha proposto ricorso per cassazione, a mezzo del suo difensore, omissis affidandolo a due motivi.
3. Con il primo fa valere la violazione della legge processuale in relazione agli artt. 460, n. 3) , 178 lett. c) cod. proc. pen. ed all'art. 24 Cost.. Osserva che omissis, in data 8 gennaio 2018, al momento della contestazione della violazione dell'art. 187 C.d.S., da parte dei Carabinieri, nominò difensore' di fiducia, l'avv.to M.D.G., ed elesse domicilio, presso lo studio dell'avv.to M.L.R.; successivamente in data 28 gennaio revocando le precedenti nomine, conferì incarico all'avv.to A.U.A.; detta nomina venne depositata insieme con l'istanza di dissequestro in data 11 maggio 2018, cui fu allegata la certificazione medica che attestava come omissis fosse affetto da psicosi di tipo paranoide cronica, con esacerbazione acuta. Sottolinea che, nondimeno, il decreto penale di condanna non è stato notificato a omissis, né al difensore da lui nominato avv.to  A., né al precedente difensore, né all'avvocato domiciliatario. Rileva la nullità assoluta del decreto penale di condanna, ai sensi dell'art. 179 cod. proc. pen..
4. Con il secondo motivo lamenta la violazione di legge in relazione all'art. 157 cod. proc. pen. per omessa notifica all'imputato. Rileva che: in data 30 gennaio 2018 il Pubblico ministero ha richiesto l'emissione del decreto penale di condanna, con invio della richiesta al Tribunale il 1^ marzo 2018; il 4 marzo è stato emesso il decreto penale; il 6 giugno viene spedito per posta all'indirizzo di omissis dall'Ufficiale giudiziario, con consegna dell'avviso di deposito; il 13 giugno l'atto é ritirato da M.T.S.; il 18 giugno l'avv.to S. chiede al giudice tutelare di autorizzare la nomina di una difensore, indicando il nominativo dell'avv.to A., per l'opposizione al decreto; la nomina viene autorizzata dal giudice tutelare con provvedimento del 22 giugno, depositato il 25 giugno e comunicato il 26 giugno; non viene conferito mandato ed indi il 2 luglio 2018, con mandato conferito direttamente dal omissis viene depositato atto di opposizione al decreto. Deduce che in sede di opposizione, egli aveva rilevato come emergesse dalla lettura degli atti che omissis non ha aveva avuto conoscenza del decreto penale di condanna se non in data successiva al 26 giugno 2018, data nella quale aveva preso visione dell'autorizzazione del giudice tutelare, con conseguente tempestività dell'opposizione formulata il 2 luglio 2018. Osserva ancora: che invitato dal G.U.P. alla produzione degli atti relativi alla notificazione del decreto nei confronti dell'imputato, posto che questa non risultava agli atti, depositava in data 28 agosto 2018 la ricevuta del ritiro del plico da parte dell'avv.to A.; che il G.U.P. rigettando ogni richiesta di restituzione nel termine, dichiarava l'inammissibilità dell'opposizione proposta da omissis, ordinando l'esecuzione del decreto predetto, sulla base della considerazione che il ritiro dell'atto da parte dell'amministratore di sostegno e la richiesta di autorizzazione alla nomina di difensore al giudice tutelare non costituiscono cause di forza maggiore. Assume che il provvedimento del G.U.P. è viziato ai sensi dell'art. 157 cod. proc. pen. e che risente di grave illogicità. Invero, se le predette giustificazioni del ritardo nella proposizione dell'opposizione non costituiscono causa di forza maggiore, allora il giudice avrebbe dovuto disporre nuova notifica ai sensi dell'art. 157 cod. proc. pen., essendo chiaro che mancava l'effettiva conoscenza dell'atto e del contenuto dell'atto in capo al omissis, anche avuto riguardo alla circostanza che per in relazione a quel fatto il destinatario del decreto penale aveva proposto al pubblico ministero istanza di dissequestro, in data 11 maggio 2018, prima cioè della data di emissione del decreto di condanna, istanza evidentemente non rimessa al giudice. Conclude rimarcando l'estraneità dell'avv. A., amministratore di sostegno al rapporto processuale inerente al procedimento penale, anche in relazione al contenuto dell'amministrazione di sostegno che non tende a sostituire la volontà dell'amministrato, sicché l'incarico al ritiro del plico, trattenuto dall'amministratore di sostegno per la formulazione di successive istanze, non consente di ritenere conosciuto l'atto da parte di omissis, in assenza di rapporto di convivenza o dipendenza fra amministratore ed amministrato. Sottolinea, infine, che nessun atto è stato restituito dall'ufficio del giudice procedente, nondimeno risulta dal verbale come il G.U.P. abbia rilevato l'assenza di ogni notificazione al omissis, o, quantomeno, di alcuna valida notificazione nei suoi confronti, così avvalorando la tesi che lo stesso nulla sapesse del decreto penale, con conseguente necessità di provvedere a nuova notificazione. Conclude chiedendo l'annullamento dell'ordinanza con rinvio ad altro giudice o al pubblico ministero procedente, affinché provveda a nuova notificazione, anche al difensore designato.
Con requisitoria scritta il Procuratore generale presso la Corte di cassazione ha chiesto l'accoglimento del ricorso, rilevando che, in caso di opposizione a decreto penale di condanna, grava su colui che formula istanza ex art. 175 cod. pen. solo ed esclusivamente l'onere di allegare la mancata conoscenza del provvedimento, mentre il giudice è tenuto a verificare, in forza de poteri di accertamento conferitigli ai sensi della modifica normativa intervenuta con la I. 67/2014, che l'interessato ne abbia avuto effettiva conoscenza, dovendo, quando non venga superata l'incertezza sull'effettiva conoscenza, rimettere in termini l'istante. Osserva che sussiste il dubbio circa l'effettiva conoscenza nel caso di specie, avvalorato dalle precarie condizioni fisiche del omissis. Tanto è vero che proprio per siffatto motivo l'amministratore di sostegno avv. S. aveva formulato istanza al giudice tutelare per ottenere l'autorizzazione a presentare opposizione, accolta dal giudice. Il provvedimento era stato comunicato solo il 26 giugno, il che comporta che solo da quella data potesse decorrere il termine per la presentazione di quindici giorni di cui all'art. 461 cod. proc. pen.. Siffatta ricostruzione, tuttavia, comporta che l'opposizione è stata utilmente proposta nel termine, ciò assorbendo il primo profilo di doglianza. Conclude per l'annullamento senza rinvio.
CONSIDERATO IN DIRITTO
1. Il ricorso deve essere accolto.
2. L'art. 460 cod. proc. pen., comma 3 , in attuazione dei principi del "giusto processo" ha introdotto l'obbligo di notifica del decreto penale di condanna al difensore di fiducia, se nominato, o a quello d'ufficio, con lo scopo di assicurare all'imputato una difesa tecnicamente qualificata che possa indicargli le possibili opzioni processuali, fra cui rientra ovviamente quella dell'opposizione al decreto. L'opposizione può essere proposta, ai sensi dell'art. 461 cod. proc. pen. entro il termine di quindici giorni dalla notificazione del decreto o dall'imputato (e dal responsabile civile) o dal difensore, eventualmente nominato, in assenza di opposizione, il giudice ne ordina l'esecuzione se non è proposta opposizione o se questa è inammissibile.
3. Ora, "In tema di restituzione nel termine per proporre opposizione a decreto penale di condanna, è compito del giudice verificare la tempestività della richiesta, accertando, nell'esercizio dei poteri istruttori che gli competono, l'eventuale diverso momento, rispetto all'allegazione dell'interessato, in cui questi ha avuto effettiva conoscenza del provvedimento. (da ultimo ed ex multis Sez. 1, n. 57646 del 29/09/2017 - dep. 27/12/2017, Mangiapia, Rv. 27191201;M Sez. 4, n. 33458 del 21/06/2018 - dep. 18/07/2018, Biagi, Rv. 27342701). Ne deriva che, qualora non venga superata una situazione di obiettiva incertezza circa la tempestiva conoscenza del provvedimento, e l'istante abbia adempiuto al proprio onere, il giudice è tenuto a disporre la restituzione nel termine per l'opposizione.
4. Va, inoltre, ricordato che secondo un orientamento di legittimità l'omessa notifica del decreto al difensore costituisce una nullità assoluta di ordine generale a sensi degli artt. 178, lett. c) e 179 cod. proc. pen., che impedisce non solo l'esecutività del decreto, ma altresì la decorrenza del termine per proporre opposizione. Il che implica la ritualità dell'esercizio della facoltà di opposizione di cui all'art. 461 cod. proc. pen., anche da parte dal difensore di fiducia successivamente nominato, oltre i termini (Sez. 3, n. 5849 del 17/12/2003 - dep. 13/02/2004, Renica, Rv. 22783801; Sez. 6, n. 29398 del 11/06/2009 - dep. 16/07/2009, Flocea, Rv. 24447001). Una diversa impostazione ha ritenuto che l'omessa notifica al difensore del decreto penale di condanna non determini nullità assoluta e sia sanata dalla presentazione dell'opposizione. Avendo l'atto raggiunto lo scopo cui era diretto -attivazione del procedimento oppositivo previa consultazione con un legale- viene meno da parte dell'imputato l'interesse alla osservanza della disposizione violata (Sez. 1, n. 16002 del 26/03/2004 - dep. 06/04/2004, Confl.comp.in  proc.Previtali, Rv. 22793701; Sez. 1, n. 21821 del 26/03/2004 - dep. 07/05/2004, Gualandri, Rv. 22820901; Sez. 4, n. 17582 del 01/04/2010 - dep. 07/05/2010, Petrina, Rv. 24709401).
5. Occorre ancora sottolineare che, da un lato, il difensore di fiducia dell'imputato, anche se sprovvisto di procura speciale, è legittimato a proporre opposizione al decreto penale di condanna (Sez. 1, n. 41100 del 24/09/2012 Cc., dep. 22/10/2012, Rv. 253623) e, dall'altro, che il decreto penale di condanna deve essere notificato al difensore di fiducia, anche se nominato successivamente all'emissione del decreto, ma prima che questo venga inoltrato per le notificazioni ai destinatari indicati dall'art. 463, comma terzo, cod. proc. pen. (Sez. 1, n. 16023 del 27/01/2016 - dep. 19/04/2016, Manente, Rv. 266621)
6. Nel caso di specie il ricorrente insiste, in prima battuta, per la restituzione nel termine ex art. 175 cod. proc. pen., posto che l'atto fu ritirato dall'amministratore di sostegno che dovette formulare istanza al giudice tutelare per la nomina del difensore e l'autorizzazione all'opposizione a decreto penale e che fu possibile ottenere il decreto autorizzativo solo il 26 giugno 2018. L'ipotesi, tuttavia, è diversa da quella cui si riferisce detto rimedio, peraltro limitato ai soli casi di mancata conoscenza del provvedimento per "caso fortuito o forza maggiore".
7. Il termine, proprio come evidenziato dal Procuratore generale presso questa Corte, non decorre se non dopo al 26 giugno 2018, quando è provato che l'interessato ne ebbe notizia, depositando, infatti, il successivo 2 luglio 2018 il relativo atto di opposizione. Depone in questo senso l'arresto di questa Corte secondo cui "In tema di decreto penale di condanna, l'omessa notifica al difensore è sanata dalla presentazione dell'opposizione e quest'ultima non è soggetta all'osservanza del termine previsto dall'art. 461 cod.proc.pen. (Sez. 3, n. 9212 del 09/02/2012 - dep. 08/03/2012, Spadafora, Rv. 25236301).
8. Ne consegue che l'opposizione deve ritenersi tempestivamente proposta, con l'atto depositato in data 2 luglio 2018, con conseguente annullamento senza rinvio dell'ordinanza impugnata.
P.Q.M.
Annulla senza rinvio il provvedimento impugnato e dispone trasmettersi gli atti al Tribunale di Lamezia Terme per l'ulteriore corso.
 Così deciso il 24/01/2019