Persona, diritti personalità - Persona, diritti personalità -  Maria Rita Mottola - 09/03/2018

Riflessioni post 8 marzo

Alla Radio al mattino: le donne non hanno possibilità di scelta sul lavoro perché nei libri di scuola si applicano discriminazioni di genere e i ruoli femminili sono quasi sempre insegnante e infermiera non dimenticando la relegazione nelle faccende domestiche. Quando ero piccola (l’ho detto tante volte) volevo fare il comandante di una nave e per un breve periodo anche l’astronauta. Nessuno mi ha mai detto che non lo avrei potuto fare perché ero una donna. Ma io ho vissuto negli anni 50-60 quando le questioni di genere non c’erano. Ho scelto altro perché la vita è complicata o forse perché la nostra strada è tracciata.

Perché si sostiene che sia l’educazione a convincere le donne a intraprendere lavori “femminili” e autoescludersi da altre carriere quando poi si inneggia e si premia un film poetico per immagini, suono, capace di narrare con delicatezza e garbo ma che utilizza una montagna di luoghi comuni se pur accompagnata e sorretta da una splendida fotografia? Se ci si ferma alla forma splendida il film appare un bellissimo esercizio di stile, ma la sostanza? E’ simbolo dell’America antitrumpiana? )L’interprete di “La forma dell’acqua” film vincitore degli Oscar è donna eppure muta e quindi doppiamente emarginata. Ma di sua spontanea volontà accudisce il vicino di casa ovviamente gay e per questo privo di lavoro (non sarà perché i suoi cartelloni pubblicitari ormai sono un po’ spenti e fuori moda?) e arriva al lavoro in ritardo e, in modo alquanto disonesto, “salta la fila” per timbrare il cartellino. La sua amica è ovviamente di colore ma ha un marito di colore fannullone, codardo che vive alle sue spalle. E la protagonista, se pur alla fine si innamora di una creatura che non ha certamente un aspetto umano (e questo, giustamente, non esclude la possibilità che abbia sentimenti e anche una sensualità-sessualità) prima non ha volontariamente fatto l’infermiera? Non sarà forse che è impossibile prescindere dalla necessità di accudimento e di cura?

Alla Radio alla sera: trasmettono il racconto distopico molto intenso “Il racconto dell’ancella” della scrittrice canadese Margaret Atwood, pubblicato negli anni ottanta, prima della caduta del muro di Berlino. Racconta di un mondo nato da una guerra ove si è instaurata una dittatura teocratica. Insomma, in un mondo dove hanno vinto gli estremisti protestanti, ove l’inquinamento chimico fa nascere figli deformi e malati e rende molte donne sterili. Cosa inventa allora il potere? Usare alcune donne “le ancelle” per procreare figli alle mogli dei comandanti che non possono procreare. Vi ricorda qualcosa? Coloro che presentano lo spettacolo (peraltro bellissimo l’adattamento radiofonico e il racconto magistralmente letto da Viola Graziosi) e le illustri ospiti in sala puntano l’attenzione sull’uso del corpo da parte del potere, sulla dittatura teocratica, sull’antiabortismo, sul fatto che il racconto è divenuto un messaggio antitrump (di nuovo) ma salvo mia distrazione (sempre possibile quando ascolto la radio faccio mille cose) nessuna ha posto l’attenzione sulla grande verità preannunciata dalla scrittrice canadese e che oggi l’America  vive: un mondo che l’industria chimica  ha reso malato e sterile, sempre sull’orlo di una guerra civile, e ove il corpo delle donne viene usato per la procreazione di chi non può avere figli. Secondo alcuni esperti analisti l’attuale potere occulto che guida gli Stati Uniti è impregnato di una forma di estremismo religioso protestante, le aziende chimiche americane stanno distruggendo le foreste e le popolazioni indigene in tutto il mondo ma generanno inquinamento anche e soprattutto nelle regioni americane più povere e nella nostra Europa (la sede della Monsanto è a Saint Louis, ma, per esempio, la multinazionale avrebbe pagato 100 milioni di sterline per seppellire nel Galles del sud rifiuti speciali che hanno contaminato non solo il terreno ma anche tutta la catena alimentare. In una discarica di Groesfaen, nei pressi di Cardiff, sono stati ritrovati materiali la cui tossicità è acclarata da anni: diossina, policlorobifenili, derivati dell´agente orange, un misto di due erbicidi il 245T e il 24D, che furono usati dai militari statunitensi nella guerra in Vietnam per la distruzione delle foreste. Tutti questi materiali sono stati sepolti in un terreno senza seguire le norme previste per i rifiuti speciali, nonostante il prezzo elevato pagato dall´industria per 'infossare' questo materiale. “Vidal J. Monsanto dumped toxic waste in UK. The Guardian 2007”); le coppie omosessuali che non possono fare figli utilizzano il corpo delle donne per generare. Questa è la realtà raccontata trent’anni fa da Margaret Atwood. Altro che Trump ha ben altre radici!