Responsabilità civile - Colpevolezza imputabilità -  Redazione P&D - 02/04/2019

Responsabilità derivante dalle norme poste a tutela della privacy e diritto del lavoro - Cass. civ. n. 14242 del 4/6/2018 – Gabriele Gentilini

Con la suddetta pronuncia la cassazione civile La Cassazione, confermando la statuizione della Corte d’Appello, afferma che il danno non patrimoniale risarcibile ai sensi dell'art. 15 del d.lgs. 196/2003, pur determinato da una lesione del diritto fondamentale alla protezione dei dati personali tutelato dagli artt. 2 e 21 Cost. e dall'art. 8 della CEDU, non si sottrae alla verifica della gravità della lesione e della serietà del danno (quale perdita di natura personale effettivamente patita dall'interessato).
Il fatto che i dati siano stati utilizzati in modo illecito o scorretto non è idoneo, di per sé, a legittimare l'interessato a richiedere il risarcimento del danno non patrimoniale.
Occorre semmai una vera e propria lesione non giustificata del diritto alla riservatezza dei dati consistente nella specifica sensibilità della privacy.

Riemerge così nell’art. 15 del d lgs 196/2003 che i danni causati per effetto del trattamento dei dati personali danno luogo all’ipotesi di cui all’art. 2050 c.c. con la conseguenza che il danneggiato è tenuto a comprovare solo il danno ed il nesso di causalità con l’attività del trattamento dati mentre spetta al convenuto la prova di avere adottato tutte le misure idonee ad evitare il danno.