Interessi protetti - Professionista -  Redazione P&D - 16/01/2020

Responsabilità dell'avvocato: mero contrasto giurisprudenziale e plateale overruling - RM

L’avvocato è responsabile nei confronti del suo cliente in caso di incuria, di ignoranza di disposizioni di legge e, in genere, nei casi in cui, per negligenza o imperizia, comprometta il buon esito del giudizio; in tal ottica, neppure l’esistenza di un contrasto giurisprudenziale esime il professionista dall’obbligo di diligenza, la cui misura, anzi, è connotata proprio dall’esistenza del contrasto giurisprudenziale, non potendo la compresenza di approdi giurisprudenziali non collimanti tra loro essere per ciò stesso evocata quale esimente (neppure della colpa grave - si veda, per un approfondimento, anche in relazione alla giurisprudenza qui citata, il trattato "Responsabilità contrattuale e danni risarcibili", Riccardo Mazzon, Giuffré 2019 -); diverso, invece, il caso del plateale overruling, ovverosia del mutamento giurisprudenziale relativo all’interpretazione di una norma o di un sistema di norme, inatteso o, comunque, privo di preventivi segnali anticipatori del suo manifestarsi: peraltro, l’efficacia “esimente” dell’overrulig persiste solamente sino a quando esso possa ancora reputarsi tale, in ragione dell’onere di costante informazione del difensore sulla giurisprudenza.

Siffatta impostazione (che identifica l’agire diligente del professionista con il rispetto e l’osservanza di quel complesso di norme e regole tecniche che caratterizzano l’esecuzione di una prestazione d’opera intellettuale), naturalmente, non esclude che lo standard di diligenza richiesto sia quello medio, limitandosi a stabilire che il comportamento dell’avvocato debba essere valutato in relazione alle circostanze del caso concreto, che determinano la complessità e lo sforzo richiesti.

Se è vero che non qualsiasi errore professionale integra gli estremi di colpa legittimante un’affermazione di responsabilità, essendo necessario che l’errore sia causato da un’incuria ovvero da una insipienza palese ovvero, ancora, da ignoranza di una disposizione di legge (sarà, ad esempio, a tal proposito, da considerarsi assolutamente responsabile l’avvocato che, in un giudizio relativo alla cessione di un’azienda, non abbia eccepito la necessaria forma scritta dell’atto, limitandosi a dedurre prove testimoniali rivelatesi poi disastrose per il proprio cliente, costretto a transigere la lite a condizioni sfavorevoli), occorre però considerare come sull’avvocato incomba un preciso obbligo di informazione nei confronti del cliente, sia prima, sia durante, sia anche al termine dello svolgimento dell’incarico professionale (tanto qualora l’incarico sia giudiziale, quanto si tratti di incarico stragiudiziale).