Responsabilità civile - Causalità -  Andrea Castiglioni - 11/05/2018

Responsabilità del vettore. Misure di sicurezza e distrazione del passeggero vincono la presunzione di responsabilità - Cass. 9811/2018

La passeggera di un autobus di traporto pubblico urbano cadeva durante la corsa e di provocava una lesione. Ritenendo responsabile il vettore, promuoveva azione giudiziaria per ottenere il risarcimento del danno subito.
La norma invocata è l’art. 1681 c.c., la quale pone una presunzione di responsabilità a carico del vettore: questi è ritenuto responsabile dei sinistri che colpiscono il trasportato, o i beni che egli porta con sé, salvo che dimostri di aver adottato tutte le misure necessarie per evitare il danno.

La domanda – sia in primo grado, sia in appello che avanti alla Corte di Cassazione – veniva respinta, non venendo ravvisato il nesso di causalità tra l’evento e il fatto lesivo.

I fattori che hanno portato a tale decisione possono essere distinti in due gruppi.

Il primo: l’assolvimento della prova liberatoria da parte del vettore. È stato accertato che, a differenza di quanto sostenuto dal danneggiato, erano state adottate tutte le misure di sicurezza necessarie al fine di evitare che i passeggeri subissero infortuni (in particolare, strisce anti-scivolo sui gradini di accesso, con colori intensi per balzare all’occhio).

Tutte le misure di sicurezza in generale (ad es. maniglie di sostegno, ecc.), e in particolare le strisce anti-scivolo in buono stato manutentivo, hanno permesso al vettore di superare la presunzione di responsabilità a suo carico.

Il secondo: la dimostrazione del fatto che la passeggera aveva agito con comprovata (da dichiarazioni testimoniali) disattenzione e imprudenza. A conforto veniva allegato anche il fatto che, al momento della caduta l'autobus era fermo; inoltre, quella stessa corsa era stata utilizzata addirittura da una persona non vedente, la quale era salita e scesa dall'automezzo senza alcun problema.

In conclusione, la disattenzione della vittima, unita al fatto che il vettore aveva adottato misure di sicurezza idonee, hanno reciso il nesso causale, non consentendo l'accoglimento della domanda.

Si può ritenere che la passeggera-danneggiata abbia (per così dire) “sopravvalutato” la presunzione di colpevolezza che viene attribuita al vettore, non ponderando invece che l’istituto della presunzione non dispiega effetti sostanziali ma meramente processuali. Sicché, il prevedere un onere probatorio più pesante dell’ordinario non significa che tale onere sia impossibile da assolvere. Anche in un’ipotesi di responsabilità oggettiva, il soggetto onerato della prova liberatoria, benché ardua, ben può andare esente da responsabilità, se allega prove (precostituite o costituende) puntuali e complete (vedi, in questo caso, i testimoni), che possono soddisfare l’onere.