Responsabilità civile - Responsabilità oggettiva, semioggettiva -  Riccardo Riccò - 19/02/2018

Responsabilità davvero oggettiva, e warning law – G.d.P. Salerno (2018)

Finalmente una sentenza “ortodossa”, a’ la Calabresi

V. ad es. G. Calabresi, Some thoughts on … the law of torts, Yale Law J., 1961, 70, 499; Id., … Blum and Kalven, ivi, 1965-66, 75, 216

Anzi a’ la William (Lord Justice) J.

V. il caso Cox v. Burbidge, 1863, 12 CB (NS) 430 (e 143 ER 171, 174).

Caso classico di responsabilità da custodia, italianissimo:

-       il sig. Rossi, mentre varca la soglia d’accesso (principale) di struttura ospedaliera, viene travolto da un’anta della porta d’ingresso (di detta struttura);

-       subisce per tanto danni personali (prognosi 7 gg.);

-       cita dunque il custode, ai sensi dell’art. 2051 (e/o dell’art. 2043).

Il giudice adito dice subito che:

-       il convenuto può essere giudicato non responsabile dell’occorso solo qualora possa accertarsi il caso fortuito, causalmente efficiente ovvero dirimente;

-       si presume infatti, in diritto costituito, la responsabilità, non anche la colpa (che in effetti non relevat);

-       (la responsabilità fatta valere è di natura oggettiva).

Tutto ciò detto, esattamente, con lodevole concisione, lo stesso giudice si attarda a precisare “che il … chiudiporta era rotto e che … non vi era alcun cartello che avvisasse il pubblico del pericolo”.

Bene, ok, ma – a questo punto – mi domando:

con tale precisazione si è inteso solo rafforzare il decisum o, en passant, aprire la porta alle regole di autoresponsabilità, cc. dd., per le quali rischio e danni “da posizione” possono legittimamente traslarsi sul danneggiato qualora – beninteso – questi sia debitamente avvisato della situazione di pericolo?   




Autore

immagine A3M

Visite, contatti P&D

Nel mese di novembre 2018 Persona & Danno è stato visitato da oltre 385.000 utenti unici.