Interessi protetti - Beni, diritti reali -  Redazione P&D - 15/01/2019

Rapporti di vicinato: la distanza tra costruzioni imposta dall’articolo 873 del codice civile (ratio e modalità di calcolo) - RM

L’articolo 873 del codice civile, nel regolare la collocazione delle costruzioni, con espresso riferimento alla distanza che deve esistere tra i diversi manufatti, nulla prevede in ordine alle modalità ed ai criteri da utilizzare nel calcolo di detta distanza.

La determinazione di tali criteri è, pertanto, compito dell’interprete, il quale non potrà che ancorare le proprie convinzioni alla ratio della norma in oggetto, protesa a tutelare sicurezza, salubrità ed igiene: la distanza tra costruzioni su fondi finitimi andrà calcolata, pertanto, tenendo conto di qualsiasi elemento che sporga da una di esse, non assumendo rilevanza, ai fini dell'interesse tutelato dalla norma (nel suo triplice aspetto, per l’appunto, della tutela della sicurezza, della salubrità e dell'igiene), che lo sporto sia inadatto all'incremento volumetrico o superficiario della costruzione o che aggetti solo per una parte della facciata, ma, piuttosto, che sia di entità non trascurabile.

Ai fini del computo delle distanze tra costruzioni, pertanto, assumono rilievo tutti gli elementi costruttivi, anche accessori, qualunque ne sia la funzione, aventi i caratteri della solidità, della stabilità e della immobilizzazione, salvo che non si tratti di sporti e di aggetti di modeste dimensioni, con funzione meramente decorativa e di rifinitura.

Tale triplice aspetto dell’interesse tutelato dalla norma (sicurezza, salubrità ed igiene) gioca dunque un ruolo guida nel determinare gli elementi da considerare ai fini del calcolo predetto, specie in riferimento al criterio da utilizzarsi nel considerare l'oggettiva idoneità degli elementi costruttivi de quibus a formare, per la loro struttura, entità e ubicazione, intercapedini dannose o pericolose - si veda, per un approfondimento, anche in relazione alla giurisprudenza qui citata, la terza edizione del trattato Riccardo Mazzon, "Rapporti di vicinato", Cedam 2018 -..

Ai fini dell'osservanza delle distante legali, pertanto, risulta irrilevante la distinzione tra parti principali dell'edificio e parti accessorie aventi funzione complementare o ornamentale, proprio perché il criterio distintivo è dato, si ripete, non già dal carattere principale o accessorio dell'opera, bensì ed esclusivamente dall'oggettiva idoneità dell'elemento costruttivo a determinare, per la sua struttura, entità e ubicazione, intercapedini dannose o pericolose.

 

La ratio sopra indicata impone di considerare sempre, in occasione del calcolo, la realtà fattuale presente al momento in cui la misurazione dev’essere effettuata, senza rilievo alcuno alla sfera del dover essere (a meno che non si sia in presenza di un ordine specifico e tassativo di abbattimento).